05-07-2026 ore 11:40 | Rubriche - Medicina e salute
di Alessia Silvani

Neonati. Ecografia alle anche 'da universale a selettiva'. Rifondazione: 'decisione grave'

Continua la polemica sulla decisione dell'Asst di Crema di rendere lo screening della displasia evolutiva dell’anca, consigliato fino ad ora a tutti i neonati tra la sesta e l'ottava settimana di vita, “non più universale, ma selettivo, adeguandosi a linee guida internazionali”. Dopo il coordinatore provinciale di Sinistra Italiana Paolo Losco, che aveva sollevato il caso raccontando di aver toccato personalmente con mano la problematica, ora anche il coordinamento cremonese e quello cremasco di Rifondazione comunista rompono il silenzio. Simone Antonioli, Francesca Berardi, Beppe Bettenzoli e Simone Frontoni definiscono “grave e inaccettabile la scelta dell'Asst di Crema di non erogare più, a partire dal 9 luglio prossimo, l’ecografia alle anche a tutti i neonati, ma solo a coloro per cui lo si ritenga necessario sulla base dei primi accertamenti”.

 

Rifondazione sollecita i consiglieri regionali

Nel caso portato all'attenzione da Losco, alla moglie sarebbero stati indicati come alternativa “gli ospedali di Vigevano o Casalmaggiore o il privato”. Secondo Rifondazione comunista “assistiamo ancora una volta ad una progressiva privatizzazione della sanità lombarda. Nel denunciare questa situazione sempre più intollerabile, chiediamo ai consiglieri regionali espressione della provincia di Cremona Piloni, Vitari e soprattutto Ventura, in quanto componente della commissione sanità all’interno del consiglio regionale, di far sentire la loro voce presso la giunta regionale affinché sia garantito a tutti i cittadini un servizio sanitario pubblico, gratuito e di qualità”.

 

Da 'universale a selettiva ed appropriata'

La decisione – avevano chiarito i vertici dell'Asst di Crema nei giorni scorsi - risponderebbe a criteri di “appropriatezza clinica”. “L’ecografia sarà eseguita e garantita a tutti i neonati che, al momento della dimissione, presentino una reale indicazione clinica”. Il servizio, dunque, non verrà sospeso: “a cambiare è il percorso organizzativo”. A questo primo posizionamento dell'azienda aveva fatto seguito la replica di Losco: “perché una madre, seguendo le indicazioni ricevute alla dimissione del proprio figlio, si presenta al Cup e si sente indicare Casalmaggiore, Vigevano o il privato? Nella lettera di dimissioni, tra gli accertamenti e visite in programma, è indicata l’ecografia delle anche. È scritto che va eseguita tra la sesta e l’ottava settimana di vita, da prenotare al Cup con impegnativa fornita dal curante. E questo, a Crema, non è possibile”.

 

Domande in attesa di risposta

Losco fa notare che la celere comunicazione di Asst, “piuttosto che chiarire apre nuove domande”. Al di là dei termini impiegati, “una cosa è certa: a un neonato dimesso da questa struttura è stato raccomandato un esame; alla sua famiglia è stato scritto di prenotarlo al Cup; e al Cup quell’esame, a Crema, non è stato possibile prenotarlo. Quanti altri neonati sono nella stessa situazione? Come si devono comportare le famiglie? Perché nella documentazione viene indicato un percorso che poi al Cup non risulta praticabile a Crema? Da quando questo servizio non è più prenotabile nelle condizioni precedenti? Quali alternative pubbliche, vicine e accessibili, vengono garantite ai neonati del territorio? Una riorganizzazione così importante del servizio è stata fatta in modo così radicale in tre settimane? E soprattutto: perché una famiglia deve scoprirlo solo davanti allo sportello? Ma ancora di più: perché questa comunicazione arriva solo dopo la denuncia pubblica di una persona che, evidentemente, ha avuto il privilegio di ottenere una risposta da Asst solo perché ha potuto sollevare il caso a mezzo stampa? E tutti gli altri?”.