03-02-2026 ore 20:42 | Rubriche - Medicina e salute
di Gloria Giavaldi

Sanità. L'Asst di Crema entra a far parte della rete dei poli universitari clinico assistenziali

L'Asst di Crema rientra nella rete dei poli universitari clinico assistenziali, così come configurata dal nuovo protocollo d'intesa tra regione Lombardia e le università lombarde sedi delle facoltà di medicina e chirurgia: università degli studi di Milano, università degli studi di Milano-Bicocca, università degli studi di Pavia, università degli studi di Brescia, università degli studi dell’Insubria (Varese–Como), università Vita Salute san Raffaele e Humanitas University. La giunta regionale lo ha deliberato su proposta dell'assessore al welfare Guido Bertolaso di concerto con l'assessore all’università, ricerca e innovazione Alessandro Fermi. Presso la nostra Asst, nello stabile dell'ex tribunale, ha sede il corso di laurea triennale in infermieristica dell'Università degli studi di Milano. 

 

Confronto

Il provvedimento regionale rappresenta l’esito di un percorso di confronto avviato nel corso del 2025 e concluso con l’intesa raggiunta il 23 gennaio 2026 con tutti i rettori. La delibera prevede ora la trasmissione dello schema di protocollo alla commissione consiliare competente per l’acquisizione del parere previsto dalla normativa, passaggio necessario per completare l’iter e procedere successivamente alla sottoscrizione formale. Nella rete, oltre a Crema, rientrano anche le Asst di Lodi, Melegnano e Martesana, Rhodense, Franciacorta, Mantova, Bergamo Ovest, Bergamo Est, Valtellina e Alto Lario e Valle Olona.

 

Maggiore qualità delle cure

Tra le principali novità anche l’introduzione di una programmazione congiunta tra regione, università, Irccs e Asst, finalizzata a integrare in modo sempre più efficace le attività di didattica e formazione con quelle assistenziali e di ricerca, garantendo elevati livelli di appropriatezza e qualità delle cure. Viene inoltre ridefinita la classificazione delle strutture della rete dei poli clinico assistenziali, distinguendo tra ospedale principale di insegnamento universitario e ospedale di insegnamento.

 

Medici specializzandi

Il protocollo rafforza inoltre la rete formativa valorizzando il ruolo dei medici specializzandi, anche quelli assunti ai sensi del cosiddetto decreto Calabria, che potranno operare sull’intera rete secondo il modello hub and spoke già definito dalla regione. Confermata, infine, l’equiparazione dei diritti e dei doveri del personale universitario convenzionato con il Servizio sanitario regionale, con chiarimenti sul trattamento economico e sull’organizzazione delle attività all’interno delle strutture.

 

L'importanza della formazione

“Con questo nuovo protocollo – ha dichiarato l’assessore al Welfare Guido Bertolaso – rafforziamo in modo strutturale l’integrazione tra sistema universitario e Servizio sanitario regionale, ampliando la rete dei poli clinico-assistenziali e migliorando la programmazione delle attività di formazione, assistenza e ricerca. È un passaggio fondamentale per garantire cure sempre più appropriate ai cittadini e, allo stesso tempo, una formazione di altissimo livello per i futuri professionisti della sanità. La collaborazione con le università è un pilastro strategico del nostro sistema sanitario. Questo protocollo mette ordine, aggiorna i modelli organizzativi e valorizza le competenze, nell’interesse dei pazienti, degli studenti e di tutto il personale coinvolto.

 

Attività sul campo

Questo protocollo - ha concluso l'assessore Fermi - rafforza in modo concreto il legame strategico tra il sistema universitario lombardo e la sanità regionale, valorizzando la qualità della formazione e della ricerca. L’ampliamento della rete dei poli clinico assistenziali offre nuove opportunità agli studenti e ai giovani medici, favorendo un apprendimento sempre più integrato con l’attività sul campo. Regione Lombardia conferma così il proprio impegno a sostenere università competitive, capaci di formare professionisti altamente qualificati”.