01-12-2017 ore 19:59 | Rubriche - Musica
di Lidia Gallanti

La parabola in musica di Davide Simonetta. L'autore cremasco nel nuovo format di Amici

"Più che una semplice passione, la musica è stata una sorta di maledizione". Trentaquattro anni e una vita dedicata alla musica, Davide Simonetta si racconta. Il giovane compositore cremasco risponde al telefono mentre è in viaggio verso casa, a Bagnolo Cremasco, dov'è cresciuto e dove spesso torna per lavorare o per prendersi una pausa tra un viaggio e l'altro, inseguendo la propria vocazione. Nelle prossime settimane sarà a Roma per partecipare ad Amici di Maria de Filippi, per un'edizione dal format rinnovato: "Vogliono che il pubblico si accorga dell'importanza degli autori, tantissime persone non sanno che dietro ad ogni pezzo c'è qualcuno che lo scrive".

 

Una vita tra le note

Nato a Lodi e cresciuto tra Bagnolo e Crema, Davide frequenta la scuola Monteverdi e l'istituto Folcioni. Dai tasti del pianoforte passa alle corde della chitarra, per spaziare ad altri strumenti necessari a completare il background poliedrico necessario alla composizione. "Credo di aver speso più della metà della mia vita davanti ad un pianoforte" afferma in una risata, mentre con la mente ripercorre gli anni d'intenso studio e i primi successi sul palcoscenico. Durante la formazione suona e canta in diverse band locali, tra cui i Caponord. Dopo aver calcato i palchi di tutta Italia Davide si trova dietro le quinte, nei panni di autore. "Lo preferisco - commenta - esibirsi davanti ad un pubblico implica un grande stress e cambia la relazione con ciò che canti, non è mai completamente tuo. Quando sei un autore, vivi la musica nella sua purezza: la vedi nascere, ti arrabbi, gioisci, lavori mesi o notti intere nella stessa stanza, ma quando hai finito sai di aver creato qualcosa di unico. Sai che qualcuno la canterà, nella musica c'è ancora meritocrazia".

 

Negli studi di Amici

Cinque mesi fa la chiamata ad Amici, dove tutto è iniziato: prima lavorando con Marco Carta, vincitore del talent nel 2008, e in seguito con i Dear Jack, band nata negli studi Mediaset e consacrata al successo nel 2013. "E pensare che tutto è iniziato quasi per caso, circa cinque anni fa - continua - All'inizio quasi non sapevo che esistesse questa figura: spesso si pensa che ogni artista sia anche autore dei propri pezzi, in realtà cantautori e interpreti sono due mondi differenti". Il passaggio non è stato immediato: "ero geloso delle mie canzoni, poi ho iniziato a scriverle anche per altri...E mi sono innamorato di questo mestiere". Sabato scorso si è tenuta la presentazione ufficiale dei partecipanti alla diciassettesima edizione del talent: "Non scriveremo il loro inedito, ma li aiuteremo nel percorso musicale. Sceglieremo i performers più interessanti, lavoreremo su come scrivere una canzone o come interpretarla. Avere una bella voce non è sufficiente".

 

La musica che cura

Da circa quattro anni lavora come autore nel campo della musica leggera, collaborando con personaggi del calibro di Tiziano Ferro, Nek, Annalisa, Francesco Renga, Dolcenera, fino a conquistare il palco dell'Ariston di Sanremo 2017 con Fatti bella per te, cantata da Paola Turci. "È un'artista straordinaria - commenta - abbiamo scritto quel pezzo in quattro ore, lei l'ha cantata e l'ha resa magica". La musica è diventata un lavoro, che unisce tecnica ad ispirazione. "Produco tra le 50 e le 70 canzoni all'anno", continua Davide: "ci sono brani scritti di notte, o in un'ora. Lavoro in modo metodico, ma ci sono momenti particolari, magari difficili, in cui riesci ad infondere ciò che senti in ciò che scrivi. La musica ti cura". È il caso di Come neve, canzone scritta per Giorgia e Marco Mengoni, che venerdì 1 dicembre uscirà in anteprima assoluta.

 

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