10-08-2019 ore 18:53 | Rubriche - Fatto di ambiente
di Alvaro Dellera

Un fatto di ambiente. Tre falchi lodaioli nati nel Cremasco si preparano al lungo viaggio

In questi giorni d’agosto, dal nido del lodolaio stanno per prendere definitivamente il volo tre giovani falchi sotto l’attenta cura parentale dei genitori, che li hanno svezzati sin qui e continueranno a seguirli ancora per qualche giorno. Nel frattempo, dalla loro postazione privilegiata, i giovani falchi apprendono dai genitori tutti i segreti del volo, ma soprattutto come procurarsi il cibo una volta rimasti soli con la loro inesperienza e giovanissima età. Migratore a lungo raggio, il falco lodolaio, specie non frequente da queste parti, giunge nel Cremasco nei primi giorni di maggio, preveniente dall’area sub sahariana dove ha trascorso l’inverno.

 

I tre giovani falchi

I boschi, nelle vicinanze di corsi d’acqua, stagni e laghi sono posti ideali dove nidificare. Il nido è solitamente posto alla biforcazione di grandi alberi, sfruttando i vecchi nidi di cornacchie un poco riordinati, giusto il minimo, per ospitare da tre a quattro uova. Il nido che, con trepidazione, stiamo monitorando affinché tutto proceda senza intoppi, contiene tre giovani falchi. Li abbiamo visti nascere ed ora li vediamo pronti all’involo. Sono trascorse sei settimane dalla schiusa, i tre batuffoli dal piumino bianco candido presentano due grandi e caratteristici occhi neri e un becco pronunciato. I giovani falchi, implumi e bruttini, fanno capolino dalla sommità del nido. I genitori li alimentano catturando grosse libellule con gli artigli protesi e sorvolando a più riprese gli acquitrini, arrivando anche a velocità di oltre 100 chilometri orari. Il termine lodolaio, in Italia, deriva dal fatto che questo rapace, sorvolando i campi, si pensava catturasse allodole.

 

Pronti al lungo viaggio

Non è proprio così, ma data la sua grande abilità di cattura al volo, rincorre e caccia anche nei centri abitati rondini, rondoni e balestrucci, in alcuni casi all’imbrunire anche piccoli pipistrelli, variando così la dieta. I giovani nati ora stanno provando a sbattere le ali, accennano a timidi voli, goffi e traballanti e sono sempre affamati. Richiamano i genitori con forti trilli. Poi, via dal nido, per non fare più ritorno. Quasi certamente non li rivedremo più, con gli auguri di una buona migrazione, sempre piena di insidie lungo gli oltre duemila chilometri che dovranno percorrere, verso verso una nuova vita. Lontano da noi e dai loro genitori per sempre.

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