30-01-2018 ore 16:46 | Politica - Dall'italia
di Andrea Galvani

Elezioni. Collegi uninominali e plurinominali, le soglie e gli sbarramenti del Rosatellum bis

Il Rosatellum bis prevede un sistema elettorale misto: un terzo dei deputati e dei senatori verrà eletto in collegi uninominali, due terzi con il metodo proporzionale e nei cosiddetti listini corti, ovvero composti da un minimo di 2 e un massimo di 4 parlamentari per ogni partito. È prevista la pluricandidatura: ossia un candidato può presentarsi in un collegio uninominale e in più collegi plurinominali, fino a un massimo di cinque.

 

Camera e Senato

I 630 deputati della Camera come verranno eletti? La circoscrizione estero ne assegnerà 12, i collegi uninominali 232, gli altri 386 saranno ripartiti su base nazionale in piccoli collegi plurinominali. Veniamo ora ai 315 seggi del Senato: 116 saranno assegnati dai collegi uninominali, 193 ripartiti su base regionale in piccoli collegi plurinominali, 6 nella circoscrizione estero. I candidati che otterranno più voti in ogni collegio uninominale otterranno direttamente un seggio.


Soglie e coalizioni

Una lista o un gruppo di liste sostengono un candidato nel collegio uninominale. Non è consentito il voto disgiunto, significa che non sarà possibile votare un candidato nel collegio uninominale e una lista non collegata nel proporzionale. Le liste dovranno superare la soglia di sbarramento del 3% su base nazionale. Fanno eccezione le liste delle minoranze linguistiche per le quali la soglia è al 20% nella regione di riferimento. Per le coalizioni la soglia sale al 10% ma almeno una lista deve aver superato il 3%. 

 

La scheda e il voto

La scheda prevista dal Rosatellum è unica: una per la Camera e una per il Senato. Sulla scheda l'elettore deve esprimere il voto sia per la parte maggioritaria sia per la quota proporzionale. Sotto ogni candidato nel maggioritario si troveranno i simboli delle liste collegate nel proporzionale. Accanto al simbolo delle liste saranno stampati i nomi dei candidati del listino bloccato. Si potrà votare con un segno su una lista (che vale anche per il candidato corrispondente); con un segno sul nome di un candidato nell'uninominale. In questo caso per la parte proporzionale ci sono due possibilità: se il candidato è sostenuto da una sola lista, il voto si trasferisce a quella lista; se il candidato è sostenuto da più liste, il voto viene distribuito tra le liste che lo sostengono proporzionalmente ai risultati in quella circoscrizione elettorale. In caso di doppio segno su un candidato e sulla lista corrispondente il voto rimanga valido. La legge elettorale prevede che ciascuno dei due sessi non possa rappresentare più del 60% dei candidati di un listino bloccato e che ciascuno dei due sessi non possa rappresentare più del 60% dei capilista nei listini di un singolo partito. Nei collegi plurinominali con due seggi da assegnare, i candidati del listino dovranno essere un uomo e una donna; con tre seggi, due uomini e una donna o due donne e un uomo; con quattro seggi, fino a tre uomini e una donna (o viceversa). E così via.

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