29-07-2021 ore 19:53 | Politica - Crema
di Andrea Galvani

In consiglio la piscina a onde: ‘regalie’, dark fantasy e i sette metri quadrati per bagnante

“La piscina a onde è funzionante”, ma come sostiene il gestore (certificato dal sopralluogo comunale del 10 giugno) non è attiva “per evitare problemi di distanziamento per pandemia”. In un consiglio comunale bollente per fattori climatici ma tiepidino per temi politici, replicando all’interrogazione di Simone Beretta (Forza Italia), il sindaco Bonaldi ha fornito una serie di notizie sulla piscina di Crema. È attualmente gestita dalla spagnola Forus, che ha preso in affitto il ramo d’azienda da Sport management, l’azienda scaligera che ha una convenzione in essere col comune.

 

Convenzioni e concordati

Scadrà nel 2040 e lo scorso anno il comune ha erogato un “contributo a rendere di 150 mila euro” più 35 mila euro a fondo perduto per saldare le utenze. Il tutto per fronteggiare la crisi e consentire la riapertura (come avvenuto) dell’impianto per l’estate. Ad aggravare la situazione la presentazione (ufficialmente taciuta al comune) di un’istanza di concordato preventivo. Una vicenda segnata da alterne fortune ma nessuna decisione del tribunale, ogni volta anticipata da un “provvidenziale” ritiro dell’istanza. Per i legali del comune un atteggiamento poco trasparente, tema condiviso dalla minoranza, che però lo traduce in soldoni, coinvolge l’amministrazione (tacciata di sussiego) e si riassume in “melmoso”.

 

Allagamenti e Dpcm

Tornando al tema portante dell’interrogazione, la piscina ad onde non funzionava per un allagamento del locale tecnico avvenuto il 26 ottobre. Il Dpcm ha chiuso l’impianto per tre mesi. Il comune ha chiesto il 29 ottobre di “documentare la segnalazione del sinistro alla compagnia assicurativa. La riapertura al pubblico dell’impianto all’aperto, dopo le chiusure imposte dai decreti ministeriali, è avvenuta il 10 giugno 2021” e l’attività di manutenzione per la riapertura “è stata eseguita a partire dal mese di maggio 2021”.

 

Cinema fantasy ed opere mirabolanti

Secondo Beretta il comune avrebbe dovuto pretendere il ripristino della piscina ad onde entro 90 giorni e il non averlo fatto è da considerarsi “una ulteriore “regalia” ad una società che non ha certo brillato nell’ottemperare alle condizioni contrattuali sottoscritte”. Per il sindaco terminologia e sottinteso risultano “inaccettabili”. È “un film del genere dark fantasy”. Comprensibile, sempre secondo il sindaco, “il senso di paternità per la piscina ad onde di Beretta, avendo Scs srl, sotto l’amministrazione in cui era assessore ai lavori pubblici, investito 1 milione di euro per realizzare una così mirabolante opera”. Opera trainante e attrattiva, ha replicato piccato Beretta, in particolare per chi si annoia ad andare in piscina solo per nuotare e cerca invece un po’ di divertimento.

 

Sette metri quadrati per bagnante

Stando alla normativa, “lo standard di fruizione attualmente obbligatorio per le piscine è di 7 metri quadrati ogni bagnante, standard particolarmente arduo da garantire in una piscina in cui il moto artificiale dell’acqua tiene i bagnanti in balia delle onde, a meno di non immaginare una fruizione alquanto contingentata, la quale diventa problematica in occasione delle frequentazioni del week end o dei Grest, che, vi avviso qualora non sia noto, hanno ripreso a frequentare in massa l’impianto”.

 

Piano concordatario inesistente

Chiudiamo tornando “al nuovo piano concordatario” presentato “al Tribunale di Verona comprendente la cessione del ramo d’azienda”. A che punto siamo rimasti, ha chiesto sornione Beretta? “Il 18 giugno è stato depositato il ricorso per l’ammissione al concordato (ex art. 161 comma 6 della Legge Fallimentare). Si tratterebbe nuovamente di concordato preventivo in bianco – ha spiegato il sindaco - attraverso cui Sport management chiede di essere ammessa al concordato, riservandosi di depositare la proposta fra 60 e 120 giorni. Pertanto, ad oggi non mi pare esista ancora il piano concordatario”. In commissione di garanzia se ne riparlerà a fine agosto. Il comune sta operando “con coscienza e precisione, cercando di tutelare al meglio il rispetto della convenzione vigente, pure in presenza di una procedura concordataria”. Una vicenda che accomuna la città di Crema ad “un’altra ventina di comuni, con le amministrazioni dei quali ci relazioniamo costantemente”. Eppure, ha chiuso Beretta citando il passo conclusivo del sindaco, il fatto che “tutti versino nelle medesime condizioni” non soddisfa. Il mal comune non porta gaudio. Con le onde o senza.

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