08-01-2026 ore 20:10 | Rubriche - Medicina e salute
di Paola Manca

Asst. Il direttore sociosanitario Maffezzoni va in pensione: 'Crema sa che l'unione fa la forza'

“Spero di aver aiutato Crema ed il Cremasco a comprendere che nessuno si salva da solo”. È giunta al termine della sua esperienza alla direzione sociosanitaria dell'Asst di Crema, Carolina Maffezzoni. Dal prossimo 17 gennaio sarà in pensione. Sul suo successore dal quartier generale di Largo Dossena mantengono strettissimo riserbo. “Auguro a chi mi succederà di trarre da questa esperienza le stesse soddisfazioni che ho tratto io. Quella cremasca è una realtà interessante, composita ed eterogenea, ricca di enti del Terzo settore attivi e propositivi. Le relazioni con i comuni sono intense e positive. L'Area omogenea in questi anni ha assicurato una collaborazione importante su diverse linee di intervento”. Non lo esplicita, ma il chiaro riferimento è, tra i tanti, all'impegno spesso condiviso con le amministrazioni comunali per le carenze legate alla medicina territoriale. Ancora, “la sinergia tra territorio e ospedale è andata crescendo in questi ultimi due anni. E poi, il Cremasco è una fucina di progettualità. In questo tempo ho incontrato persone, stretto mani, costruito relazioni ed ho compreso che è questa la vera ricchezza del Cremasco: la capacità di confrontarsi, senza paura, in modo franco, per unire le forze e conseguire il bene della comunità”.

 

Prendersi cura della fragilità

Perché la cura della fragilità o della cronicità non è affar di pochi: “è un impegno che riguarda tutti: la componente sanitaria, la componente sociosanitaria e la componente sociale. Uno sguardo integrato è necessario per comprendere meglio la natura e la portata del bisogno e, conseguentemente, per fornire la risposta il più possibile efficace ed appropriata”. In tal senso, è sempre più stretta la collaborazione con l'Ambito sociale cremasco. Al netto della riorganizzazione in subambiti in atto sul sistema di welfare locale, “un chiaro segnale di presa in carico integrata è dato dalla presenza al Pua (punto unico di accesso) della Casa di comunità di Crema di un'assistente sociale d'ambito, che ci consente di attuare una presa in carico che tiene conto anche del contesto di vita della persona e della sua famiglia”. La nuova idea di sanità territoriale “è quella di un sistema meno attendista che anticipa il bisogno di salute e trova la soluzione accompagnando la persona nel percorso di cura”. In soldoni, la Casa della comunità è un antidoto alla frammentazione della presa in carico ed un presidio deputato a prendersi cura della cronicità, “affinché il polo ospedaliero possa dedicarsi al trattamento delle patologie in fase acuta”.

 

Casa di comunità a Crema

Inaugurata di recente in quel di Crema, vede attivi il punto unico di accesso, il centro servizi per la presa in carico delle persone con malattie croniche dotato di uno sportello cup dedicato, servizi di assistenza primaria, ossia lo sportello scelta e revoca per i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, i servizi di assistenza per protesica maggiore e minore,l'ambulatorio di psicologia delle cure primarie, la continuità assistenziale per adulti e bambini, l'assistenza specialistica ambulatoriale (per i soli utenti inseriti nel percorso cronicità), l'ambulatorio di psicologia territoriale, le cure domiciliari, la centrale operativa territoriale, il punto prelievi, il centro adozioni, i servizi per misure per persone con disabilità gravissima e di protezione giuridica, il servizio sociale, la medicina legale, alcuni servizi per la salute mentale.

