Nell’ultimo consiglio comunale di Rivolta d’Adda, lunedì 24 novembre, si è tornati a parlare del caso Sgroi, dopo la richiesta da parte del Pd locale e del gruppo di opposizione di Rivoltiamo delle dimissioni dell’amministrazione comunale. La prima richiesta erastata fatta, quando il sindaco Giovanni Sgroi è stato travolto dalle accuse di violenza sessuale a danno di quattro donne. Durante la seduta, la capogruppo di maggioranza Nicoletta Milanesi ha ribadito: “dopo la sospensione del sindaco per intervento del prefetto Antonio Giannelli, la vice sindaco Marianna Patrini ha subito comunicato alla minoranza la scelta di proseguire il mandato”.
‘Situazione peculiare in comune’
Milanesi ha poi evidenziato: “non esiste punto di contatto tra i fatti contestati a Sgroi e i componenti dell’amministrazione. Dichiarare il contrario è molto offensivo”. Rivolgendosi poi al gruppo di opposizione: “quando vi arrogate il diritto di fare processi e innalzarvi a giudici perdete il vostro ruolo amministrativo”. È intervenuta la consigliera di Rivoltiamo Francesca Mapelli: “non possiamo fare finta che non ci sia una situazione peculiare in comune. Noi non abbiamo mai accostato gli atteggiamenti del sindaco alla vostra persona, mai insinuato il vostro coinvolgimento. Abbiamo ribadito la nostra posizione assunta a maggio 2025 quando è accaduto il fatto. In sei mesi tutta la città e la nostra lista ha assistito a tutta la vicenda, dall’arresto al rito abbreviato fino al risarcimento delle vittime”.

Presa di posizione politica
“Costantemente abbiamo chiesto che ci fosse una presa di posizione politica. La decisione di sospendere il sindaco l’ha presa il prefetto, non l’amministrazione. Non è un’azione politica. Abbiamo proposto una dimissione congiunta del consiglio che non è avvenuta. La maggioranza allora è chiaramente attaccata alla sedia fino al prossimo turno elettorale. Avete solo espresso solidarietà al sindaco e anzi, la vice sindaco Patrini ha fatto richiesta di adeguamento del compenso al nuovo ruolo che ricopre. La nostra non è una condanna giudiziaria”.
Patrini: ‘la responsabilità dell’opposizione’
Milanesi ha risposto: “noi non siamo incollati alle sedie. Ci è stato detto che avremmo potuto proseguire nel mandato elettorale e lo stiamo facendo. Se il sindaco deciderà di rassegnare le dimissioni allora lo seguiremo”. Per Marianna Patrini “è inutile negare una forte strumentalizzazione da parte del Pd e di Rivoltiamo. Così come la maggioranza, anche la minoranza è responsabile della rappresentazione dell’ente. Andiamo oltre. Confrontiamoci sui servizi, sui contenuti, sul lavoro da fare per il bene di Rivolta. Non perdiamo tempo coi moralismi”. La capogruppo Elisabetta Nava ha chiuso il dibattito ricordando: “per noi fare politica significa trasmettere dei valori e difenderli. Se noi ci dovessimo dimettere, voi rimarreste comunque in carica. Per questo abbiamo deciso di non rimettere il nostro incarico. Vorremmo comunque ripartire con un’amministrazione senza questo peso addosso”.