31-03-2026 ore 13:38 | Politica - Crema
di Rebecca Ronchi

Asilo nido, altri posti in arrivo: manifestazione d’interesse per l’immobile di via Cappuccini

“In vista del prossimo trasferimento del nido comunale Dante presso la nuova sede di via Desti, nella riunione di lunedì 30 marzo, la giunta comunale di Crema ha compiuto un significativo passo per l’ampliamento dei servizi educativi per la primissima infanzia (03-36 mesi), approvando lo schema di avviso pubblico per la concessione dell’immobile di via Cappuccini  con destinazione d’uso”. Come sottolinea l’amministrazione comunale, l’iniziativa mira alla “raccolta di manifestazioni di interesse per la concessione dell’immobile comunale, così che venga ampliato il numero dei posti nido disponibili”.

 

Canone e durata

Valutando “la complessità di una gestione diretta aggiuntiva” e in attesa del trasferimento nel nuovo edificio di via Desti, previsto per l’anno educativo 2026/27, la giunta ha optato per la concessione in gestione dei locali arredati di via Cappuccini, nel quartiere dei Sabbioni. Avrà durata quinquennale, prevedendo un canone annuo di 2.000 euro e in deroga ai valori ordinari, con possibilità di rialzo in sede di gara. L’avviso pubblico è la fase preliminare che condurrà alla successiva procedura negoziata, nel rispetto dei principi di trasparenza.

 

Ruolo fondamentale

“Oltre a contribuire alla conciliazione vita-lavoro per i genitori, il nido svolge un ruolo fondamentale: favorisce lo sviluppo delle competenze e l’autonomia dei bambini e delle bambine, già nell'anno educativo 2023/24, il comune aveva ampliato di una sezione il nido Dante, portando la disponibilità complessiva di posti nido comunali a 108 nelle due sedi: Braguti e Dante. Poiché l’ultimo incremento significativo dei posti nido comunali risaliva al 2001, durante il primo mandato del sindaco Claudio Ceravolo. Crema ha ampiamente superato il livello minimo europeo di copertura, stimato al 33%. Con 215 posti disponibili a fronte di 569 bambini tra i 3 e i 36 mesi, ha raggiunto nel 2025 la copertura del 37,8%. A febbraio 2026, con il riconoscimento come unità di offerta sociale di un nuovo nido privato, i posti disponibili sono divenuti 229 per una copertura complessiva del 40,2%”.

 

Più posti e rette calmierate

Il sindaco Fabio Bergamaschi ha evidenziato il valore politico dell’intervento: “Siamo al fianco delle nuove, giovani famiglie. Stiamo ultimando la nuova, moderna ed efficiente struttura di via Desti, che aprirà dall’inizio del prossimo anno formativo e tre anni fa abbiamo messo a nuovo il nido Braguti, investendo oltre mezzo milione per la sua ristrutturazione. Ora sfruttiamo lo spostamento del nido Dante per fare in modo che anche questa bella struttura del quartiere Sabbioni, oggetto di recenti interventi di ristrutturazione, mantenga un vincolo di destinazione ad asilo nido, estendendo ulteriormente i posti nido in città e concedendo l’immobile a condizioni che garantiscano rette calmierate per le famiglie, rispetto a prezzi di mercato sempre più insostenibili a fronte degli stipendi medi”. Il sindaco si dice convinto che “attraverso l’accessibilità dei servizi che si compia una vera inclusione sociale, che si sostengano le famiglie, che si riducano le disuguaglianze sociali, che si promuova l’occupazione, specialmente femminile. E soprattutto che si investa, da subito, sul nostro bene più prezioso: le nuove generazioni”.

 

Ampliata l’offerta

Per garantire la sostenibilità del servizio e assicurare rette calmierate alle famiglie residenti, il Comune si impegna a coprire la quota parte delle utenze non sostenuta dal concessionario e gli oneri di manutenzione straordinaria della struttura, degli impianti e del verde. Per l’assessora all’istruzione e alle pari opportunità Emanuela Nichetti è un “ulteriore passo nell’ampliamento dell’offerta dei servizi educativi della primissima infanzia, in una logica di collaborazione tra pubblico e privato. Vogliamo garantire più posti nido in città, ma anche qualità, accessibilità e sostenibilità per le famiglie. L’orientamento che la giunta ha dato nell’individuazione dei criteri per l’assegnazione degli spazi va proprio in questa direzione: facilitazioni economiche, in cambio di rette calmierate per i residenti e di un progetto educativo solido e capace di rispondere ai bisogni del territorio”.