
Sensibilizzazione e collaborazione costante per il territorio. Si riassume così l'impegno condotto dall'Avis Crema (Associazione volontari italiani del sangue) in questo anno che sta per concludersi. La presidente Franca Atzeni non nasconde una certa soddisfazione per due traguardi degni di nota: da un lato “un lieve incremento del numero dei donatori, a fine novembre erano 2076, dall'altro la costituzione di un gruppo di giovani, circa una quindicina, che hanno deciso di spendersi per organizzare eventi di sensibilizzazione. La sensibilizzazione deve essere la nostra priorità, ma non vogliamo e non possiamo condurla in solitaria. Donare non è solo spinta solidaristica, è una scelta convinta che affonda le radici nella nostra cultura, nel nostro riscoprirci umani. Riteniamo sia importante riscoprire e risvegliare in ciascuno di noi i valori che ci appartengono e che ci caratterizzano”.
Collaborazioni territoriali
Tante le iniziative già in essere da questo punto di vista. “Degna di nota (e di recente rinnovata ndr), la convenzione con l'Asst di Crema e l'Università degli studi di Milano che ci consente di raccontare il nostro impegno e l'importanza della donazione attraverso la voce ed il coinvolgimento di giovani futuri infermieri”. Gli studenti del corso di laurea in infermieristica con sede all'ex tribunale continueranno ad incontrare i giovani delle scuole superiori cittadine. “Crediamo che le attività tra pari possano essere un importante volano per generare anche nei ragazzi più giovani una consapevolezza solida, diffusa e condivisa”. Nella stessa direzione va anche la convenzione di recente siglata con la Fondazione san Domenico: “siamo due enti che si occupano di costruire la cultura e, allora, ci siamo detti, perché non unire le forze nel diffondere un messaggio, quello della donazione, che salva la vita? Di tutta risposta, è nostro interesse sostenere i giovani studenti meritevoli dell'istituto Folcioni, donando loro un contributo allo studio”.
L'idea di Atzeni è quella di “una sezione che sappia fare rete, costruire e consolidare legami territoriali, anche mettendosi, pur nel rispetto della propria identità ed autonomia, a disposizione del territorio”. Per questo “ho intrapreso delle interlocuzioni con alcune associazioni per unire le forze anche su alcuni temi sociali, quali ad esempio la violenza di genere”.
Il centro trasfusionale
Avis si è presa a cuore anche la difficile situazione legata alla “carenza d'organico e alla necessaria riorganizzazione funzionale” che interessa diversi reparti del Maggiore di Crema ed, in particolare, il centro trasfusionale. Lo aveva evidenziato nei giorni scorsi anche il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni, chiedendo chiarimenti all'assessorato regionale: “sappiamo che vi sono alcune difficoltà nel presidio del Maggiore di Crema” ha ripreso Atzeni “ma sappiamo anche che i professionisti del trasfusionale danno il massimo per assicurare un servizio indispensabile alla nostra comunità, dalla forte valenza sanitaria e sociale. Dal canto nostro, quando ci è stato chiesto un aiuto non ci siamo sottratti: pur rimanendo fedeli alla nostra autonomia e alla nostra identità, riteniamo che anche il Terzo settore possa fare la propria parte a beneficio della collettività. Il nostro sforzo, legato a questa situazione emergenziale e quindi temporaneo, racconta l'impegno di un Terzo settore che offre soluzioni, pur limitate nel tempo, alle gravi criticità, ma che non vuole e non deve essere solo un sostegno, piuttosto un partner attivo desideroso di collaborare, dotato di una propria indipendenza, di una propria identità”.
L'appello a donatori e volontari
E di una storia, che merita di continuare a lungo. “Avis mira sempre ad espandersi, non solo grazie alla generosità di donatori che con loro semplici gesti quotidiani possono salvare vite, ma anche attraverso l'impegno di volontari che intendano mettersi a disposizione per diffondere ulteriormente le nostre finalità. Lo diciamo sempre: insieme si va più lontano. Quest'anno è stato intenso, il prossimo sarà ricco di iniziative: abbiamo bisogno di volti nuovi, di storie che chiedono di essere raccontate, di mani desiderose di fare del bene”.