05-02-2020 ore 19:56 | Rubriche - Costume e società
di Gloria Giavaldi

Giulia Bettinelli: “L’autismo è diverso e fa ancora paura. Bisogna partire dalla persona”

“L’autismo è un mondo”. Poi si ferma, riflette e corregge il tiro: “Le persone con disturbi dello spettro autistico non sono estranee alla nostra realtà, ma funzionano in modo diverso da noi. Diverso, non sbagliato”. Pesa le parole, Giulia Bettinelli, psicologa dell’età evolutiva. Le maneggia con cura, al pari dei silenzi che l’autismo le regala tutti i giorni. “Sono convinta che un dialogo tra questi due mondi sia possibile, purché si tratti di uno scambio reciproco, senza la pretesa, da entrambe le parti, di impartire lezioni o di imporre un modello. L’autismo non va corretto. Va compreso, accettato, abbracciato”. Come si abbracciano gli ostacoli più duri, quelli che resistono al tempo, segnano e insegnano.

 

Tratti di strada condivisi

Tiene tra le mani una fotografia, che la ritrae di spalle per mano ad un ragazzo, dinnanzi ad una strada da percorrere. I volti non si vedono, ma si respira il desiderio di condividere un istante e guardare insieme nella stessa direzione. “Mi piace pensare di poter condividere con queste persone un tratto importante della loro vita e di contribuire così al benessere loro e delle loro famiglie”. Lo fa da 12 anni, da quando ha scelto di coltivare la passione per la differenza. “Al termine del tirocinio curriculare del corso di laurea triennale, mi è stato chiesto se volessi prendere parte ad un centro estivo per bambini appartenenti allo spettro autistico. Ho scelto di mettermi in gioco e sono rimasta affascinata da questo modo di essere così diverso dal nostro, che merita rispetto, amore e comprensione”.

 

Partire dalla persona

L’autismo è altro rispetto a noi. È fatto di silenzio, unicità, distanza e rari abbracci. Di piccoli traguardi quotidiani da sognare, sudare, sperare e raggiungere. Ma, prima di tutto, è fatto di persone. “Spiegare l’autismo è complicato. Nello spettro autistico rientrano comportamenti diametralmente opposti. Non si può affermare che esista una terapia adeguata a tutte le persone appartenenti allo spettro autistico, perché questo vorrebbe dire non riconoscere che ciascuno di loro è, prima di tutto, una persona con abilità, interessi e caratteristiche che la rendono unica, non l’etichetta diagnostica che si porta appresso”. È necessario ripartire dall’unicità di ciascuno per creare consapevolezza. “La consapevolezza passa da una corretta informazione in grado di descrivere le persone con autismo per ciò che sono realmente, ovvero uomini e donne che funzionano diversamente, ma valgono, non necessitano solo di cura ed assistenza”.

 

Essere genitori

La cultura, che si alimenta di coraggio, parole, storie, silenzi e vita, resta l’unica arma per combattere il pregiudizio, gli sguardi compassionevoli, la distanza, l’ignoranza. “I genitori di questi bimbi oggi combattono l’isolamento. Si raccontano e creano servizi perché vogliono che i loro figli siano protagonisti del contesto sociale nel quale sono chiamati a vivere. Ora è responsabilità della società adoperarsi affinché queste persone si sentano apprezzate e valorizzate in ogni dove, non solo tra le mura domestiche”. Gli occhi le diventano lucidi. Giulia pensa alle mamme e ai papà che incontra tutti i giorni, alle mani che stringe, ai sorrisi che dona, alle preoccupazioni che accoglie. E al suo essere madre. “Il ruolo genitoriale per ciascuno di noi comporta numerosi stress: le fasi di crescita, le preoccupazioni, le decisioni. Con un figlio che manifesta difficoltà a livello comunicativo – relazionale questa situazione si amplifica notevolmente, per cui credo sia molto importante che la famiglia venga supportata e trovi, oltre che dei professionisti validi, anche del terreno fertile dove si senta rassicurata”.

 

Tempo Diverso”

Un terreno che Giulia coltiva, insieme alla sua equipe, ogni sabato, a suon di giochi, risate e passeggiate, attraverso il progetto Tempo Diverso dell’associazione Mai Stati Sulla Luna?, di cui è responsabile. “Tempo Diverso è un progetto senza valenza riabilitativa, che vuole, da un lato, offrire ai genitori attimi di sollievo nel fine settimana e, dall’altro, assicurare ai ragazzi la possibilità di fare nuove esperienze in luoghi adeguati alle loro esigenze e peculiarità”. Ecco, quindi, che per il gruppo dei piccoli vengono proposte attività di lettura, di gioco, di relax o momenti dedicati alla merenda presso Villa Laura a Torlino Vimercati, mentre per i grandi la più recente novità consiste in un percorso di avvicinamento al cavallo organizzata dal maneggio I percorsi del mulino ad Isso. “Siamo felicissimi di aver riattivato questa attività, anche se non è stato semplice trovare un maneggio disposto ad accogliere i nostri ragazzi. L’autismo, oggi, spaventa ancora molto. Ma, per fortuna, esistono anche tante belle persone”. Alle attività a cavallo, per il gruppo dei grandi si aggiungono anche momenti di lettura e relax presso la Casa del Pellegrino o le passeggiate lungo il Parco del Serio.

 

Io ci sto”

L’obiettivo, dunque, resta quello di lavorare quotidianamente per costruire “un mondo autism friendly” o, per meglio dire, un mondo a misura di tutti. Per fare questo, l’associazione “Mai Stati Sulla Luna”, in collaborazione con il Comune di Offanengo, ha organizzato degli incontri di informazione rivolti ai commercianti del paese per aiutarli ad accogliere al meglio anche clienti con disturbi dello spettro autistico, ad esempio predisponendo dei menù visivi. “L’adesione ai primi due incontri è stata ottima, ora siamo in attesa di un riscontro per intraprendere attività più mirate al fine di rispondere alle richieste dei commercianti”. Un modo alternativo per raccontare il fascino della diversità, che educa alla pazienza e “fa scoprire la bellezza di viversi il tempo, un attimo alla volta”.

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