06-11-2025 ore 18:25 | Rubriche - Medicina e salute
di Gloria Giavaldi

Pronti l'ospedale e le case di comunità. A Rivolta un polo per la cura del disagio giovanile

Presto l'alto cremasco potrà contare su due nuove strutture della sanità territoriale: l'ospedale di comunità e la casa di comunità di Asst Crema a Rivolta d'Adda saranno operativi rispettivamente entro la metà del mese di dicembre ed entro il mese di febbraio del prossimo anno. L'ospedale di comunità sarà collocato all'interno del polo ospedaliero santa Marta, mentre la casa della comunità in uno stabile situato in via Garibaldi. L'inaugurazione della casa di comunità di Crema, salvo imprevisti, è invece, in programma entro la fine del mese. Il cronoprogramma è stato dettagliato mercoledì 5 novembre, durante un incontro informativo, organizzato dall'amministrazione comunale di Rivolta d'Adda, presso il centro socio culturale la Chiocciola. Sono intervenuti il direttore generale dell'Asst di Crema, Alessandro Cominelli ed il direttore sociosanitario Carolina Maffezzoni. A fare gli onori di casa il vicesindaco di Rivolta d'Adda, Marianna Patrini ed il consigliere delegato alla sanità Claudio Londoni. Presenti i consiglieri regionali Marcello Ventura, Matteo Piloni e Riccardo Vitari, oltre al presidente dell'Area omogenea Gianni Rossoni.

 

'Rivoluzione culturale'

Dopo l'attivazione dell'ospedale di comunità a Soncino, con 19 posti letto, e della centrale operativa territoriale presso la sede di via Gramsci, il Cremasco si appresta a vivere un momento decisivo per il consolidamento della sanità territoriale. “Quella che si sta per realizzare – ha chiarito il direttore sociosanitario Maffezzoni – è una rivoluzione non solo architettonica, che ci vedrà popolare di nuovi servizi strutture rinnovate, ma soprattutto culturale. Ci immaginiamo una sanità più vicina ai bisogni dei cittadini e proattiva, capace di fornire risposte efficaci con servizi innovativi”. L'esigenza ci è stata fortemente mostrata dal Covid – 19. “La pandemia – prosegue – ci ha dimostrato che l'ospedale da solo non era più sufficiente”. Numeri alla mano, oggi il 37 per cento dei cremaschi soffre di una patologia cronica. “Rispondendo ai dettami della più recente normativa nazionale e regionale in materia, dopo l'adeguamento architettonico delle strutture, ora la sfida riguarda l'implementazione della presa in carico sul territorio, a partire dalla casa come primo luogo di cura: siamo chiamati a definire una nuova architettura dell'assistenza territoriale, dando attuazione ad un modello di presa in carico integrata tra la componente sanitaria, sociosanitaria e sociale”. L'Asst nel 2024, raggiungendo l'obiettivo regionale, ha preso in carico attraverso il servizio territoriale dedicato, 4311 persone malate croniche, nel 2019 erano 2441.

 

Ospedale di comunità

La parola d'ordine è “prossimità. Dal 2021 si è scelto di rafforzare l'esistente, assicurando strutture funzionali alla nuova concezione di cura”. Il direttore generale Cominelli ha chiarito la portata degli interventi effettuati per realizzare l'ospedale di comunità: “si tratta di un intervento di 2 milioni di euro, reso possibile grazie a fondi regionali e Pnrr, cui si aggiungono 400 mila euro per le attrezzature. Volendo riqualificare anche altri spazi attigui all'ospedale di comunità, l'Asst di Crema ha destinato altri 300 mila euro provenienti da risorse proprie”. Collocato al terzo piano del santa Marta, l'Odc disporrà di 20 posti letto. La gestione è stata esternalizzata con l'espletamento di una gara pubblica. L'Odc è una struttura intermedia, a prevalente gestione infermieristica, tra l'ospedale dedicato alla cura delle patologie in fase acuta e la dimissione al domicilio. Garantisce la stabilizzazione nella fase post acuta, la gestione di eventuali riacutizzazioni ed il supporto al rientro domiciliare. Mira, inoltre, alla continuità assistenziale evitando ricoveri impropri.

 

Casa di comunità: polo di eccellenza

La casa di comunità di via Garibaldi diventerà, invece, “un polo di eccellenza per la presa in carico delle fragilità giovanili. Data la vicinanza con l'ospedale, abbiamo ritenuto di non duplicare l'offerta e di fornire una risposta efficace a nuovi bisogni emergenti tra i più giovani: gioco d'azzardo, patologico, bullismo e cyberbullismo, disturbi alimentari e ritiro sociale. Facendo leva su alcune progettualità già in essere che coinvolgono anche il terzo settore, potremo fornire una risposta integrata”. La casa di comunità vuole porsi come la porta di ingresso ai servizi sanitari e sociosanitari. Vagliato il bisogno dell'equipe del Pua (punto unico di accesso), troveranno casa a Rivolta d'Adda “servizi prima inesistenti”: i medici di continuità assistenziale (ex guardia medica), i medici di medicina generale ed i pediatri di libera scelta, gli infermieri di famiglia e di comunità, equipe dedicata alla valutazione multidimensionale, l'assistenza domiciliare integrata, il punto prelievi, l'ambulatorio pediatrico, lo psicologo delle cure primarie (ossia lo 'psicologo di base' ndr) ed il consultorio (per la parte di sostegno psicologico). La direzione strategica elenca le novità con una evidente punta d'orgoglio, senza nascondere le criticità note a livello nazionale: “nel Cremasco la risorsa umana più carente è quella infermieristica” precisa il direttore generale. L'espletamento di avvisi pubblici e concorsi da parte dell'azienda è continuo.

 

Telemedicina, domiciliarità e medicina territoriale

Tra le priorità anche l'implementazione di progetti di telemedicina. “Stiamo attendendo che siano pronte le piattaforme, ma l'azienda – chiarisce Maffezzoni – ha già predisposto due progettualità: una per la presa in carico di pazienti affetti da insufficienza respiratoria cronica ed una di oncologia domiciliare”. Prospettive di ampliamento sono note anche nell'ambito della domiciliarità, con un occhio di riguardo alla gestione domiciliare del bambino con malattia cronica e l'estensione delle cure palliative anche all'ambito pediatrico. “Da questo punto di vista, è già stato garantito agli operatori un adeguato percorso di formazione”. Continua il consolidamento delle relazioni con i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. Oggi nel distretto cremasco sono presenti 87 medici di medicina generale con una media di 1615 assistiti ciascuno, 17 pediatri di libera scelta con una media di circa 1000 assistiti ciascuno e 30 medici di continuità assistenziale (ex guardia medica). “Il dialogo con i rappresentanti delle aggregazioni funzionali territoriali è costante al fine di migliorare il rapporto con gli specialisti ospedalieri per una più efficace presa in carico”. La serata si è conclusa con frizzanti interventi dal pubblico. I cittadini hanno chiesto chiarimenti su alcuni tecnicismi utilizzati durante l'esposizione e evidenziato la gestione problematica delle liste d'attesa. Ad infiammare gli animi, l'annosa questione della carenza di personale.