“È stata l’occasione per vedere da vicino il risultato degli interventi realizzati grazie al Superbonus 110 per cento, che hanno permesso di riqualificare la struttura e per osservare i lavori ancora in corso, con particolare attenzione ai nuovi alloggi per anziani autosufficienti, ai mini alloggi protetti e al nucleo Alzheimer”.Il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni è stato a Trigolo a visitare la Fondazione Rsa Milanesi e Frosi insieme al presidente Augusto Farina, al vicepresidente Marco Samarani, alla direttrice Maria Rosa Belli e al responsabile del servizio sociale Flaviano Premoli.
Il nodo burocrazia
Per il consigliere regionale si è trattato di "un momento prezioso di confronto con chi gestisce quotidianamente questi servizi e conosce bene le difficoltà che le Rsa sono costrette ad affrontare. A partire dalla burocrazia, che impone l’utilizzo di documenti diversi tra Ats, quando sarebbe invece necessario uniformarli a livello regionale. C’è poi il tema della carenza di personale sociosanitario e socioassistenziale, che richiede investimenti sulla formazione e quello, centrale, del riconoscimento da parte della regione, di un numero maggiore di posti letto”.
Voucher non per tutti
“Faccio un esempio concreto: su 31 posti letto per persone autosufficienti, la regione ne riconosce 24 con voucher di compartecipazione alla retta, lasciandone fuori sette. Sette persone che restano escluse. È una criticità diffusa, che contribuisce ad allungare le liste d’attesa e a mettere in difficoltà famiglie e gestori”. Il tema si inserisce nel più ampio lavoro di ascolto che il partito democratico sta portando avanti sulle Rsa lombarde. “Solo poche settimane fa abbiamo incontrato i rappresentanti delle strutture della provincia di Cremona da cui è emerso come queste realtà siano ormai veri e propri presìdi socio-sanitari multiservizi, fondamentali per rispondere ai bisogni di una popolazione che invecchia e richiede sempre più assistenza”.
Adeguare i posti letto
“La regione Lombardia continua a mostrare rigidità, senza adeguare il numero dei posti letto né riaprire le contrattualizzazioni, nonostante un tasso di saturazione altissimo e liste d’attesa sempre più lunghe. È necessario superare questi vincoli e programmare con uno sguardo al futuro, valorizzando il ruolo delle Rsa anche nel rafforzamento della medicina territoriale. Le questioni sono sul tavolo: dalla revisione dei criteri sui posti letto alla semplificazione burocratica, fino al sostegno al personale e alla sostenibilità delle rette. Su questi temi continueremo a incalzare la Regione, perché il rischio è che a pagare siano sempre le famiglie e le persone più fragili”.