31-10-2025 ore 12:47 | Politica - Crema
di Gloria Giavaldi

Alleanza Verdi e Sinistra raccoglie firme contro le 'classi pollaio per una scuola di qualità'

Non più di venti studenti per classe, maggiore attenzione alle scuole del sud per combattere la dispersione scolastica, più attenzione al benessere psicologico, stop ad accorpamenti e chiusure dei plessi, più risorse alla scuola pubblica. È questa in estrema sintesi la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Alleanza Verdi e Sinistra. La campagna per la raccolta delle firme prenderà avvio dalla prossima settimana presso gli istituti scolastici di Crema e ai banchetti voluti dai partiti. Il primo è in calendario per il 15 novembre al mattino al mercato di via Verdi, il secondo il 23 novembre al pomeriggio in piazza Duomo. La proposta di legge può essere firmata anche online. L'iniziativa è stata presentata nel dettaglio questa mattina nel corso di una conferenza stampa da Paolo Losco e Gabriele Cavallini di Sinistra italiana e Andrea Ladina, presidente provinciale di Europa Verde.

 

I problemi della scuola

“Questa nuova proposta – ha chiarito Losco – si presenta come una sintesi di una proposta di riforma strutturale del sistema scolastico che giace in Parlamento inascoltata da due anni. Non ha la pretesa di risolvere i tanti problemi della scuola pubblica, ma vuole segnare una ripartenza necessaria per riportare la scuola pubblica al centro del dibattito politico. Da anni la scuola viene concepita come una fabbrica di braccia utili alla produzione e al consumo, non come un luogo in cui educare le menti di domani. I mali del sistema sono noti: insegnanti precari e sottopagati, classi affollate, senza un'adeguata attenzione agli alunni con disabilità, tagli continui all'edilizia scolastica e più fondi solo alle scuole private e paritarie, a discapito, ovviamente, della qualità dell'insegnamento, ovvero dell'educazione dei più giovani”.

 

I contenuti della proposta

“La proposta di ridurre il numero dei giovani per classe” ha precisato Cavallini “va nella direzione di migliorare una situazione davvero critica. Proponiamo che non si superi il numero di 20 alunni per classe, da abbassare a 18 nel caso in cui in classe sia presente un alunno con disabilità o a 15 in caso di più alunni con disabilità. Tra le priorità della proposta anche maggiore benessere dei docenti che spesso sono schiacciati dalla burocrazia e l'aumento di personale Ata. Come? Semplicemente togliendo risorse alle scuole private e paritarie”. Un pensiero anche alla realtà locale, che oggi ospita “luoghi pensati come scuole, ma che non solo altro che scheletri nel deserto”.

 

Problema educativo

Il problema è essenzialmente educativo: “siamo di fronte ad una totale assenza di proposte credibili e di adeguati finanziamenti per la cura dell'infanzia e dell'adolescenza” ha chiarito Andrea Ladina. La risposta a questa deriva segnata dalla violenza deve partire dall'istruzione. “La scuola deve essere al centro di questa ripartenza: educare i bambini oggi è fondamentale per non punire adulti domani. Dobbiamo guardare alla scuola come attività centrale per un mondo nuovo, per costruire una cultura del rispetto. Dobbiamo investire sulla prevenzione e tornare a guardare con attenzione ai più piccoli”. Secondo Anna Rozza, il vero problema risiede “nella mancanza di rispetto da parte di questo governo nei riguardi dei bambini. Oggi non siamo più capaci di guardare al singolo e di incentivare relazioni costruttive tra genitori, docenti e bambini”.