30-09-2019 ore 20:13 | Politica - Crema
di Andrea Galvani

Crema. In Consiglio il dolore per il cda, il no al Gect e l’atavica fragilità dei sottoservizi

Fondazione Benefattori, enti di cooperazione transfrontaliera e stato di salute della rete idrica. Questo il programma delle interrogazioni di oggi. Del bilancio consolidato del Comune e di quello dell’Afm o dei referenti comunali nella Pro loco parleremo invece in seguito. In apertura di consiglio comunale Andrea Agazzi (Lega) ha espresso il proprio dispiacere – o meglio il “forte dolore” - per le nomine del sindaco e la composizione del nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione Benefattori Cremaschi. In sostanza, per lui “è debole” e quindi “le scelte effettuate dal sindaco non aiuteranno la Fondazione” e di conseguenza la città e tutte le persone che ad essa si rivolgono. La Lega – ha aggiunto – non è affezionata alle poltrone, quindi non c’entra il fatto che nel cda il Carroccio non sia rappresentato. Per Agazzi è importante che i cittadini sappiano che “il percorso di condivisione delle scelte” che il Comune aveva intrapreso ad un certo punto “è stato interrotto”. Ciononostante, “la Lega non farà mancare il proprio supporto per il bene di un Ente così importante”.

 

Buone intenzioni, significative difficoltà

Parlando del Gect, Emanuele Coti Zelati s’è detto poco soddisfatto della replica del sindaco. Ovvero che pur confermando l’interesse e la bontà del progetto, “all’atto pratico non mancano significative difficoltà alla sua concretizzazione per peculiarità, dimensione e collocazione geografica” del territorio cremasco. L’esponente della Sinistra ha ricordato che “avrebbe potuto essere uno strumento utilissimo a intercettare risorse europee” e s’è lamentato perché nel 2015 (in allegato) il Comune aveva approvato all’unanimità una mozione destinata alla sua realizzazione, con l’impegno a stilare una relazione dettagliata per la sua fattibilità: “Il fatto che ad oggi non abbia ancora relazionato al riguardo – ha aggiunto Coti Zelati – mi fa pensare che nonostante le buone intenzioni in realtà non sia stato fatto niente”.

 

La fragilità dei sottoservizi

Sollecitato da Laura Zanibelli, Simone Beretta ed Antonio Agazzi sul fatto che ultimamente “Crema città d’acqua” in realtà sia diventata “Crema fa acqua”, l’assessore Fabio Bergamaschi ha spiegato che della partita si occupa Padania Acqua e che “nell’ultimo quadriennio sono stati programmati circa 7,5 milioni di euro di interventi oltre alle manutenzioni”. Ecco il dettaglio: “per il rifacimento dei potabilizzatori e il superamento dell’emergenza idrica 2,3 milioni di euro, per le manutenzioni e i rifacimenti delle fognature 450 mila euro, per il potenziamento depuratore Serio uno 4,630 milioni di euro, per altre manutenzioni e per voci legate alle case dell’acqua 300 mila euro”. Crema sconta una fragilità dei sottoservizi in particolare in centro storico. Nei prossimi mesi il gestore dovrà fornire il dettaglio del prossimo quadriennio: “sarà premura del Comune ottenere un servizio sempre migliore rispetto alle esigenze. Verrà realizzato un approfondimento con Padania Acqua per condividere i programmi”.

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