
Musica, danza e creatività nei giorni scorsi hanno riempito il Campo di Marte a Crema. Le immagini dei protagonisti si scorgevano sin dall’ingresso. A fare gli onori di casa il direttore, la coordinatrice, gli educatori, i tutor e i musicisti dell’associazione MagicaMusica insieme ai tanti studenti dell’istituto Sraffa Marazzi di Crema che hanno scelto di chiudere nel segno dell’inclusione questo anno scolastico. In scena l’atto conclusivo di un progetto scolastico, dal titolo Museo vivente, di durata annuale che li ha visti impegnati ad animare idealmente con talento e spirito di condivisione alcune stanze di museo. Le attività, coordinate da Elena Gremizzi per l’associazione e dai docenti Tatiana Volpini, Ilario Grazioso e Sara Fusar Poli per la scuola, si sono svolte nella prima parte dell’anno presso la sede dell’associazione a Soresina e poi in aula. Hanno coinvolto giovani studenti con e senza disabilità.
L'allestimento
L’allestimento ha previsto la creazione di quattro sale: la sala delle risate, per celebrare la leggerezza e il gioco; la sala delle metamorfosi, per esplorare il cambiamento e la trasformazione; la sala dei viaggi impossibili, dedicata alla fantasia e all’avventura; la sala finale dei battiti, cuore pulsante dello spettacolo, per amplificare il lavoro svolto in un momento corale e intenso. Il pubblico presente ha potuto godere di ambienti completi e multisensoriali, dove le diverse arti hanno dialogato intensamente.
Attenzione alla persona nella sua globalità
Dopo qualche giorno, maturata anche la conclusione della prima parte del tour estivo dei concerti, Piero Lombardi si lascia andare ad un primo bilancio: “quando un progetto scolastico di questa portata giunge al termine, la prima doverosa parola è grazie. Agli studenti, ai docenti, al dirigente scolastico, a tutti i miei collaboratori. Perché la conquista di certi traguardi è sempre condivisa, è sempre l’esito della messa in comune di talenti. Grazie ad ognuno dei protagonisti per aver donato autenticità, per essersi raccontati sul palco senza paura. E grazie per aver plasmato, ancora una volta, attraverso la musica un’idea di inclusione che oggi non è più solo un’idea. È un metodo che mette al centro la persona e le sue abilità, i suoi desideri, senza dimenticare le sue fragilità. È un modo di guardare sempre alla persona nella sua globalità, perché solo così si costruisce benessere”.
La musica unisce
Plauso all’iniziativa anche da parte del dirigente scolastico reggente Paolo Carbone: “mi complimento vivamente prima di tutto con gli studenti, che sono sempre al centro delle nostre attenzioni e fatiche, e con i docenti e gli organizzatori di questo progetto, che da anni coinvolge gli studenti dello Sraffa favorendone l'inclusione. La musica è un linguaggio che unisce e che aiuta a sviluppare la sensibilità e la capacità di ascoltare l'altro superando ogni conflitto”.