Il consiglio regionale della Lombardia ha approvato il progetto di legge che regolamenta l’apertura di nuovi data center in Lombardia. Prioritari per gli insediamenti sono l’individuazione di aree dismesse, in modo da contenere il consumo di suolo e favorire la localizzazione presso i cosiddetti brownfield. Come dichiara l’assessore Massimo Sertori: “la Lombardia è già oggi uno dei principali poli europei per l’insediamento dei data center. Una centralità costruita grazie alla forza del nostro sistema produttivo, alla qualità delle infrastrutture e alla capacità attrattiva del territorio. Fino ad ora, questo sviluppo è avvenuto in assenza di una disciplina organica e di una visione unitaria. Con questa legge intendiamo colmare tale vuoto, offrendo regole certe, procedure omogenee e un quadro di riferimento stabile per gli investimenti, soprattutto in termini di tempistiche e step procedurali certi e affidabili". Governarne l’insediamento significa rafforzare la competitività della Lombardia e contribuire alla sicurezza e alla sovranità digitale europea.
Sostenibilità e responsabilità territoriale
Questa legge, tuttavia, non si limita a favorire lo sviluppo, lo orienta secondo criteri di sostenibilità e responsabilità territoriale. Per questo vengono privilegiate le aree dismesse e i processi di rigenerazione urbana; viene incentivato il recupero del calore residuo prodotto dai data center attraverso reti di teleriscaldamento e altri usi energetici efficienti; vengono introdotte compensazioni ambientali e territoriali in favore dei comuni coinvolti da questi progetti. “La regione - aggiunge Sertori - eserciterà pienamente il proprio ruolo di monitoraggio e coordinamento, pur nella consapevolezza che la pianificazione delle grandi infrastrutture elettriche appartiene alla competenza nazionale. Ugualmente rilevante è il tema della risorsa idrica. La norma promuove tecnologie di raffreddamento ad elevata efficienza e sistemi che riducano il ricorso all’acqua potabile, nella consapevolezza della necessità di tutelare una risorsa sempre più preziosa".
Ventura: ‘controllo dei flussi informativi’
sull’argomento è intervenuto anche il consigliere cremonese di Fratelli d’Italia Marcello Ventura: “una svolta strategica per l'intero sistema produttivo che mette al centro il controllo dei flussi informativi, la vera risorsa geopolitica di questa epoca. La Lombardia si assume la responsabilità di guidare la transizione digitale del paese introducendo un modello regolatorio che supera la logica degli interventi spontanei e frammentati. I dati rappresentano il vero patrimonio strategico del futuro, una ricchezza immateriale che dobbiamo proteggere e radicare sul suolo patrio. Ospitare queste grandi infrastrutture nel nostro territorio, secondo standard definiti dalle nostre istituzioni, consolida l’autonomia del tessuto economico e mette al riparo informazioni sensibili oggi esposte a gestioni estere".
‘Digitalizzazione quale motore di risanamento urbano’
"L'azione politica di Fratelli d'Italia è stata determinante nel bilanciare le esigenze di sviluppo con la cura del paesaggio. La nostra linea programmatica impone che la digitalizzazione diventi un motore di risanamento urbano, una leva per riutilizzare l'esistente senza sacrificare aree verdi. Forniamo certezze procedurali a chi vuole investire e produrre ricchezza, scoraggiando severamente ogni forma di cementificazione impropria in contesti agricoli". Per favorire una gestione condivisa, il provvedimento offre ampie garanzie ai comuni, che avranno un anno di tempo per completare la mappatura delle superfici dismesse disponibili. “Il testo regolamenta gli impatti ecologici, obbligando i gestori al riciclo delle acque grigie o a circuiti chiusi per preservare fiumi e acquedotti, oltre a disporre il recupero termico per reti di teleriscaldamento. Sotto il profilo occupazionale, i grandi operatori sosterranno l'alta formazione giovanile finanziando le Its Academy nei comparti Ict e green economy”.
Piloni: ‘visione politica chiara’
Secondo il consigliere del Pd Matteo Piloni: “se è vero che la Lombardia è la prima regione ad avere una legge sui data center, è altrettanto vero che il governo Meloni non ha saputo affrontare questa grande questione a livello nazionale. Lo sviluppo dei data center è necessario, ma non può essere lasciato al caso o al solo mercato, serve una visione politica chiara per integrare queste infrastrutture nel territorio in modo sostenibile e compatibile con l'interesse pubblico. In questa legge manca una vera e decisiva tutela del suolo, dei parchi e delle aree agricole, perché né il governo né la regione hanno messo vincoli stringenti per evitare di consumare ulteriore suolo e tutelare le aree verdi e quelle agricole. La destra continua a parole a difendere l'ambiente e gli agricoltori, ma poi nei fatti fa il contrario. In Lombardia, oggi, abbiamo una legge a cui presto bisognerà mettere mano, in attesa di una legge nazionale che segna l'ennesimo ritardo di una destra che, sulle politiche industriali, continua a fallire pesando sulle prospettive di crescita del paese.