Il Rotary Club Crema ha ospitato Gabriele Grandini - imprenditore, da sempre sensibile alle questioni ambientali, socio del Rotary club Milano e past president del Rotary Club Milano Scala. Ha ha intrattenuto sul tema: “Mare Nostrum: mediterranean sea plastic free. Il mare comincia dal tombino sotto casa”. Il relatore ha messo in luce come il Mediterraneo, da sempre sia stato utilizzato per scaricare di tutto; pratica divenuta, oggi più di ieri, insostenibile. La popolazione costiera ha, infatti, raggiunto i 150 milioni di abitanti, con il conseguente enorme incremento di consumi e di scarti e, da 60 anni a questa parte, è entrata in uso la plastica indistruttibile di cui sono costituite anche le reti dei pescatori.
Il flagello delle reti da pesca
Ogni anno vengono immesse in mare 570.000 tonnellate di rifiuti, di cui il 90 per cento è rappresentato da oggetti di plastica, che si aggiungono agli scarti dell’anno precedente, derivanti per il 70/80 per cento dai fiumi e, per il resto, da attività costiere, di pesca e navali. Tutto ciò precipita sul fondo, ricoprendo il Mediterraneo con rifiuti plastici di ogni genere. Se una parte viene ributtata sulle spiagge dal moto ondoso, il resto rimane in sospensione in una colonna d’acqua alta fino a cinque metri, uccidendo gli uccelli e gli animali marini che la ingeriscono, scambiandola per cibo:
tartarughe e pesci hanno, in grande quantità, plastica nello stomaco. A ciò si aggiunge il flagello delle reti abbandonate dai pescatori, ‘muro della morte’ per i pesci intrappolati, che muoiono, si decompongono e immettono miliardi di pericolosi batteri in acqua.
Rottura della catena alimentare
La micro plastica, scambiata per plancton dai pesci, entra nella catena alimentare: recenti studi hanno rilevato che ciascuno di noi ingerisce inconsapevolmente 5 grammi di plastica alla settimana. A ciò si aggiungono le micro fibre, rilasciate dai capi di abbigliamento, a ogni lavaggio, che i filtri non sono in grado di trattenere. Il nostro mare, quindi, è, purtroppo, tra i più inquinati al mondo. Che fare? Ci vorranno 20/30 anni di interventi legislativi europei, di sensibilizzazione ambientale anche attraverso la scuola, di nuovi atteggiamenti da parte delle aziende per iniziare a vedere qualche miglioramento. Rotary e Rotaract, tuttavia, hanno pensato di non rimanere inerti, di mettere in campo non solo iniziative di sensibilizzazione ma anche azioni concrete, in termini di raccolta rifiuti e pulizia delle spiagge e delle rive. Il 12 Settembre, i Rotaract di Milano Porta Venezia, Duomo e Arona hanno donato al piano strategico ‘Mare Nostrum’ il ricavato di una regata velica.
Collaborazione con i consorzi di bonifica
Si stanno contattando i fabbricanti di elettrodomestici per far sì che sul libretto d’istruzioni venga indicato che le fibre rilasciate dal ciclo del lavaggio non vanno gettate nel wc ma buttate nel secco. Con questo e altri accorgimenti concordati si punta a ridurre del 20/30 per cento l’immissione di fibre in mare. Quando la plastica raggiunge i grandi fiumi, il recupero è molto difficile e costoso. Ci si è, quindi, concentrati sui corsi d’acqua minori, attivando rapporti e collaborazioni con i consorzi di bonifica, che hanno il compito di tenere puliti canali, rogge, corsi interni. Vi è poi la questione del recupero delle reti abbandonate dai pescatori, oggi realizzate in poliestere o in acciaio, quindi indistruttibili.
Minor uso della plastica
Mare Nostrum ha attivato una collaborazione con la guardia costiera e con i Rotary club locali che sta dando buoni frutti. Si sta operando anche per arrivare a un minor utilizzo della plastica inutile, a favore della carta/cartone/pasta di legno o compostabile, nonché in direzione della sostituzione di milioni di etichette adesive in plastica, apposte sulla frutta, con carta o plastica compostabile. Lo scopo di Mare Nostrum è proprio quello di ridurre la quantità di plastica, micro plastica e micro fibre e derivati nel Mediterraneo, mediante un’attività prevalentemente esecutiva, sviluppata grazie a una rete di Rotary e Rotaract che ne condividono la mission e si rendono disponibili ad agire.