
Dopo l'allarme lanciato nei giorni scorsi dalla Camera penale di Crema e di Cremona, anche il consigliere regionale del Partito democratico Matteo Piloni interviene sulla situazione di sofferenza in cui desterebbe la casa circondariale di Cremona. Tra le criticità segnalate non solo la carenza d'organico della polizia penitenziaria, ma anche di personale educativo e medico a sostegno dei detenuti, oltre alla mancanza di fondi che renderebbe impossibile la realizzazione necessaria di interventi di manutenzione straordinaria alla struttura. A preoccupare ancora di più il consigliere dem, il fatto che “circa il 70 per cento dei detenuti vivono in una situazione di dipendenza patologica da sostanze stupefacenti, a cui si aggiungono numerosi casi di persone con disagio psichiatrico. Un quadro che rende evidente quanto sia fondamentale affrontare il tema del sovraffollamento e della condizione sociosanitaria all’interno del carcere, se vogliamo davvero parlare di efficacia del sistema penitenziario”.
'Regione Lombardia sottovaluta il problema'
“L’obiettivo della pena – prosegue Piloni – dovrebbe essere quello di promuovere la legalità, anche attraverso un percorso che tenda alla rieducazione del condannato. Proprio per questo avevo presentato un’interrogazione per conoscere nel dettaglio la situazione sociosanitaria della casa circondariale di Cremona. Le risposte ricevute, però, mi hanno allarmato più di quanto non fossi già preoccupato”. Piloni punta il dito contro la regione: “continua a sottovalutare il problema. Si lascia intendere che la situazione sia sotto controllo perché in linea con quella degli altri istituti penitenziari lombardi, ma i dati raccontano altro. A Cremona, infatti, risulta in servizio un solo psichiatra per 30 ore settimanali, due psicologi per un totale di 60 ore e un solo assistente sociale per quasi 600 detenuti. Numeri del tutto insufficienti”.
'Necessario un cambio di passo'
“Va inoltre ricordato che la Lombardia è la regione con il maggior numero di carceri in condizioni di forte sovraffollamento: Brescia Canton Mombello, Milano San Vittore e Lodi occupano rispettivamente il quarto, quinto e sesto posto tra gli istituti più sovraffollati d’Italia, tutti con percentuali superiori al 200 per cento. La stessa casa circondariale di Cremona si inserisce pienamente in questo quadro, con un tasso di sovraffollamento del 156 per cento. Quando la popolazione detenuta supera la capienza regolamentare, la gestione diventa inevitabilmente critica. Tutto questo rappresenta, in altre parole, un fallimento annunciato. Siamo di fronte, non solo a una sottovalutazione del problema da parte della Regione, ma a una vera e propria incapacità di affrontare il tema del carcere in modo adeguato. Serve un cambio di passo immediato”.