“Gli ultimi cinque anni della precedente Commissione europea sono stati caratterizzati da una cultura della deindustrializzazione. Tuttavia, ci sono già alcuni segnali positivi, ad esempio sul fronte delle politiche energetiche, ma non sono sufficienti”. Così l’europarlamentare di Forza Italia Massimiliano Salini, a margine della sua partecipazione a Cremona Musica International Exhibitions and Festival.
Frizioni tra Europa e Stati Uniti
“Come accaduto sulle politiche commerciali, le frizioni tra Europa e Stati Uniti - generate dalle provocazioni ‘trumpiane’ - non aiutano questo processo”, ha aggiunto Salini, secondo cui è necessario “iniziare a concepirci non come completamente autosufficienti, ma certamente sempre più strategicamente autonomi, cercando anche mercati alternativi. Gli accordi commerciali in corso con altre aree del mondo dimostrano che questa strada è percorribile”.
Fusione dei fondi
Per quanto concerne la possibilità di una centralizzazione dei fondi di coesione Ue, oggi in capo alle Regioni, secondo l’europarlamentare cremasco “il vero problema è la fusione dei fondi di coesione con quelli della Pac (Politica agricola comune), cioè i fondi destinati all’agricoltura. Questo, a mio avviso, è un errore. L’agricoltura, come altri settori strategici, ha bisogno di un budget dedicato, in modo che le politiche agricole non vengano confuse con altre politiche e non vedano ridotta la loro efficacia, ritrovandosi a sostenere con le proprie risorse altri strumenti. Non dimentichiamolo: ogni anno l’agricoltura perde fondi”.