Doveva essere un incontro dedicato alla condizione delle donne in Iran, quello con l'attivista Samira Ardalani, all'Arci di san Bernardino. Si è trasformato, visti i recenti attacchi rivolti al paese, in un momento di riflessione sulla situazione attuale, che molto ha a che vedere con il passato, a partire dal 1979, anno in cui la rivoluzione islamica portò alla creazione della repubblica islamica. “In Iran i manifestanti arrestati si attestano attorno alle 50 mila persone. La situazione è tanto grave che richiederebbe un intervento della comunità internazionale. Le forze repressive usavano armi da guerra, sparavano per uccidere. Quanto accaduto in questi giorni, riflette la resistenza che si è vista nel 2022 e prima ancora, nel 2017 e 2018. La popolazione voleva resistere, doveva resistere. Nonostante la difficile situazione che in questi anni si è trovata a vivere. Prima che accadesse ciò che sta balzando agli onori delle cronache in queste ore, la popolazione era già stremata da massimi livelli di inflazione: oltre l'80 per cento della popolazione vive sotto la soglia di povertà, nonostante questo la priorità è sempre stato investire sul nucleare”.
Libertà e democrazia
Oggi più che mai “la volontà del popolo iraniano è quella di giungere davvero a libertà e democrazia. Gli iraniani non chiedono al mondo né aiuto economico, né truppe. Vogliono solo libertà e democrazia. Ora in questa fase il compito del governo provvisorio sarà quello di traghettare il paese a nuove elezioni per poi redigere la Costituzione. Questo regime non si sconfiggerà sotto le bombe, l'unica soluzione per il popolo iraniano è l'instaurazione, reale, della democrazia. Per fare questo serve sostenere la resistenza organizzata per il riconoscimento di libertà fondamentali: libertà di pensiero, libertà di stampa, libertà individuali, l'abolizione delle forze repressive, la separazione tra religione e Stato ed il riconoscimento della libertà di culto, il riconoscimento della parità di genere in un paese in cui ad oggi la misoginia è istituzionalizzata, vale a dire che per legge la donna viene definita una categoria di serie b, l'istituzione di una magistratura indipendente, il riconoscimento delle minoranze, la creazione di un Iran che dice no al nucleare e che promuove la pace a livello internazionale”.
Il diritto a resistere
“Questa coalizione non è pensata per durare a lungo, ma è pensata per segnare un cambio di passo in un paese in cui ad oggi vige il potere assoluto del clero, come rappresentante del potere divino sulla terra. È l'affermazione del diritto a resistere: un diritto che secondo il popolo deve essere l'ultima chance, ma deve esistere quando l'unica risposta ad ogni forma di protesta è il fuoco”.