31-03-2024 ore 20:37 | Politica - Rivolta d'Adda
di Denise Nosotti

Rivolta D'Adda: tempio crematorio nel cimitero. La maggioranza dei sindaci ha votato a favore

Il comune di Crema, con una delibera di giunta di lunedì 25 marzo ha approvato la realizzazione e gestione di un tempo crematorio a Rivolta d’Adda, nella zona cimitero, per servire il bacino d’utenza del territorio cremasco, dopo la manifestazione d’interesse di regione Lombardia. Della necessità di avere una struttura simile, si era parlato già a gennaio 2022, quando il neo sindaco rivoltano Giovanni Sgroi aveva manifestato l’intenzione di costruirne uno nella zona periferica del paese. “Crediamo infatti che una struttura per la cremazione sia necessaria per un territorio di confine come Rivolta a metà strada tra la provincia di Cremona, Bergamo e basso milanese. Già quando se ne parlava a Spino, era emersa l’importanza di ampliare l’offerta dei siti dove poter procedere alla cremazione” aveva dichiarato.

 

La storia

Di templi crematori se ne era discusso anche a Spino d’Adda con non poche polemiche, tant’è vero che il progetto era stato abbandonato. Secondo quanto deliberato dalla giunta Bergamaschi: “sussiste la necessità di collocare un impianto di cremazione con almeno due linee, in un territorio raggiungibile dai comuni del cremasco”. Secondo quanto stabilito dalla direzione generale welfare di Regione Lombardia: “lo standard minimo di funzionamento richiesto ad una linea prevede 1200 cremazioni annue per sei giorni la settimana. La Lombardia, nel procedere con la pubblicazione della manifestazione d’interesse, ha evidenziato come ci sia “una perdita potenziale di 3.600 cremazioni annue”.

 

Appoggio a Consorzio it

Dalla delibera si evince: “all’interno del cimitero di Rivolta d’Adda è ubicata un’area libera, in relazione alla quale è stata verificata la possibilità di realizzare un forno crematorio. I comuni nella fase di progettazione e nell’eventuale realizzazione e di gestione del tempio crematorio si avvarranno di Consorzio It comprendendo anche una seconda fase legata alla gestione. Come ci informa il sindaco di Monte Cremasco Giuseppe Lupo Stanghellini: “doveva essere portato in giunta entro mercoledì 27 marzo. Noi non lo approviamo. Ci sono le elezioni a giugno, alcuni scenari politici potrebbero mutare. È una decisione troppo importante per essere prese così su due piedi”. Il sindaco di Bagnolo Cremasco Paolo Aiolfi ha portato in giunta l’argomento sabato 23 marzo. ‘Abbiamo approvato la manifestazione d’interesse espressa da Rivolta D’Adda che ha un punteggio alto nella graduatoria regionale. Ne abbiamo discusso anche nell’assemblea di area omogenea. Eravamo una trentina di sindaci e quasi tutti si sono espressi a favore. Si tratterà di una struttura piccola, poco impattante a livello urbanistico e ambientale”. Come precisa l'assessore alle opere pubbliche di Pandino Francesco Vanazzi: "come giunta abbiamo avvallato la decisione di area omogenea che ha espresso la necessità di avere un impianto crematorio nell'area alta del cremasco. La domanda è crescente. Agli albori si era addirittura pensato di realizzarlo a Nosadello dove c'è il cimitero. Questa evoluzione della richiesta di cremazione porterà anche a una revisione dei regolamenti comunali". Settimana scorsa la delibera di giunta è stata approvata anche dal comune di Pianengo.

 

Le caratteristiche dell’impianto

Il sindaco di Soncino Gabriele Gallina ha discusso il tema in giunta mercoledì 27 marzo. "Ne abbiamo parlato e abbiamo fatto le nostre considerazioni. Nonostante i tempi siano stretti, non abbiamo ancora preso una decisione definitiva". La domanda di farsi cremare post mortem è cresciuta molto negli ultimi anni. Dai dati emerge infatti il passaggio dal 20 per cento del 2008 al 47 per cento del 2022. Nel 2026 si arriverà a superare il 55 per cento. Attualmente, gli dimoianti di riferimento per il cremasco sono a Cremona e a Lodi. Considerando il trend nei 37 comuni del Cremasco, nel 2023, la scelta di farsi cremare ha raggiunto il 51 per cento. Per quanto riguarda il progetto, da ubicare nel cimitero rivoltano, l’impianto deve porsi l’obiettivo di raggiungere il numero di 1200 cremazioni all’anno. Il costo sarà tra i 4,5 e i 5 milioni di euro e dovrà tenere conto del trend crescente legato alla propensione alla cremazione in Lombardia. Sulla base dei dati analizzati, è stata stimata una tempistica di realizzazione del nuovo impianto compresa tra i 20 e i 24 mesi.

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