25-02-2026 ore 18:45 | Politica - Dal cremasco
di Gloria Giavaldi

Parco regionale dei fontanili, 'un esempio di politica dal basso per valorizzare il territorio'

“Gli interventi di tutela legati ai fontanili non possono essere spot o connessi alla buona volontà di alcuni sindaci. Devono essere parte di una strategia complessiva ed omogenea che interessa tutta la pianura Padana”. Parte da questa consapevolezza l'idea, promossa dal consigliere regionale del Partito democratico Matteo Piloni e con lui dal gruppo regionale del Partito democratico di istituire un Parco regionale dei fontanili. Avanzata già all'ultima festa del Partito democratico di Ombrianello, l'idea ha preso corpo grazie ad un progetto redatto dall'architetto paesaggista Alessandro Carelli e dall'esperto Valerio Ferrari. “Il grande lavoro svolto racconta, tra le altre cose, quanti fontanili sono scomparsi nel corso del tempo e quale impatto ha avuto su questi il cambiamento climatico. Dobbiamo anche considerare l'ecosistema dei fontanili e l'impatto che tutto questo ha sul territorio dal punto di vista naturalistico e del benessere dell'intera comunità”. Abbozzare strategie condivise o meglio linee guida omogenee a livello regionale “non va a discapito dell'identità di ogni singolo territorio, al contrario consente di assicurare analoghi standard di tutela ed una equa distribuzione dei fondi”.

 

Politica dal basso

Il progetto vuole essere “un esempio virtuoso di politica dal basso”. Chiuso alla fine di novembre, “verrà ora presentato nei vari territori con l'obiettivo di farlo conoscere ed apprezzare. Nei giorni scorsi ho realizzato un primo incontro con i sindaci del nostro territorio, il prossimo 25 marzo ne realizzerò un secondo in provincia di Cremona per fare in modo che anche la provincia, insieme alle associazioni, al Dunas, possano essere coinvolti attivamente. Quella che stiamo portando avanti rappresenterà una scelta di carattere politico fondamentale per assicurare azioni sinergiche tra istituzioni, comunità locali e soggetti privati a beneficio della collettività, superando la frammentazione d'intervento che vi è stata fino ad ora”.

 

Per le giovani generazioni

Alla base deve esservi “un approccio unitario ed integrato che unisca strumenti legislativi, pianificazione territoriale, incentivazione economica e educazione ambientale”, con l'intento di “restituire ai nostri giovani non solo acqua e biodiversità, ma anche memoria storica: tutelare una risorgiva significa proteggere la riserva idrica e restituire alla comunità un pezzo fondamentale della propria storia, identità e di paesaggio”.