07-02-2018 ore 20:43 | Rubriche - Medicina e salute
di Lidia Gallanti

Asst. Aumentano le nascite e i parti naturali. Siliprandi: 'fiducia e cura fanno la differenza'

La vita comincia al quarto piano dell’Ospedale Maggiore di Crema. Il reparto di ostetricia e ginecologia apre le porte per concederci un viaggio nel luogo in cui nascono i bambini, dalle ultime fasi della gravidanza al primo vagito.

 

Tutto su un piano
Dopo 15 anni alla clinica Mangiagalli e l'esperienza maturata all'ospedale di Parma e di Casalmaggiore, dal 2017 Vincenzo Siliprandi è primario del reparto presso l'Asst Crema. "La struttura è stata rinnovata poco più di un anno fa per migliorare la sicurezza, l'accoglienza e il benessere delle mamme. È importante sottolineare che oggi l'intero reparto è sullo stesso piano: Abbiamo a disposizione 25 posti letto per un totale di 13 camere, due sale parto e una sala d'emergenza, una sala operatoria e il nido per i neonati".

 

Un'ostetrica per ogni mamma
Il personale comprende 12 medici, 8 infermieri e 20 ostetriche: “puntiamo sul rapporto uno a uno, un’ostetrica per ogni mamma. In questo modo le pazienti vengono seguite dalla stessa persona per tutto il percorso, creando un rapporto di fiducia indispensabile per affrontare il momento più importante. L'affiancamento continua anche nelle prime settimane successive alla dimissione".

 

 

Aumenta la natalità
A fronte del calo di nascite rilevato su scala nazionale – circa il 20 per cento in meno - Crema ha chiuso il 2017 con 759 nuovi nati, cinquanta in più rispetto all’anno precedente. Tra questi tre gemelli. L'ospedale ha assistito 450 famiglie italiane, 221 straniere, 71 coppie miste e 14 ragazze madri, 10 di loro sono italiane. Se nella maggior parte dei casi la nascita rappesenta un momento di gioia, in tre casi i bambini non sono stati riconosciuti dai genitori, che hanno scelto di affidarli alla struttura per consentirne l'adozione.

 

Più parti naturali
Le donne che si rivolgono all'Ospedale Maggiore provengono da Crema, Cremona, Milano e Mantova. Nello scorso anno 19 mamme hanno scelto il parto in acqua, 5 hanno partorito in casa assistite da un’ostetrica. I cesarei sono calati del 3 per cento: “nel caso sia la mamma a richiederlo - prosegue Siliprandi - è previsto un colloquio per comprenderne le motivazioni. Nella maggior parte dei casi è una procedura riservata a situazioni d’emergenza. Cerchiamo di favorire il parto naturale, in cui la mamma gestisce da subito il proprio piccolo”. Il padre può essere presente in ogni momento, dal travaglio alla nascita: "se lo desidera può assistere al parto e rimanere a fianco della mamma e del suo bambino.

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