07-01-2024 ore 15:00 | Rubriche - Costume e società
di Serena Valvassori

Comunità riabilitativa: 'Coltiviamo il benessere per tornare a brillare più forte di prima'

“C’erano giorni in cui riuscivo ad uscire per una passeggiata con il cane. Altri, in cui non riuscivo nemmeno ad alzarmi dal letto”. La voce di una giovane utente della comunità riabilitativa ad alta assistenza di Asst Crema racconta senza filtri uno spaccato della depressione giovanile: crisi emotive, la paura di non farcela, il temporaneo abbandono degli studi. E, poi, il desiderio di riprovarci. “Non da sola. Con le psicologhe e lo psichiatria ho scelto di venire qui per stare meglio”. Il benessere va ricostruito passo dopo passo, giorno dopo giorno. Sforzo dopo sforzo. Non è un caso che i migliori sorrisi sorgano dagli angoli.

 

Il cambio di sede

Vivere ancora, il progetto di Cremaonline in collaborazione con il Centro Galmozzi, ha fatto tappa alla Comunità riabilitativa ad alta assistenza quando ancora si trovava nella sede di via Medaglie d’oro. Ora la struttura si trova temporaneamente al terzo piano della palazzina medica in Largo Dossena, per consentire i lavori di ristrutturazione dello stabile poi destinato al servizio di neuropsichiatria infantile e al Serd. La Comunità verrà poi collocata, insieme al Centro psicosociale e al centro diurno, nella palazzina della riabilitazione psichica integrata che sorgerà a sud dell’elisuperficie.

 

Il benessere è un esercizio quotidiano

Oggi, comunque, è cambiata la sede. Non lo spirito, non la mission di cura e di inclusione. Nella comunità riabilitativa ad alta assistenza il benessere è un esercizio quotidiano. Un’equipe multidisciplinare integrata, composta da medico psichiatria, coordinatrice infermieristica, psicologa, operatori socio sanitari, infermieri, educatori e tecnici della riabilitazione psichiatrica, segue le persone con disagio psichico desiderose di riappropriarsi della propria vita in attività comuni o individuali. “Il progetto riabilitativo viene costruito a misura, insieme riprogettiamo la vita”. “L’obiettivo – spiega la responsabile Nori Donarini – è quello di consentite un rapido reinserimento degli utenti in società”. Così c’è chi viene seguito nel percorso scolastico o chi viene introdotto o reintrodotto nel mondo del lavoro. E poi ci sono le attività riabilitative “o – chiarisce la tecnica della riabilitazione psichiatrica Valentina Monastra – in alcuni casi abilitative. Con l’arteterapia aiutiamo le persone a mettere a frutto talenti o risorse prima inesplorate”. Riabilitarsi è un po' come rinascere. O meglio, riscoprirsi. Guardarsi allo specchio, riconoscersi e tornare a brillare. Più forte di prima. Anche in mezzo al buio più profondo.

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