09-02-2024 ore 15:33 | Rubriche - Fatto di ambiente
di Alvaro Dellera

Naturalismo d’inchiesta: Vailate dice addio a una delle maggiori collezioni private di farfalle

Una delle maggiori collezioni private di farfalle al mondo prenderà il volo. Dopo l’ultima esposizione pubblica presso il centro civico a Vailate (Cremona) la collezione verrà donata a due enti che si dovranno prendere cura della loro conservazione. Quello di cui Gianfranco Colombo ha fatto per oltre 70 anni rendendo questa sua collezione una ricchezza culturale inestimabile. Le 307 teche che occupano oltre 6 metri cubi di spazio contengono 26.860 farfalle di cui 20.000 sono falene e di queste 7000 sono diurne tutte raccolte all’interno di un centinaio di paesi visitati in tutti i continenti della terra tranne in Artide e Antartide dove per altro non ci sono insetti.

 

Il giro del mondo

I viaggi intorno al mondo in stagioni diverse per scoprire, studiare e raccogliere sempre più specie di farfalle, fuori dai confini europei sono stati 126. Ben 17 in India, 9 in Guyana francese percorrendo solo in queste due nazioni oltre 400.000 chilometri. Tasmania e Indonesia 5 viaggi per 200.00 chilometri. Sud America 16 viaggi per 320.00 chilometri, in centro Asia 20 viaggi per 300.000 chilometri. Sud est Asiatico 20 viaggi per 400.000 chilometri. Africa 30 viaggi per 300.000 chilometri, Australia 25.000 chilometri. Se si contano anche i viaggi dentro i confini europei il totale dei chilometri percorsi ammonta a circa 2 milioni. In Artide e Antartide per 30.00 chilometri, visitati entrambi per una sola volta ma per un altra tipologia di ricerca. Bastano questi numeri per rendersi conto di quanto questo patrimonio sia ricco e pieno di conoscenze che vanno oltre lo stesso collezionismo. 

 

L'operato di Ginafranco

“Siamo giunti al termine”, commenta Gianfranco Colombo; un’attività che lo ha accompagnato per tutta una vita. Studi, raccolta e la classificazione tassonomica e geografica di soggetti provenienti da ogni angolo del mondo; di quella che poteva essere una collezione personale promossa da una passione coinvolgente, si è rivelata negli anni un compito alquanto gravoso e impegnativo. Come la stessa raccolta delle farfalle; catturate con retini telescopici specifici e collocate in apposite sacche in tulle per una prima classificazione. Ancora più faticosa la raccolta delle falene che deve essere praticata la notte con apposite luci che illuminano un grande schermo bianco dove vengono attirate e raccolte.

 

Le teche di conservazione

La conservazione di questi lepidotteri ben ordinati nelle teche rigorosamente protette da un vetro trasparente poco si concedono alle forti luci, all’umidità e all’eccessivo calore e un passaggio in frigorifero di tanto in tanto serve a rigenerare l’intera collezione. Così che, dopo ogni esposizione le teche vanno sempre riposte al buio a temperatura costante mentre una minima quantità di veleno tarmicida posta all’interno di ciascuna teca, da rinnovare periodicamente, le mantiene intatte per sempre. “Raccolte di tali dimensioni richiedono un impegno assiduo e attento che non lascia scampo a nessuna forma di negligenza. Questa separazione mi lascerà moltissimi rimpianti, poiché in ognuno degli esemplari conservati c’è un attimo della mia vita”, commenta sempre Gianfranco Colombo, “ma gli enti a cui verranno affidate, mi daranno certamente sicurezza e conforto attenuando il dolore per la loro dipartita. 

 

Dove andrà la collezione?

Le premesse per una loro collocazione ci sono, affidando la sezione esotica ad un istituto universitario con finalità di ricerca, mentre ad un prestigioso museo nazionale per fini divulgativi ed espositivi, la sezione europea. Fino ad oggi Gianfranco Colombo ha dovuto occuparsi di tutto ciò, ma consapevole e orgoglioso di lasciare un grande e utile dono alle future generazioni affinché si comprenda fino in fondo l’importanza della conservazione dell’ambiente. Ora che anche i cambiamenti climatici, la deforestazione mondiale ed in generale l’insufficiente attenzione di molti governi verso la tutela dei principali habitat naturali, rischiano e in parte lo sono già, una minaccia continua per questi insetti e molte altre specie di animali. Mettere a disposizione dei ricercatori una cosi ricca storia entomologica, divenendo soprattutto rifugio di conoscenze anche per tutte quelle specie di farfalle che all’improvviso potrebbero sparire. Un vero peccato che questa splendida collezione lasci le terre cremasche sarebbe stato meglio tenercela stretta, ma senza un ente locale in grado di accollarsi l’impegnativa gestione dobbiamo solo dire un sincero grazie a Gianfranco Colombo, collezionista e ricercatore a sua volta, per questo straordinario lavoro e per la non facile decisione di separarsi da tanta bellezza. 

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