
“Alla direzione nazionale del Partito democratico – spiega Stefania Bonaldi – si è respirata la consapevolezza di un passaggio importante. Mentre il Paese fa i conti con quattro anni difficili, segnati da un governo che non ha fatto nulla di quello che aveva promesso e ha lasciato indietro troppe persone, la destra decide che la priorità è cambiare la legge elettorale. Una scelta che racconta più di tante analisi: uno sguardo chiuso, rivolto al palazzo e non alla vita reale delle persone. Lo abbiamo detto con chiarezza, faremo muro. Non permetteremo che si aggiri lo spirito della Costituzione per via ordinaria, né che si peggiorino limiti e regole già criticati dai cittadini”.
Il programma
“E proprio la Costituzione – prosegue - è tornata al centro, a due giorni dagli 80 anni della prima riunione dell’assemblea costituente. È lì che sta il nostro programma: lavoro dignitoso, salute, scuola pubblica, ricerca, ambiente, diritti, democrazia. E un principio semplice, ribadito dalla segretaria: nessun lavoratore è di serie A o di serie B, nemmeno tra gli autonomi. C’è poi l’alleanza progressista, che oggi governa bene in tanti territori perché ha imparato a mettere a valore le differenze. Non c’è autosufficienza, non c’è egemonia: c’è la volontà testarda di allargare, di aprire ancora, di costruire insieme. È da questa energia che si sta costruendo un’alternativa credibile per il Paese. Ed è da qui che continuiamo”.