06-05-2022 ore 11:38 | Rubriche - Costume e società
di Denise Nosotti

Donne contro la violenza: cresce ogni anno il numero di persone accolte e sostenute

Ascolto e accoglienza, supporto legale e assistenza. Le referenti dell’associazione donne contro la violenza di Crema hanno illustrato i dati relativi all’attività svolta lo scorso anno. All’incontro in sala Alessandrini hanno partecipato i candidati sindaco: Fabio Bergamaschi, Maurizio Borghetti, Simone Beretta, Manuel Draghetti e Paolo Losco. Come spiegato dalle relatrici, Gianna Bianchetti, Elvira Guerini e Paola Uberti, Dal 1990 l'associazione opera nel territorio per offrire sostegno alle donne che vivono situazioni di disagio oppure sono vittime di maltrattamenti. Nel corso del 2021 sono state 44 le donne accolte, mentre per altre 91 c’è stato un primo contatto: complessivamente sono 46 sono le donne in carico dal 2020. Durante lo scorso anno i colloqui sono stati l'82 per cento, mentre i contatti telefonici il 18 per cento.


La rete territoriale

I servizi più richiesti sono quelli di natura legale (48 per cento), seguiti dall’aiuto psicologico (25 per cento). Il canale preferenziale attraverso il quale le persone hanno conosciuto il centro è via web, seguito dal passa parola tra conoscenti e forze dell’ordine. Allarghiamo ora l'analisi a livello di rete territoriale: 54 donne si sono rivolte alle forze dell’ordine, 38 ai servizi sociali e poi sono state messe in contatto con l'associazione. Dal 1990 al 2021, complessivamente sono state accolte 1907 donne. L’80 per cento dell’utenza è composta da persone di nazionalità italiana, la maggior parte residente fuori città. L’età media si assesta tra i 38 e i 47 anni. Solitamente chi chiede aiuto all’associazione ha un diploma di scuola secondaria di secondo grado. La maggior parte è sposata e ha dei figli minorenni. La donna che si rivolge al centro di solito ha un’occupazione, per la maggior parte un lavoro a tempo indeterminato con un reddito proprio fino a 1.549 euro.

 

Il profilo di chi chiede aiuto

Poco più di una su tre chiede aiuto per violenze di tipo psicologico. Hanno bisogno di sfogarsi e soprattutto di essere ascoltate. Nel 2021 i casi di violenza psicologica sono stati 78. Le utenti hanno preferito non denunciare. Il maltrattante, per il 43 per cento è il marito o l’ex convivente per il 16 per cento di nazionalità italiana. I maltrattatori sono uomini con un lavoro a tempo indeterminato e un reddito fino a 1549 euro. Quasi la metà dei casi vede il maltrattante presentare una problematica psico-fisica: dipendenze, disturbo psichiatrico, precedenti penali. Tuttavia, hanno sottolineato le relatrici, non dobbiamo cascare nella falsa credenza che questi aspetti rappresentino la causa della violenza. Queste variabili sono, invece, dei fattori di rischio, cioè degli aggravanti che possono rendere la situazione più complessa. I candidati sindaci hanno avuto modo di conoscere più da vicino una realtà importante per il territorio.

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