Gli Hyles euphorbiae o sfingi dell’euforbia sono i bruchi europei più belli. A differenza di altri piuttosto bruttini che si trasformano poi in splendide farfalle, questi coloratissimi bruchi diventano falene dalle discrete dimensioni, ma poco appariscenti. La pianta ospite è l’euforbia, un’erba rustica infestante, alta poco meno di trenta centimetri, che ricopre, formando grandi chiazze di un bel verde brillante, ogni tipologia di terreno soleggiato a lato di rogge, canali e strade campestri.
Colori tossici
Se spezzata, l’euforbia rilascia un succo caustico e tossico. I bruchi, alimentandosi di queste folte ed esili foglioline ramificate, diventano a loro volta tossici e velenosi. Ecco spiegato il motivo della loro splendida e variegata colorazione aposematica. Privi di mimetismo, a differenza di altri bruchi congeneri, stazionano in bella mostra sulla s
ommità della pianta, sicuri di non avere predatore alcuno, in funzione di quella vistosa colorazione indicante la loro pericolosa tossicità, se predati e ingeriti.
Avvertimento
Durante la crescita, si possono osservare diverse colorazioni: la dominate nera del corpo è costellata da piccole macchie tonde e bianche, distribuite simmetricamente sull’intero corpo e da strisce longitudinali a volte rosse, a volte verdi, altre volte gialle o arancio. I bruchi possono raggiungere una lunghezza di dieci centimetri e sei di circonferenza. Caratteristica comune è il codino di avvertimento, uno ‘spillo’ conico e rossastro, alto poco più di un centimetro con punta nera avente l’unica funzione di deterrenza. Uccelli, mammiferi e rettili sono avvisati.