A novembre il consigliere regionale del Partito democratico Matteo Piloni aveva presentato un'interrogazione all'assessore regionale al welfare Guido Bertolaso, chiedendo non solo risposte tecniche, ma rassicurazioni politiche di visione e strategia “sulla situazione del personale dell'Asst di Crema e prospettive di sviluppo”. “All'interno dello sviluppo del modello di reti regionali – è la risposta di Bertolaso - la Asst di Crema ha avviato una rimodulazione dell’organizzazione a vantaggio delle proprie offerte di eccellenza e, allo stesso tempo, a sostegno di quelle più critiche in termini di reperimento di operatori, senza più il ricorso a personale mediante cooperative. Da parte dell’azienda è stato, altresì, intrapreso un importante processo di ammodernamento del parco tecnologico, con particolare riferimento a quello delle sale operatorie, e di adeguamento strutturale-impiantistico che, oltre ad aver incrementato la qualità e la sicurezza delle cure erogate, avrà un impatto favorevole sull’attrattività sia dell’utenza, sia dei professionisti. Non si ritiene, pertanto, possano esserci significative ripercussioni negative sull’assetto di accreditamento della Asst di Crema, pur nelle more delle valutazioni ministeriali e regionali in corso in merito alla razionalizzazione delle unità operative”.
Servizi di welfare aziendale
Rispetto alle annunciate azioni di welfare aziendale relative alla mensa interna, agli alloggi per il personale e al nido aziendale non sembrano esserci al momento grosse novità: “l’Asst di Crema sta predisponendo una proposta di sviluppo infrastrutturale a supporto delle politiche di reclutamento e fidelizzazione delle risorse umane, da sottoporre alla Direzione generale welfare”. Ciò dopo “aver verificato l'indisponibilità di alloggi nel territorio sia con i principali comuni del distretto, sia attraverso una manifestazione di interesse pubblico andata deserta”. Il progetto in fase di elaborazione – ha rassicurato Bertolaso - “si inserisce nel quadro delle strategie regionali di rafforzamento dei presidi ospedalieri e delle reti cliniche. Prevede la realizzazione di un welfare center aziendale, inteso come polo integrato di servizi a supporto del personale, funzionalmente connesso al presidio ospedaliero esistente. Le valutazioni preliminari in corso riguardano, in particolare, l’inserimento delle seguenti funzioni: servizi per l'infanzia con previsione di nido aziendale, foresteria aziendale per l'accoglienza temporanea di personale, un servizio di mensa interno opere di supporto alla mobilità, con valutazione preliminare della realizzazione di un parcheggio interrato su due livelli”. Sullo stesso tema il consiglio regionale ha di recente approvato un ordine del giorno, presentato dallo stesso Piloni.
Reclutamento del personale
Rassicurazioni sono giunte al momento sull'operatività dei reparti di pediatria, radiologia, psichiatria, ortopedia, oculistica e il centro trasfusionale. “L’Asst di Crema ha costantemente in corso strategie ordinarie di reclutamento del personale”. Per la dirigenza medica dei reparti citati nel 2025 sono stati emessi 10 bandi, di cui otto concorsi e due avvisi a tempo determinato. Diciotto sono stati, invece, gli incarichi libero professionali conferiti. L'Asst ha, inoltre, provveduto ad attribuire incarichi interni (strutture semplici, altissime professionalità e alte specializzazioni) per la dirigenza. Analoghe azioni sono state intraprese per il personale del comparto con l'attribuzione di incarichi di funzione. Per assicurare “continuità e qualità dei servizi” ai reparti di pediatria, radiologia, ortopedia e psichiatria sono state stipulate diverse convenzioni con altri enti pubblici.
'Valorizzare il personale'
“Lo sforzo attuato dalla direzione per far fronte alla innegabile carenza di personale sia della dirigenza che del comparto è evidente. Tuttavia, non è chiaro quante persone abbiano partecipato ai concorsi banditi, quanti specialisti e quanti specializzandi”. La vera priorità, poi, secondo Piloni, deve “essere la valorizzazione del personale interno. Non basta prendere atto delle dimissioni, quando ormai è tardi, bisogna convincerli a restare, prima che se ne vadano. Perchè l'esperienza persa non si misura in teste rimpiazzate (quando vengono rimpiazzate e non si crea il vuoto mettendo in difficoltà i servizi). Proprio per questo motivo, di recente, ho depositato una richiesta di accesso agli atti per valutare il numero di dimissioni intercorse nel 2025, divise per profilo”. Piloni è critico anche sulla scelta di attivare e poi chiudere l'hotspot infettivologico per la cura e la gestione delle sindromi respiratorie nel periodo più critico. “C'era già la guardia medica, a cosa serve un medico in più dedicato in un periodo di grave carenza di risorse?” si chiede “E' uno spreco di denaro pubblico”.
Il futuro dell'ex tribunale
Veniamo alle buone notizie. Concretizzato il concambio tra Stalloni ed Ex tribunale, anche la regione ha finalmente reso noto come vorrà usare lo spazio di via Macallè: “L’immobile, già utilizzato dall’Asst quale hub vaccinale per le passate campagne a contrasto della pandemia da Covid-19, è attualmente sede del corso di laurea in infermieristica. Si ritiene che l’immobile possa essere utilmente valorizzato dall’Asst di Crema per rafforzare il polo formativo aziendale e per ottimizzare la logistica (con conseguente riduzione degli affitti passivi) dei servizi amministrativi attualmente situati in un immobile in locazione da privati (riducendo, in tal modo, la spesa pubblica). Sono, inoltre, in corso interlocuzioni con la direzione strategica di Ats Valpadana per valutare la possibilità e la fattibilità tecnica di estendere il futuro utilizzo dell’immobile anche ai servizi, collocati a Crema, della stessa agenzia, attualmente in locazione da privati”.