26-07-2022 ore 00:00 | Politica - Crema
di Andrea Galvani

Consiglio comunale. Dalla ‘giunta Gattopardo’ al ‘paesotto che rischia di diventare un paesino’

Durante il consiglio dedicato alla discussione sulle linee progettuali della nuova amministrazione Bergamaschi, la minoranza ha ascoltato a lungo gli interventi dei colleghi di maggioranza e quando ha preso la parola li ha definiti ridondanti e poco significativi dal punto di vista del dibattito, unendo le citazioni di don Milani alle note della Cura di Battiato. Non certo politica heavy metal, ma visto l’andazzo e soprattutto il clima cambogiano, Celentano l’avrebbe definito poco rock e soprattutto molto lento. Rotti gli indugi, ha preso la parola Maurizio Borghetti. Ai colleghi che sostengono la maggioranza ha ricordato che “c’è già stata la campagna elettorale”, che “il sindaco ha già illustrato i programmi” e che per farla breve, non sussistesse il bisogno che ciascuno ne riportasse nuovamente il brano al quale aveva contribuito. Da spiegare alla città “per quale motivo non sia stato nominato un assessore allo sport nemmeno questa volta”, rinnovando invece la semplice delega al consigliere Della Frera. “Un settore così importante”, ha ripreso, meriterebbe più attenzione e prossimità ai cittadini. “In una fase come questa, non avendo ottenuto maggioranze bulgare”, ha voluto ribadire, “come prassi operativa” la maggioranza dovrebbe avere l’accortezza di “ascoltare anche l’opposizione”.

 

Cambiamenti, fallimenti e sicurezza

L’attuale amministrazione ha radici profonde e nonostante i ripetuti annunci, ha sostenuto Giovanni De Grazia, conti alla mano pecca nella capacità di risolvere questioni annose, dalla Pierina al quartiere di santa Maria, passando per il polo universitario. Solo per fare un esempio. Solo per citarne alcuni. In sostanza, si tratta di un “una giunta Gattopardo. Si cambia tutto per non cambiare nulla”. Sempre per Fratelli d’Italia, Paolo Patrini s’è rivolto direttamente a Fabio Bergamaschi e s’è detto convinto che “fra cinque anni non mi troverò nell’imbarazzante condizione di doverla votare”, visto che “sicuramente non riuscirà a concretizzare nemmeno un decimo, anche se mi accontenterei di un ventesimo del suo programma”. Non s’è visto, insomma, “nessun cambiamento”, anzi, “è scorretto prendere in giro i cittadini proponendo l’impossibile”. L’aspetto positivo? “L’aver messo in evidenza i fallimenti e le problematiche mai affrontate dalle precedenti amministrazioni”. Quelle in discussione nella seduta odierna “sono linee programmatiche che screditano lei e la giunta Bonaldi”. Debutto anche per Giuseppe Torrisi, “tecnico della sicurezza e profano della politica”. Nella relazione del sindaco, ha convenuto, “ci sono punti interessanti, ma vogliamo di più”. Cosa? “In particolare l’istituzione di una commissione sulla sicurezza. Tutto è rimasto sulla carta dal 9 aprile 2018”. Chiaro e conciso. Punto.

 

Consumo di suolo

Ha rincarato la dose, sostenendo ormai da tempi non sospetti “la mancanza di strategia” e aggiungendo la novità “dell’incoerenza” dei programmi politici del centrosinistra la consigliera Laura Zanibelli. Questioni annose come il Palazzetto dello sport (“da realizzare su un terreno che non era nemmeno del comune”) sono tornati come per magia nel programma. “Ma come?” ha ripreso la capogruppo di Forza Italia: “Dite che non volete consumo di suolo e tornate a riproporre progetti che vanno in direzione contraria”. Sulla Pierina “non avete idee certe” e per quanto riguarda “il polo scolastico di via Libero comune, non solo l’avete bloccato con una vostra delibera, ma ancora oggi non avete risolto il problema di un’area congestionata”. In chiusura un’altra stoccata: “dite che Bergamaschi ha il coraggio di presentare progetti nuovi, in realtà non fa altro che presentare progetti vecchi”.

 

Il paesino e l’innovazione

“Negli ultimi 10 anni non c’è stata condivisione”, ha esordito Simone Beretta: “Dopo 10 anni di Bonaldi un salto di qualità e maggiore apertura per tutti sono un dovere. E il sindaco mi pare l’abbia colto nel segno”. Eppure, “non condivido tutto ciò che ha scritto e detto”. I punti focali sono tre: “Unità del territorio, sprovincializzazione di Crema, perché rischiamo di diventare da paesotto un paesino, la voglio veder crescere in numero di abitanti. Terzo, destinare le risorse dell’avanzo di amministrazione, per non dover correre il rischio di non riuscire a spendere per realizzare i progetti. Ha chiuso gli interventi della minoranza Ilaria Chiodo. Si sente parlare di transizione ma il comune è carente “nell’attenzione alle politiche di gestione del cambiamento” e soprattutto è priva del “pilastro del project management”. In sostanza, va incrementata “l’attenzione all’innovazione, tramite la creazione di un assessorato alla digitalizzazione”. Chiusa la seduta l’appuntamento a giovedì 28 luglio, sempre alle 17.30, per le controdeduzioni e il voto.

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