 

Fragilità giovanili

A Rivolta d'Adda verrà inaugurata in via Garibaldi nel mese di febbraio ed avrà una peculiare caratterizzazione per la presa in carico delle fragilità giovanili. “È prevista una sede distaccata del consultorio familiare che, attraverso un'equipe integrata e multidisciplinare, possa fornire risposte adeguate ai bisogni sempre crescenti mostrati da giovani e giovanissimi”. L'idea è quella di creare un luogo accogliente, dove possano trovare ascolto persone con disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, problematiche legate ad esperienze di bullismo, auto o eterolesionismo, isolamento sociale. “Nell'ultimo periodo la richiesta è aumentata, ma non mi sento di usare toni allarmistici. Sicuramente ci sono delle situazioni problematiche che vanno intercettate, ascoltate e prese in carico, ma vogliamo che ogni persona possa sentirsi accolta in un luogo non stigmatizzante”. Nella stessa direzione, va l'equipe integrata di recente costituita presso la Casa di comunità di Crema “con l'intento di fornire una risposta più strutturata senza che un adolescente o un giovane adulto possa sentirsi giudicato per la propria condizione”.

 

Domiciliarità e ospedale di comunità

Notevole sforzo in questo tempo è stato profuso dall'Asst anche per la presa in carico domiciliare. “Dal Pnrr veniva richiesto un incremento annuale della presa in carico domiciliare, dal 2019 ad oggi, fino ad arrivare al 10 per cento degli over 65 entro il 2025. Ogni anno veniva posto un target incrementale, che l'azienda ha raggiunto e superato in ogni annualità. Di recente regione ha richiesto alcuni interventi ulteriori a garanzia della continuità assistenziale al domicilio”. L'Asst di Crema ha elaborato tre progetti per la presa in carico domiciliare di pazienti over 65 in ambito radiologico, cardiologico e dialitico. A fungere da struttura intermedia tra la degenza per acuti e la presa in carico domiciliare sarà, invece, l'ospedale di comunità, una nuova struttura della sanità territoriale a prevalente gestione infermieristica, che ospiterà pazienti clinicamente dimissibili ma con condizioni richiedenti assistenza infermieristica continuativa o pazienti cronici o fragili con riacutizzazione di una condizione clinica preesistente. La degenza in questa struttura dura in media non più di 20 giorni. A Rivolta d'Adda è già attiva presso il polo santa Marta e verrà inaugurata nel mese di gennaio.

 

Telemedicina

La partita ancora aperta e tutta da giocare riguarda “l'implementazione ed il consolidamento della telemedicina. Penso questa possa essere una delle priorità per chi mi succederà. Al momento vengono garantiti interventi di telemonitoraggio e teleconsulto tra medici di medicina generale e specialisti ospedalieri e sono in corso di attuazione alcuni progetti sperimentali di pneumologia territoriale e oncologia domiciliare, ma siamo in attesa che si avvii la piattaforma regionale per un potenziamento dell'offerta. É chiaro che la telemedicina non è sostitutiva della presa in carico in presenza, ma è uno strumento ulteriore anche per l'utenza che potrà avere un monitoraggio della propria condizione anche da casa propria”.

 

Distretto

Un ruolo strategico in ambito territoriale “è da riconoscere al distretto, che è stato il vero regista del grande lavoro di raccordo fatto in questi ultimi anni tra ospedale, ambito sociale e terzo settore. Un particolare grazie va alla dottoressa Bianca Gritta, giunta al termine del suo impegno in Asst Crema, per il grande sforzo approntato in tal senso, espresso chiaramente nel Piano di sviluppo del polo territoriale, un documento programmatorio triennale che, non a caso, abbiamo voluto approvare insieme al Piano di zona. Lascio Crema soddisfatta di aver contribuito ad attivare dal 2024 ad oggi la Casa di comunità, le cure domiciliari erogative di Asst, la psicologia delle cure primarie, il nucleo funzionale autismo, l'equipe per la presa in carico dei disturbi della nutrizione, quella per la presa in carico degli adolescenti ed un progetto unico nel panorama nazionale per la presa in carico integrata di persone autistiche che, le regole di sistema 2026 lo confermano, potrà avere continuità”.