
Come previsto dalla regole di sistema 2026, l'Asst di Crema ha presentato lo scorso 28 febbraio in regione Lombardia il progetto per l'implementazione nelle strutture aziendali del servizio Dama (Disabled advanced medical assistance): garantisce percorsi di cura adeguati e personalizzati a persone con gravi disabilità cognitive e comunicative che incontrano ostacoli nell’accesso ai servizi sanitari tradizionali. “Il modello – spiegano dall'Asst - si fonda su una rete integrata che coinvolge familiari, caregiver, medici di medicina generale, servizi territoriali e professionisti sanitari, con percorsi dedicati in ambito ambulatoriale, di ricovero programmato e, quando necessario, di emergenza”. Nel mese di luglio l'azienda incontrerà i rappresentanti di Anffas Crema: l'appuntamento inaugurerà una serie di tavoli di confronto anche con altre associazioni, nell’ottica di costruire un modello condiviso e sempre più aderente ai bisogni del territorio.
Condivisione con il territorio
Come spiega il direttore sociosanitario Valentina Brunelli: “abbiamo ritenuto fondamentale dedicare un percorso di ascolto ai professionisti che, quotidianamente, operano per garantire l’integrazione della filiera dei servizi. Il loro contributo rappresenta un elemento imprescindibile per raccogliere indicazioni utili e orientare la progettazione di un modello condiviso. L’obiettivo è definire un assetto organizzativo capace di rispondere in modo appropriato ai bisogni delle persone con disabilità e delle loro famiglie, valorizzando l’integrazione tra servizi, competenze e risorse del territorio. Il confronto con gli attori coinvolti costituisce un passaggio strategico per la costruzione di un servizio efficace, accessibile e pienamente condiviso”.
Il Dama
Un passo avanti necessario, anzi indispensabile, per la cura delle persone con disabilità. Il Dama è nato da un progetto sperimentale promosso nel 2000 dall'ospedale San Paolo di Milano ed è oggi divenuto un modello organizzativo conosciuto a livello nazionale, in grado di superare le difficoltà che le persone con disabilità hanno nell’affrontare l’ospedalizzazione, attraverso una presa in carico dei bisogni e del problema presentato, utilizzando competenze e risorse già presenti in moderne strutture sanitarie, con una personalizzazione dell’intervento che tiene conto dei bisogni di ognuno: persona con disabilità, famigliari e caregivers, personale sanitario.
L'indagine
Secondo quanto emerso da una recente indagine condotta da Uildm Monza e Brianza e Ledha la presenza del servizio Dama in Lombardia è in crescita, ma non è omogenea e ampie aree restano scoperte. Inoltre, le modalità di accesso al servizio variano da un territorio all’altro. Rispetto alla precedente rilevazione del 2023, il numero di Aziende socio-sanitarie territoriali in cui il servizio è attivo è aumentato, passando da 10 a 14 su un totale di 27 Asst. Un dato positivo, che conferma gli effetti dell’introduzione della legge regionale 22/2021 e del progressivo sviluppo della rete Dama sul territorio. Le associazioni evidenziano “una disomogeneità territoriale con criticità evidenti in territori come il pavese, la Valtellina e il comasco, oltre a parti delle province di Bergamo e Brescia” e una diversificazione da una Asst all'altra delle modalità di attivazione: “questo – fanno notare – pone difficoltà nell'accesso al servizio, richiedendo a persone con disabilità e familiari di orientarsi tra procedure differenziate”. L’indagine ha inoltre evidenziato carenze informative rilevanti. In oltre la metà delle Asst analizzate non è disponibile una pagina web dedicata né un contatto diretto per il servizio. In molti casi, l’unico riferimento è l’Ufficio relazioni con il pubblico, che non è sempre in grado di fornire indicazioni puntuali.
A Lodi
Se a Crema il percorso sta proseguendo per giungere al più presto alla creazione di un servizio efficace e rispondente ai reali bisogni dell'utenza, a Lodi l'esperienza del Dama è attiva dal mese di aprile dello scorso anno. In questi giorni è stata ufficializzata la nomina del nuovo responsabile: Demostene Marifoglou. Di origine greca, è anestesista e rianimatore, ma da diversi anni è impegnato nell’ambito della terapia del dolore. Laureatosi a Bologna, si è formato professionalmente nel piacentino, prima presso il presidio di Castel San Giovanni e poi all'ospedale di Piacenza. Il servizio Dama del polo ospedaliero di Lodi afferisce alla struttura complessa di disabilità e integrazione sociale, diretta da Umberto Daccò. Oltre al dottor Marifoglou, sono impegnati nel servizio anche l'infermiera Sabrina Iacchetti e la tecnica di neurofisiopatologia Maria Teresa Vanni. Dall’avvio dell’attività ad oggi sono quasi 200 i pazienti presi in carico. Si tratta per lo più di bambini autistici, anche se il Dama di Lodi copre la domanda di salute anche di adulti, sino a 65 anni: “Pochi servizi analoghi, in altre realtà sanitarie, si occupano di una fascia anagrafica così ampia”rileva Umberto Daccò che ricorda anche lo spazio dedicato in pronto soccorso a Lodi.
La situazione a Cremona e Mantova
Secondo quanto riportato nell'indagine, il servizio Dama è attivo anche all'Asst Bergamo Ovest e all'Asst di Mantova, dove dal 2007 viene garantito il progetto Delfino che oggi rientra stabilmente nella rete Dama. Il Dama non risulta, invece, al momento attivo presso l'Asst di Cremona, dove però è presente un analogo servizio con il nome Rosa dei venti, collocato presso la casa di comunità, dove hanno sede tutti i servizi dedicati alle persone con disabilità. L'implementazione nella rete Dama da parte dell'azienda diretta da Ezio Belleri è in corso.
All'Asst Bergamo Ovest
Nelle strutture aziendali dell'Asst Bergamo Ovest il servizio è stato introdotto nel 2008 con il nome di Dama Luisa. Il medico referente è Tommasina Pericolo, mentre l'infermiera di riferimento è Simona Papini. Al bisogno viene attivata un'equipe multiprofessionale dedicata. Come spiegano dalla direzione generale: "inizialmente il Dama è stato dedicato alla presa in carico delle persone fragili inserite nelle strutture residenziali diurne per la disabilità. Successivamente, il protocollo è stato esteso alla presa in carico ambulatoriale anche delle persone con disabilità inviate dal territorio". Nel 2025 hanno usufruito del protocollo Dama 220 persone per un volume complessivo di prestazioni erogate pari a 850. Nel corso del 2026, il numero di assistiti presi in carico risulta di 168 e il volume di prestazioni erogate o da erogare di 598". L'azienda guidata dal commissario straordinario Rosetta Gagliardo con delibera 1087 del 15 maggio 2025 ha "ulteriormente implementato il protocollo garantendo personale medico e infermieristico specificamente dedicato alla sua attuazione al fine di consentire la piena accessibilità alle cure delle persone con disabilità in una logica di personalizzazione attenta alla qualità di vita".