03-04-2023 ore 15:15 | Rubriche - Musica
di Matteo Raise

This is not a drill, pubblico in visibilio per il concerto al forum di Assago di Roger Waters

“Se siete fra quelle persone da ‘amo i Pink Floyd, ma non sopporto i pensieri politici di Roger’, fareste meglio ad andarvene a fanculo al bar”. Con questo annuncio sono solite iniziare le date del This is not a drill tour di Roger Waters (RW per comodità da ora in poi) che nella settimana appena conclusa ha avuto luogo al forum di Assago in quattro serate da tutto esaurito e troverà spazio a Bologna per altre tre date a fine aprile. Del resto, non si dovrebbe andare a un concerto di RW pensando di ascoltare solo alcune delle più importanti canzoni della storia del rock. Le implicazioni politiche e sociali dei testi di RW sono parte integrante della sua Weltanschauung e sono quello che in fondo garantisce alle sue opere, alla stregua delle grandi opere letterarie, di poter sopravvivere allo scorrere del tempo.

 

Doomsday clock

Pensiamo a The Wall, che negli anni ha saputo reinventarsi da metafora dell’isolamento umano, al crollo del muro di Berlino, allo spauracchio del muro di Trump per arrivare alle derive odierne, oppure ad Animals, il suo omaggio alla letteratura distopica del primo ‘900 nonché una delle critiche più forti alla società occidentale. Alla soglia degli 80 anni la portata scomoda dei suoi ideali di uguaglianza, fratellanza e di critica all’atlantismo non si è di certo smorzata e da qui le recenti polemiche che stanno portando alla cancellazione di alcune sue date in Germania e in Polonia. La sua lingua è ruvida, sia che si tratti di un suo concerto, di un suo post sui social, o che si tratti di parlare di fronte alle Nazioni Unite, come fatto lo scorso febbraio. Cosa aspettarsi da questo tour? Rispetto al precedente, Us + Them, assistiamo a uno spettacolo più intimo (per gli standard di Waters), in cui il palco, un palco a croce di 360° con otto maxischermi posto al centro delle arene, viene pensato come una sorta di bar a 90 secondi dall’Olocausto nucleare (cercate su internet cosa è il Doomsday clock).

 

Il filo conduttore

All’interno del concerto trovano spazio alcune delle più celebri canzoni dei Pink Floyd alternate a brani dalla carriera solista di Waters e un inedito. A fare da collante e a contestualizzare i testi rispetto all’attualità, il compito spetta ai filmati accompagnatori alle canzoni, parte integrante dello spettacolo e non un effetto di contorno, come invece avviene in molti spettacoli rock. Il concerto si alterna in due set (con tracce invariate a ogni data), con una prevalenza dei brani da The Wall (sette brani) e The Dark Side of the Moon (sei brani). Verso la fine del primo set, nell’esecuzione di alcuni brani da Wish You Were Here, viene celebrato da Waters un toccante omaggio all’amico e compagno di band Syd Barrett, mai dimenticato in tutti questi anni. La sovrapposizione delle foto dei primi anni della band rispetto al Roger 80nne è da brividi. Nello spettacolo trova inoltre spazio in apertura la nuova versione di Comfortably Numb, reincisa da RW nelle Lockdown sessions dello scorso anno. La versione suona come un canto di disillusione da un inverno post-atomico e, nonostante sia privata del suo famoso assolo di chitarra, a mio avviso non perde nulla in emotività, risultando dal vivo molto più incisiva che nella sua versione di studio.

 

Outside the wall

Una menzione speciale ovviamente, ricorrendo i 50 anni dalla pubblicazione, spetta a The Dark Side of the Moon di cui viene suonato integralmente l’intero lato B, con tanto di prismi di luce generati sull’intero perimetro del parco sul finale di Brain Damage. Negli ultimi brani suonati, trova inoltre spazio la ballata Two suns in the sunset, l’ultima canzone dall’ultimo album registrato da Waters con i Pink Floyd, ossia The Final Cut. Il concerto termina sulle note di Outside the wall, in cui il gruppo, in versione marching band, saluta un pubblico consapevole di aver assistito all’esibizione e al pensiero di uno dei più importanti creativi del ventesimo secolo, in un tour che, nonostante l’età, spero non sia l’ultimo.

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