08-04-2026 ore 18:24 | Rubriche - Milano
di Gloria Giavaldi

Asst, Ats e Areu. Le pagelle 2025 dei direttori generali lombardi e le reazioni politiche

Sono arrivate le pagelle ai direttori generali delle Asst, delle Ats e dell'Areu di regione Lombardia relative all'attività svolta nel 2025. Dal voto dipende parte della retribuzione (circa il 20 per cento) dei direttori generali. La votazione viene attribuita per il 70 per cento dal raggiungimento di obiettivi tecnici, quali la riduzione delle liste d'attesa, l'implementazione di percorsi per malati cronici o persone con fragilità, la realizzazione di campagne vaccinali, l'attivazione nei tempi delle Case di comunità e per il 30 per cento dalla politica, più precisamente da una commissione composta dal presidente di regione Lombardia Attilio Fontana, dall'assessore al bilancio Marco Alparone e dall'assessore al welfare Guido Bertolaso. I tre sono deputati a valutare i comportamenti manageriali di ciascun dg. Tutti i manager a capo delle Asst e delle Ats del territorio si collocano circa a metà classifica. Ad Alessandro Cominelli, ad oggi il dg più giovane dell'intera regione, a capo della Asst di Crema, è stato attribuito un punteggio di 85/100. Poco più sopra si collocano Ezio Belleri, a capo dell'Asst di Cremona con 87/100 e Stefano Manfredi, dg dell'Ats Val Padana,  con 86/100. Poco più sotto Anna Gerola, dg all'Asst di Mantova con un punteggio di 83/100.

 

Risultato condiviso

Da Largo Dossena giungono parole di soddisfazione, pur con l'intenzione di fare sempre meglio per la salute dei cremaschi: “il risultato ottenuto nella valutazione regionale riflette l’impegno e la professionalità di tutte le persone che operano nella nostra Asst e rappresenta motivo di soddisfazione” sono le parole di Alessandro Cominelli. “Alla luce dei risultati complessivi possiamo affermare che il nostro sistema sanitario e sociosanitario, pur nelle continue sfide, ha saputo garantire servizi di qualità ai cittadini, contribuendo a una sanità lombarda sempre più orientata ai bisogni reali delle persone. Consapevoli che esiste sempre un margine di miglioramento, continueremo a lavorare con ancora maggiore dedizione e determinazione”. Infine, un ringraziamento ai suoi più stretti collaboratori e a tutti i dipendenti: “ desidero ringraziare i miei più stretti collaboratori: il direttore sanitario Alessandro Malingher, l’ex direttore sociosanitario Carolina Maffezzoni (oggi in pensione, sostituita da Valentina Brunelli) e il direttore amministrativo Giuseppe Ferrari, e tutti i membri del collegio di direzione. Un sentito ringraziamento a tutti i dipendenti per l’impegno quotidiano, agli enti del Terzo settore, alle associazioni di volontariato, alle cooperative, ai sindaci e alle istituzioni locali che collaborano con noi, condividendo l’obiettivo comune di costruire una rete sanitaria e sociosanitaria sempre più vicina ai bisogni concreti delle persone”.

 

'Buon esito'

Il consigliere regionale della Lega, Riccardo Vitari si è detto “ soddisfatto per il risultato che emerge dalle pagelle sull’efficienza della sanità lombarda compilate da regione Lombardia valutando le strategie operative dei direttori generali del territorio. Il mio plauso va a questi validi professionisti, alcuni dei quali conosco personalmente, che hanno saputo spendersi con determinazione ed efficacia per l’abbattimento delle liste d’attesa, per le campagne vaccinali, per la creazione di interventi mirati per i pazienti cronici e fragili e per la messa in opera delle case di comunità e degli ospedali di comunità, secondo i requisiti d’eccellenza richiesti da regione Lombardia, che una volta di più si qualifica capofila ed apripista in ambito sanitario”.

 

'Il sistema di valutazione mortifica le competenze'

Più critico il collega dem Matteo Piloni: “Io credo che, oramai, i pagellini ai direttori generali sia una liturgia utile solo per erogare il premio di produzione. Ne è la prova l’appiattimento delle valutazioni tra gli 80 e i 90 punti. Una valutazione che, tra l'altro, mortifica anche le competenze. Se mettiamo insieme gli obiettivi per la medicina di territorio, le liste attesa, i pronto soccorso e la prevenzione, arriviamo ad un massimo di 30 punti. Che su un totale di 100 sono davvero pochi, perché è qui che i cittadini risentono le principali difficoltà ed è qui che vanno date maggiori ed efficaci risposte. Se aggiungiamo poi che 30 punti sono attribuiti a discrezione della politica, non solo questo è lesivo delle professionalità, ma è la dimostrazione - in generale e non dando un giudizio sui singoli - che alcune scelte sono ancora troppo vincolate ad opportunità di appartenenza e non di competenza. Sono i cittadini a toccare con mano l’efficacia dell’operato dei direttori generali, quando ogni giorno si imbattono in liste d’attesa infinite e difficoltà a vedere erogate le cure di cui hanno bisogno. È qui che la politica regionale deve concentrare maggiormente attenzione e misure efficaci”.