26-12-2022 ore 15:38 | Politica - Area omogenea cremasca
di Rebecca Ronchi

Patelli, ‘Area omogenea cremasca un esempio virtuoso da replicare in provincia di Cremona’

Dal Casalasco arriva un’importante presa di posizione sulla necessità di costituire nella nostra provincia altre due aree omogenee, oltre a quella cremasca. A schierarsi a favore di questa soluzione è Valeria Patelli. La sindaca di Calvatone e consigliera provinciale ha inviato una nota a Gianni Rossoni, presidente dell’Area omogena cremasca. Dopo avere ricordato l’articolo 9 dello Statuto provinciale e avere dato atto al Cremasco di essersi già mosso in questa direzione, sostiene la necessità di suddividere il territorio in tre Aree omogenee: “Lo spirito non deve essere divisivo ma, a mio parere correttamente, bisogna rendersi conto che ogni area, ed io in questo momento penso in particolare a quella Casalasca, ha le proprie specificità e caratteristiche sociali, economiche e di relazione e che vadano quindi riconosciute e come tali e sviluppate”.

 

Coesione e pianificazione

La sindaca cita il recente protocollo d’intesa per l’accordo quadro di sviluppo territoriale tematico sottoscritto da 40 comuni, dalle Province di Mantova e Cremona, dai due Gal e dal Parco Oglio Sud con regione Lombardia, esempio di coesione territoriale e di pianificazione, finalizzato alla realizzazione di obbiettivi assai precisi. “Sono convinta – sottolinea Valeria Patelli - che per poter avere un dialogo maggiore e più puntuale con gli enti superiori il territorio casalasco debba andare in questa direzione, costituendo per il futuro la propria area omogenea sulla scorta dell’esempio a mio parere virtuoso dell’area cremasca e debba iniziare concretamente a parlare con un’unica voce di quelle che sono le esigenze dei nostri sindaci e soprattutto dei nostri cittadini. La voce quindi deve essere quella di un territorio unito e coeso”.

 

Rilancio territoriale

“È inevitabile, per comunanza di caratteristiche e per condivisione di servizi – per primo quelli legati all’ambito socio-sanitario - che il Casalasco guardi verso i Comuni mantovani con i quali peraltro il casalasco ha già dato prova di dialogo e condivisione di strategie. La stessa regione Lombardia ha rivalutato l’importanza ed il ruolo delle aree omogenee, riconoscendole come volano e possibilità di rilancio non solamente del singolo territorio ma dell’intera area provinciale. Allo stesso modo penso che il medesimo percorso debba essere portato avanti dai comuni afferenti all’area cremonese. Lo strumento esiste, si tratta di dargli esecuzione”.

 

Il coraggio

La provincia di Cremona, aggiunge, dovrebbe “proporsi come attore principale e super partes, ed aiutare i territori in questo processo virtuoso”. Per il bene del territorio “è necessario abbandonare i campanilismi e facciamoci interpreti di un’azione comune”. Rossoni ha ringraziato la collega: “per la provincia di Cremona è il momento del coraggio, indispensabile per cambiare e creare un territorio di tre aree omogenee che non siano divisive, ma che sappiano valorizzare ed esaltare le articolazioni territoriali. È questo l’unico modo per tenere unito il territorio provinciale”.

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