
Nonostante il piano per la non autosufficienza 2025-2027 regionale preveda a livello complessivo più risorse rispetto all’anno precedente, “i primi riparti decretati in questi giorni che assegnano i finanziamenti ai comuni stanno generando preoccupazione nei sindaci che segnalano criticità tali da non riuscire a garantire la continuità degli interventi in atto finanziati con il fondo”. Sul tema interviene il consigliere dem Matteo Piloni: “in aggiunta a sei mesi di ritardo registrati per l’approvazione da parte del governo del Piano Nazionale, che in molti casi hanno costretto i comuni ad anticipare risorse di tasca propria, ora che finalmente dalla regione sono arrivate le prime risorse, le amministrazioni locali si trovano con quote vincolate (ad esempio per i minori e per i centri ricreativi estivi) che sono nettamente inferiori all’anno scorso e al fabbisogno, e altre (per esempio per gli anziani) molto superiori rispetto a prima”.
La situazione nel Cremasco
La situazione viene segnalata da diversi ambiti. Ad esempio, per quanto riguardo l'ambito cremasco, a fronte di uno stanziamento per persone con disabilità (misura servizi) pari a 22.979,61 euro, l’ambito per garantire continuità a tutti con medesimi importi avrebbe bisogno di 468 mila euro. “Cosa fa il comune in questi casi visto che non può girare le risorse da un capitolo all’altro? Deve intervenire di tasca propria, ancora una volta, laddove può farlo o scaricando il costo sulle famiglie o rinunciando al servizio”.
'I fondi vengano ripartiti correttamente'
“Abbiamo raccolto diverse segnalazioni in pochi giorni e ci impegniamo a portare la situazione all’attenzione dell’assessore Elena Lucchini, anche sfruttando la sua presenza in audizione in commissione Sostenibilità sociale il prossimo 9 luglio. Crediamo sia importante che regione Lombardia intervenga al più presto per evitare che risorse fondamentali vengano ripartite nel modo più adeguato possibile in base agli effettivi bisogni delle persone. Se, come crediamo, si tratta di errori da parte della regione nella ripartizione ai comuni, vanno risolti quanto prima. A fronte di bisogni crescenti, i comuni devono esser messi subito nelle condizioni di lavorare bene con regole chiare e fondi certi e le persone che ne hanno diritto di ricevere quanto gli spetta”.