27-07-2018 ore 20:05 | Politica - Crema
di Marilisa Cattaneo

Crema. Sindaci compatti: 'Scrp società sana, al servizio di tutti i comuni del Cremasco'

“Andiamo avanti uniti per il bene del territorio, il nostro obiettivo è offrire servizi garantendo continuità”. In estrema sintesi dismissione ramo idrico e cessione Biofor, nuova caserma dei vigili del fuoco, centrale di committenza per gare pubbliche, gestione aggregata delle funzioni comunali, servizi informatici ai comuni, varchi elettronici. Questa mattina, a distanza di 15 giorni dalla conferenza dei sindaci dimissionari da Scrp, la maggioranza dei primi cittadini soci ha riunito nella sala delle vele in municipio a Crema la stampa per ribadire "compattezza e ferma volontà di proseguire”.

 

Da Spa a In house

Nei giorni scorsi 33 primi cittadini cremaschi hanno approvato il cambiamento giuridico della Società cremasca reti e patrimonio (integrale in allegato) dando mandato al Cda a “formulare varie ipotesi di percorsi che possano condurre alla continuità e allo sviluppo di una società In house con patrimonio, programmi e risorse adeguate". La decisione è stata presa dopo che otto comuni (Casaletto di Sopra, Casale Cremasco, Romanengo, Ticengo, Soncino, Salvirola, Palazzo Pignano e Trescore Cremasco) hanno esercitato il diritto di recesso chiedendo la liquidazione del proprio capitale sociale per un totale di 3.605.472,20 euro, l’11,7 % delle azioni.
 

Tra pregi e difetti

Come spiegato in conferenza stampa dal sindaco di Casaletto Ceredano Aldo Casorati “si guarda avanti. Con il passaggio a In house la società sarà gestita direttamente dai sindaci con il parere forte del comitato d’indirizzo e di controllo che avrà compito di programmazione e verifica. Purtroppo otto sindaci cremaschi hanno deciso di recedere senza tentare con noi questa impresa. Noi abbiamo scelto di non buttare a mare la società, al di là di tutti i difetti superabili che possa avere, dalla mancanza di comunicazione, alle problematiche relative alla distribuzione dei documenti fino alle lungaggini degli appalti”. Per Casorati “Nessuno può contraddire i dati di bilancio di Scrp: sano e florido”. Ora bisognerà “predisporre un piano industriale. Oltre alla centrale unica di committenza, si penserà ai servizi. La nostra scommessa è continuare questa esperienza lavorando seriamente per l’unità territoriale”.

 

Proseguendo e progettando

Per il sindaco di Crema Stefania Bonaldi la parola d’ordine è continuità: “Fa più rumore un albero che cade rispetto ad una foresta che cresce. È necessario proseguire insieme per mantenere quanto costruito in cinquant’anni e rafforzare ciò che abbiamo ereditato. Entro il mese di settembre il Consiglio di amministrazione di Scrp dovrà fornire ai soci dei percorsi operativi per il passaggio a In house in un’ottica di semplificazione, garantendo la salvaguardia di quanto in essere. In relazione ai progetti e alle commesse verranno fatte valutazioni sul personale interno in merito a competenze e capacità. Non è escluso di avvalersi di consulenze esterne”.

 

Valore e utilità

Il sindaco di Offanengo Gianni Rossoni ha definito “incomprensibile” il recesso esercitato degli otto comuni: “A mio avviso non ci sono problemi di bilancio e gli obiettivi sottoscritti nel 2016 sono stati raggiunti. Ogni sindaco è libero di esercitare i propri diritti ma si tenga in considerazione il fatto che ogni servizio di cui si beneficerà andrà pagato”. Per il sindaco di Castelleone Pietro Fiori "Scrp è sempre stata dipinta con sfumature critiche e negative mentre è un valore per tutto il territorio. Il nostro obiettivo è dare concretezza ai progetti con i fatti attraverso una società sana e utile per tutti i comuni”.


Dall’area vasta al nuovo gruppo di lavoro

L’assemblea dei giorni scorsi ha anche costituito un gruppo di lavoro di sindaci che dovrà “interloquire con il Consiglio di amministrazione nel coinvolgimento dei compiti affidati, mantenere aperto un dialogo continuo con tutti gli altri sindaci dell'assemblea, ottenendo il massimo consenso possibile sulle decisioni da assumere”. Ne fanno parte Moscazzano, Casaletto Ceredano, Chieve, Madignano, Pieranica, Cremosano, Dovera, Ripalta Cremasca, Vailate, Pandino, Offanengo e Castelleone (già membri del coordinamento dell’area omogenea cremasca) a cui si aggiungono Pianengo e Agnadello. Bonaldi ha aperto la possibilità “a tutti i colleghi che si vogliano mettere a disposizione”.

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