02-03-2026 ore 14:16 | Rubriche - Medicina e salute
di Elena De Maestri

Crema. Open day per 200 studenti delle scuole secondarie al corso di laurea in infermieristica

Non un semplice incontro di orientamento, ma un’esperienza vissuta in prima persona tra aule universitarie e laboratori professionali. Il corso di laurea in infermieristica dell’Università degli studi di Milano, sede di Crema, ha avviato un ciclo di open day rivolti agli studenti delle classi quarte e quinte delle scuole superiori del territorio, trasformando l’orientamento in un’occasione concreta di scoperta.  Sono quattro, al momento, gli istituti coinvolti, per un totale di circa 150-200 studenti che stanno varcando le porte della sede universitaria per toccare con mano cosa significhi davvero intraprendere la professione infermieristica: il liceo Bruno Munari con gli studenti di Scienze Umane, l’istituito Piero Sraffa con gli studenti del socio sanitario, il Galilei con gli alunni del liceo scientifico e di scienze applicate e l’Istituto salesiani don Bosco di Treviglio con l’indirizzo classico, scientifico e delle scienze applicate.

 

 

‘Respirare l’ambiente universitario’

“Vogliamo superare l’idea dell’orientamento solo teorico. I ragazzi – dichiara  Claudio Prandelli, direttore didattico del corso in infermieristica – devono poter respirare l’ambiente universitario, confrontarsi con chi questo percorso lo sta già vivendo e comprendere la responsabilità, la competenza e la straordinaria dimensione umana che caratterizzano la professione”. Tra le realtà che hanno già partecipato con entusiasmo all’iniziativa figura l’Istituto Munari. Una giornata intensa, partecipata, ricca di domande e curiosità. Gli studenti delle classi quarte di  scienze umane e dell’opzione economico sociale non si sono limitati ad ascoltare: hanno dialogato con gli universitari del primo anno, assistito a momenti di lezione in aula e soprattutto vissuto l’esperienza dei laboratori didattici, cuore pulsante della formazione infermieristica. Grande interesse ha suscitato la lezione dimostrativa sul posizionamento del catetere venoso, durante la quale i ragazzi hanno potuto osservare da vicino le procedure tecniche e comprendere quanto studio, precisione e preparazione siano necessari per svolgere in sicurezza un gesto apparentemente semplice ma fondamentale nella pratica clinica.

 

Autenticità

“È fondamentale far conoscere ai ragazzi in modo autentico ciò che faranno realmente – sottolinea Giulia Regazzetti, docente referente del liceo delle scienze umane –. Entrare negli spazi universitari, vedere i laboratori, parlare con studenti e docenti crea consapevolezza e stimola interesse. Solo così possono immaginarsi davvero in quel ruolo e fare una scelta matura. Inoltre, creare una rete solida con le realtà del territorio è fondamentale: permettere ai liceali di abitare gli spazi universitari della propria città significa favorire una scelta post-diploma consapevole e valorizzare le eccellenze”. L’iniziativa proseguirà nelle prossime settimane con nuovi appuntamenti, rafforzando il legame tra università e scuole del territorio. Un progetto che non solo orienta, ma accende interesse, valorizzando una professione oggi più che mai centrale per il sistema sanitario e per la comunità.