12-11-2019 ore 20:30 | Rubriche - Fatto di ambiente
di Alvaro Dellera

Un fatto di ambiente. Fontanili e trifogli, il Cremasco è amico della farfalla delle paludi

Le gradevoli temperature autunnali alle quali questo impazzito clima ci ha abituati, portano ad allungare la vita delle delicate specie di insetti come i ditteri, gli odonati e i lepidotteri. Tra gli insetti autunnali più appariscenti e particolarmente interessanti troviamo la Lycaena dispar, comunemente detta anche licena delle paludi. Un lepidottero (farfalla) dalle medie dimensioni. Nel maschio di Lycaena dispar l’apertura alare è di circa 40 millimetri: le ali superiori sono arancio ramato, mentre le ali inferiori evidenziano una punteggiatura nera e sparsa su sfondo azzurro, perlato, con un’evidente striscia arancione. La femmina, leggermente più grande, si differenzia per avere le ali superiori punteggiate di nero su sfondo aranciato.

 

Le condizioni ambientali

Negli ultimi decenni questo licenide ha subito un forte ridimensionamento. Italia la sua presenza è sempre più rara. Nel Regno Unito è addirittura scomparsa, nonostante i molti tentativi di reintroduzione. In molte altre regioni europee si osservano drastici cali. La causa di queste perdite è legata alle abitudini alimentari e ambientali. Venendo meno le aree paludose ed umide, dovute a prosciugamenti naturali e alle profonde trasformazioni del paesaggio agricolo, questa farfalla, molto legata alla vegetazione palustre, sta inevitabilmente regredendo. Fortunatamente nel Cremasco la presenza di tanti fontanili, prati stabili e semine di trifoglio consentono a questo vivace licenide di riuscire a sopravvivere.

 

L’amore per il rosa

Questa sua condizione di fragilità è divenuta in molte regioni europee simbolo e icona degli ambienti umidi e naturali da proteggere, come il panda gigante, divenuto emblema mondiale della conservazione. Sicuramente appariscente per il suo vivacissimo colore, la licena non è facile da osservare. Nelle immagini scattate nel Cremasco svolazza tra i fiori violetti del trifoglio o sulla rigogliosa chioma dell’infiorescenza rosa porpora e argentea della canapa d’acqua (Eupatorium cannabinum). Il color rosa è inspiegabilmente la tonalità preferita dalla licena delle paludi che vola anche su fiori di cardo, di centaurea, di achillea millefoglie e di scabiose. Per una volta ed in questa occasione, il territorio cremasco è invidiato dagli entomologi anglosassoni che, annualmente, setacciano il loro paese alla ricerca di questa graziosa farfalla. In Gran Bretagna si è persa traccia, ma non la speranza di una sua reintroduzione o chissà mai, di un felice ritrovamento benaugurante. Brexit permettendo.

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