Sicurezza a Crema, "basta alimentare inquietudini". Livia Severgnini replica ad Agazzi, che torna a chiedere l'istituzione di una commissione consiliare
"La Lombardia è la terza Regione d'Italia per numero di aziende confiscate alla criminalità organizzata dopo la Sicilia e la Campania e prima di Calabria, Lazio e Puglia. I beni confiscati alla medesima hanno raggiunto una dimensione preoccupante: 80.000.000 di euro. Vi è, ormai, una non trascurabile promiscuità tra impresa lecita e impresa criminale, in quanto la criminalità organizzata va dove ci sono i soldi e le scorciatoie finanziarie. In buona sostanza, le mafie - specie finanziare - non sono più confinate al Sud, ma ormai stabilmente integrate nel tessuto economico del Nord Italia e Lombardo". Così si apre la mozione di Antonio Agazzi, poi bocciata, che chiedeva al riguardo l'organizzazione di un'adunanza aperta alla cittadinanza e agli operatori del settore.
Qualità della vita
Scottato dall'accusa di propaganda e tacitando con solerzia i sospetti di razzismo, Agazzi ha tentato di sgrombrare il campo dalle polemiche: "la sicurezza evoca l'ordine, la destra" e temendo d'incontrare "resistenze di carattere ideologico", ha deciso di sostituire il termine sicurezza, ma non il concetto, con "qualità della vita". In estrema sintesi, per Agazzi i cittadini cremaschi che hanno incontrato gli assessori nelle riunioni organizzate nel territorio, hanno "una percezione di sicurezza" non in linea con quanto sostenuto dalla maggioranza di centrosinistra e, giova ribadirlo, dalle forze dell'ordine e dalla Prefettura.
Commissione consiliare
A livello politico, ha spiegato l'ex presidente del consiglio comunale, "non si è avuta la capacità di porre in essere nemmeno una commissione consiliare, come richiesto da Alberto Torazzi, che potesse audire autorità di pubblica sicurezza e consentirci di verificare le possibilità del Comune di collaborare con le forze dell'ordine e tutti i competenti alla tutela della qualità della vita della comunità per mettere in fila una serie di azioni che la preservino".
Dati incompleti
"Si è prodotto solo l'impegno di acquisire i dati dalla Prefettura . ha aggiunto Agazzi - peraltro incompleti perché privi del trimestre conclusivo del 2012". La maggioranza ha convocato un consiglio comunale sull'acqua pubblica, sul tribunale, ma non sulla sicurezza. Agazzi ha citato lo stillicidio di piccoli reati, quali atti di vandalismo in piazza Garibaldi, "con auto danneggiate e ferri e chiodi conficcati negli pneumatici", ha sostenuto sia carente la "vivibilità dei giardini di Porta Serio, del campo di Marte, la zona di viale Repubblica, la zona del Velodromo, di via Desti, via Ponte della Crema, via Bramante e potrei continuare, i quartieri, via Renzo Da Ceri".
Il giorno dopo le elezioni
La maggioranza non ha lesinato critiche e di fatto bocciato le argomentazioni di Agazzi, respingendo la mozione al mittente. La percezione della sicurezza o la qualità della vita - ha sostenuto Livia Severgnini, del Pd - è un tema che sta a cuore al centrosinistra. Ciò che non torna è altro e sta tutto in questa dichiarazione: "il tema della sicurezza pare sia caro al centrodestra dal giorno dopo le elezioni. La tentata insinuazione di far coincidere un aumento del problema generale della sicurezza dall'insediamento di questa amministrazione non ha senso, se non per strumentalizzare il problema e far crescere nei cittadini paura e ansia".
L'integrazione
Il problema, semmai, va ricercato nella carenza d'integrazione, che nelle piccole città di provincia è piuttosto elevato. Chiaro, secondo Livia Severgnini, l'obiettivo del centrodestra di creare un nemico comune nel giovane, nel povero, nello straniero. E' invece indispensabile potenziare le politiche di integrazione e sviluppare sin dalle scuole elementari la creazione di un senso civico. Ciò che serve a Crema è maggiore solidarietà e rispetto per le fasce deboli, che andrebbero aiutate ad uscire da situazioni di difficoltà e non affossate.