La coccinella, da sempre simbolo di fortuna, porta con sé un'aura di innocua benevolenza, ma quando si parla della Coccinella Arlecchino (Harmonia axyridis), l'immagine si fa più complessa. Questo coleottero, originario dell'Asia, incarna la doppia faccia della lotta biologica:
da un lato, un predatore straordinariamente efficace, dall'altro, una delle specie aliene invasive più dannose al mondo.
L'insetto dai mille volti
Il nome popolare "Arlecchino" deriva dalla sua caratteristica più evidente: l'estremo polimorfismo. A differenza della nostra coccinella indigena a sette punti, la Harmonia axyridis si presenta in una miriade di colori che variano dal giallo chiaro all'arancione, fino al rosso, con macchie nere in numero variabile da zero a ventuno. Alcuni esemplari sono addirittura neri con macchie rosse o gialle. La sua diffusione globale, avviata a partire dagli anni '80 con l'introduzione in Nord America e poi in Europa, è dovuta alla sua efficacia come agente di biocontrollo. Le larve e gli adulti sono predatori voracissimi di afidi e cocciniglie.

Impatto sulla biodiversità
Purtroppo l'efficacia della H. axyridis si è presto tramutata in un problema ecologico di vasta portata per la biodiversità e per le specie autoctone (native) , tanto da essere oggi considerata dall’Unione europea una specie aliena invasiva di rilevanza prioritaria. La H. axyridis è più vorace, si riproduce più velocemente, possiede dei meccanismi di difesa che la rendono più resistente ed ha una maggiore capacità di adattarsi a diversi ambienti e fonti di cibo. Questo le permette di sfruttare le risorse (afidi) in modo più efficiente, lasciando meno cibo a disposizione per le specie locali. La Coccinella Arlecchino non esita a cibarsi delle uova e delle larve di altre specie di coccinellidi, portando a una netta regressione delle popolazioni autoctone come Coccinella septempunctata o Adalia bipunctata.

Fragile armonia
La storia della Harmonia axyridis è la parabola perfetta di come un intervento umano a fin di bene possa trasformarsi in una minaccia per l’ambiente. Introdurre una specie aliena, seppur con il nobile scopo di proteggere le colture, ha generato uno squilibrio ecologico con ripercussioni a cascata sulla biodiversità autoctona costringendoci a riconsiderare l'equilibrio tra gli interventi umani e l'armonia della natura. La Coccinella Arlecchino, con la sua livrea cangiante e il suo nome che evoca l'equilibrio, ci ricorda proprio di come l'armonia della natura sia fragile e come il confine tra alleato e invasore possa essere sottile e facilmente superabile.