Non un semplice incontro di orientamento, ma un’esperienza vissuta in prima persona tra aule universitarie e laboratori professionali. Il corso di laurea in infermieristica dell’Università degli studi di Milano, sede di Crema, ha avviato un ciclo di open day rivolti agli studenti delle classi quarte e quinte delle scuole superiori del territorio, trasformando l’orientamento in un’occasione concreta di scoperta. Sono quattro, al momento, gli istituti coinvolti, per un totale di circa 150-200 studenti che stanno varcando le porte della sede universitaria per toccare con mano cosa significhi davvero intraprendere la professione infermieristica: il liceo Bruno Munari con gli studenti di Scienze Umane, l’istituito Piero Sraffa con gli studenti del socio sanitario, il Galilei con gli alunni del liceo scientifico e di scienze applicate e l’Istituto salesiani don Bosco di Treviglio con l’indirizzo classico, scientifico e delle scienze applicate.

‘Respirare l’ambiente universitario’
“Vogliamo superare l’idea dell’orientamento solo teorico. I ragazzi – dichiara Claudio Prandelli, direttore didattico del corso in infermieristica – devono poter respirare l’ambiente universitario, confrontarsi con chi questo percorso lo sta già vivendo e comprendere la responsabilità, la competenza e la straordinaria dimensione umana che caratterizzano la professione”. Tra le realtà che hanno già partecipato con entusiasmo all’iniziativa figura l’Istituto Munari. Una giornata intensa, partecipata, ricca di domande e curiosità. Gli studenti delle classi quarte di scienze umane e dell’opzione economico sociale non si sono limitati ad ascoltare: hanno dialogato con gli universitari del primo anno, assistito a momenti di lezione in aula e soprattutto vissuto l’esperienza dei laboratori didattici, cuore pulsante della formazione infermieristica. Grande interesse ha suscitato la lezione dimostrativa sul posizionamento del catetere venoso, durante la quale i ragazzi hanno potuto osservare da vicino le procedure tecniche e comprendere quanto studio, precisione e preparazione siano necessari per svolgere in sicurezza un gesto apparentemente semplice ma fondamentale nella pratica clinica.
Autenticità
“È fondamentale far conoscere ai ragazzi in modo autentico ciò che faranno realmente – sottolinea Giulia Regazzetti, docente referente del liceo delle scienze umane –. Entrare negli spazi universitari, vedere i laboratori, parlare con studenti e docenti crea consapevolezza e stimola interesse. Solo così possono immaginarsi davvero in quel ruolo e fare una scelta matura. Inoltre, creare una rete solida con le realtà del territorio è fondamentale: permettere ai liceali di abitare gli spazi universitari della propria città significa favorire una scelta post-diploma consapevole e valorizzare le eccellenze”. L’iniziativa proseguirà nelle prossime settimane con nuovi appuntamenti, rafforzando il legame tra università e scuole del territorio. Un progetto che non solo orienta, ma accende interesse, valorizzando una professione oggi più che mai centrale per il sistema sanitario e per la comunità.