04-02-2023 ore 19:36 | Rubriche - Musica
di Annamaria Carioni

“Lo swing è il jazz con il sorriso sulle labbra”. Paolo Belli al teatro san Domenico di Crema

Abbiamo intervistato Paolo Belli e gli abbiamo chiesto di parlarci del suo spettacolo, Pur di far Commedia, che andrà in scena domani al Teatro San Domenico a Crema. Potresti descriverlo con con tre aggettivi?

“Divertentissimo, unico nel suo genere, americano. La storia parla di uno come me, che decide di fare commedia, di andare in tournée e deve sapersi districare in ogni situazione. Incontra musicisti, uno più bravo dell'altro, uno più forte dell'altro. Deve accontentare i gusti di tutti, dagli anni Cinquanta agli anni 2000. Lo spettacolo racconta episodi di vita, aneddoti, è in qualche modo autobiografico, ma in modo molto romanzato. Cerchiamo di condividere con il pubblico cosa vuol dire fare spettacolo. A me e ai miei ragazzi preme la condivisione dell'anima, quindi sul palco cerchiamo di fare tutto con meticolosa attenzione, soprattutto nella musica. Però raccontiamo aneddoti veri, perché nel percorso della mia vita ho avuto a che fare con artisti straordinari, ma uno più folle dell’altro. Il nostro intento è far sorridere, a volte anche proprio ridere, quindi calchiamo un po’ la mano sull’ironia”.

 

La tua città natale è Formigine, 34.000 abitanti circa, nella provincia di Modena. La città di Crema ti fa sentire un po’ a casa?

“Sono già venuto a Crema quattro o cinque volte e tu hai beccato il focus giusto. Io ci ho un po’ rimesso in termini di carriera per non aver voluto andare a vivere in una grande città, come Milano o Roma, dove gira lo show business. Io mi sento uno della provincia, parte di quelle cittadine che ti danno tutto e con grande onestà. Sono felice di essere nato in provincia e non potrei farne a meno, umanamente ed artisticamente. A Crema mi sembra proprio di essere a casa, perché qui la gente ti guarda negli occhi e ti dice veramente quello che pensa. L’applauso, che arriva in questi luoghi, è sincero. Non voglio spoilerare, ma quello che accade nel momento dello spettacolo proprio in questa provincia, proprio in questa città è davvero qualcosa di unico, di magico”.

 

Paolo, da dove nasce il tuo swing, che non è soltanto un genere musicale, ma una scelta di vita?

“Lo swing è nel mio Dna, figurati che ero convinto di averlo inventato io lo swing! Forse perché a casa mia si è sempre respirata musica, dalle canzoni popolari alla musica americana, passando attraverso le canzoni di Renato Carosone e Fred Buscaglione. Una famiglia swing, la mia, sincopata; abbiamo sempre fatto tutto in levare, mai in battere.

 

Quando cresci in famiglie come la tua, la musica non hai bisogno di impararla, ci vivi insieme, è come il pane in tavola, è lei che ti viene a cercare.

“Guarda Anna, io ho lo studio in casa. Mia moglie mi chiede spesso come faccio a scrivere le canzoni. Io le rispondo che è una cosa naturale, che se ci provasse, le potrebbe scrivere anche lei e come lei chiunque. La musica è dentro di noi, ce l’abbiamo dentro tutti. Io ho avuto i pori bene aperti, ricettivi e ho avuto una famiglia, che ha sempre giocato la vita in maniera swing, non siamo stati cicale, intendiamoci, ma abbiamo sempre appreso e lavorato con allegria, con il sorriso.

Lo sai che lo swing è il jazz con il sorriso sulle labbra?”

 

Pur di fare musica… Pur di fare commedia…Pur di fare... che altro ancora?”

“Pur di fare arte e lo dico con serenità. Ho sempre avuto molto pudore nel dire di essere un artista. Non l’ho mai detto finora in vita mia e solo da qualche anno ho iniziato a pensare che sì, forse sono un artista. Voglio continuare questo percorso: sono partito facendo musica, poi facendo commedia. Ora vorrei imparare altre cose che fanno parte dell'arte, misurarmi con il cinema, con la pittura. Ma non voglio mai perdere di vista un privilegio che ho: intorno a me ruota un gruppo di circa 30 persone, che sono con me da 33 anni. Sono musicisti cresciuti con me, che hanno famiglie e figli ed in maniera non egoistica mi sento responsabile verso queste persone. Voglio crescere ancora, ma senza mai abbandonare il mio gruppo. Che ne dici? Potrei fare un film con i miei musicisti?”

 

Credi nei tuoi sogni e il mondo splenderà”. Prendo in prestito le parole di una tua canzone per l’ultima domanda. È questo il segreto del tuo entusiasmo e della tua energia positiva?

“Io da bambino sapevo di voler fare tutto questo. Non mi ha regalato niente nessuno, ciò che ho raggiunto, me lo sono conquistato, cercando di coinvolgere sempre un sacco di persone, ma non posso dimenticare da dove vengo. I sogni si avverano, se ci credi si avverano. Questa frase è proprio così, è vera così. È un modo come dire “Pensa positivo”, come dice Jovanotti. Se ha funzionato con me, funziona per tutti”.

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