29-04-2018 ore 18:03 | Politica - Dal mondo
di Lidia Gallanti

Europa. Unione, sicurezza e peso nel mondo. Elisabeth Guigou all'Académie Notre Europe

“L'Europa sa ciò che vuole?” Più che una domanda, l’inizio di un percorso obbligato e necessario verso la nuova fisionomia dell’Unione Europea, oggi alle prese con sfide lanciate ben oltre i confini nazionali. A porre la questione è Elisabeth Guigou, ex ministro francese ed ex presidente alla commissione affari esteri dell'assemblea nazionale, ospite dell’Académie Notre Europe. La quinta sessione del progetto promosso dall’Institut Jacques Delors di Parigi affronta il tema dell’unità e della sicurezza tra i 27 Stati membri. “Un'Unione, ma è così facile dividerci". 


Uniti per mettere fine alle guerre

“L'Unione Europea è un'avventura storica senza precedenti e senza eguali". Guigou traccia una digressione storica, fino ai valori fondanti: "molti non lo ricordano, ma è nata per garantire la pace e la difesa della democrazia tra i suoi stati membri. Dopo due conflitti mondiali, perché gli europei non ne potevano più di quella carneficina”. La paura degli estremismi - dal nazismo al comunismo – si è tradotta nel trattato di Parigi, che nel 1951 ha dato vita alla Comunità Europea Carbone e Acciaio. Di fatto, una strategia di reciproca tutela: mettere in comune lo scopo e il mezzo della guerra. Per mettere fine a quest’ultima.
 

Sistemi da armonizzare

Il progetto europeo si concretizza con il trattato di Maastricht nel 1992. Nel 2000 "un nuovo slancio con la strategia di Lisbona, dove la politica comune dona senso al mercato unico". Un atto basato sulla "libertà di circolazione di beni e servizi, di capitali e di uomini". I confini diventano permeabili e anticipano una fisionomia ancora da armonizzare. Il passo successivo è stato costruire un mercato comune e completarlo con politiche condivise, in campo economico e sociale. “Un passaggio mancante: valori, diritti e sistema giudiziario sarebbero i primi valori da condividere, invece il lavoro è stato improntato solo sull’aspetto economico".


Dalla migrazione alla mobilità allée-retour

Guigou affronta i temi caldi all'agenda europea. Migrazioni, terrorismo, cambimnento climatico e disoccupazione: “I problemi sono transnazionali, la vera sovranità è europea”. Per quanto riguarda il fenomeno migratorio, secondo l’ex commissaria europea “le linee Maginot sono immaginarie. Possiamo decidere di controllarle, ma il desiderio di mobilità rimane”. Per gestire, Creare tratte legali, durevoli e autorizzate per una mobilità che sia andata e ritorno”. Per fare in modo che ciò sia possibile occorre "un impegno reciproco, sia tra gli Stati europei sia nei confronti dei Paesi d’origine".

 

Dibattito necessario

Primo passo: capire da dove ripartire. “L'unione è basata sulla condivisione di interessi e valori. Se spariscono spariremo dalla storia. Occorre gettare le basi di una politica estera europea e esaminare su cosa siamo davvero d'accordo". Fondamentale “accettare la differenziazione. L'Europa è variegata, l’unico modo per costruire il progresso è applicare una cooperazione strutturata. Avanzare sì, ma a condizione che si sappiano rispettare le differenze". L'accenno è alla Brexit e ai Paesi Višegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria), che impongono una seria riflessione su identità e destino dei 27. “Non possiamo più schivare il dibattito né accontentarci di rimanere senza risposte”.

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