Sabato 23 agosto 2025 alle ore 21 nello spazio “I dibattiti in festa. Parliamone” si è svolto il primo incontro pubblico intorno a tematiche importanti per la città e per il territorio, com'è ormai tradizione consolidata alla Festa del Pd di Ombrianello a Crema. “Area omogenea: un territorio più unito per una provincia più forte”, questo l'argomento della serata, già oggetto di un importante convegno tenutosi nel 2024 presso il teatro San Domenico, che ha attirato un folto pubblico di cittadini, di amministratori locali e di imprenditori, a riprova di quanto il tema sia sentito a livello locale e di quanto si sia rivelata attrattiva la presenza di autorevoli e competenti relatori, moderati dal giornalista Dario Dolci.
Le tappe di una lunga storia
In apertura, dopo il benvenuto da parte di Daniele Qalliaj, coordinatore Pd del cremasco, il microfono è passato nelle mani di Gianni Rossoni, presidente dell'Area omogenea cremasca e sindaco del Comune di Offanengo, il quale ha delineato in modo efficace e sintetico le tappe storiche, che hanno portato alla costituzione dell'Area stessa, alle quali in molti casi ha partecipato personalmente. Con un excursus da politico ed amministratore appassionato e competente, Rossoni ha ricordato l'attività della Società Cremasca Servizi, la nascita della Società Cremasca Reti e Patrimonio ed infine l'approdo a Consorzio.it. Società in house interamente partecipata dai comuni del cremasco. “La sfida è dare la possibilità ai comuni di offrire servizi di qualità ai cittadini – ha affermato con tono convinto il presidente – Consorzio.it è il braccio operativo dell'Area omogenea”.
Dalla Legge Delrio all'Area Omogenea
Rossoni ha richiamato la “Legge Delrio” del 2014, che ha riformato l'ordinamento delle province, ridefinendole enti territoriali di secondo livello e che ha introdotto la definizione di area vasta. Così facendo, le funzioni fondamentali delle province sono state ridotte ed è stato previsto un sistema di democrazia indiretta con elezioni a suffragio ristretto. La legge, rimasta transitoria in quanto non confermata dal successivo referendum, ha comunque avuto il pregio di aprire la strada all'iter di definizione delle aree omogenee, che è stato ripreso con forza e costanza dalle forze politiche del territorio cremasco. “Ricordo bene il convegno a Pieranica nel 2021 – ha continuato Rossoni – e l'anno successivo l'incontro con Fabio Bergamaschi, neoeletto sindaco di Crema, che ha rilanciato l'Area omogenea come propria del ruolo di guida della città capofila”.
Quali obiettivi?
L'Area omogenea cremasca è un'iniziativa territoriale che raggruppa i comuni del cremasco per collaborare e promuovere lo sviluppo del territorio, attraverso la condivisione di risorse, progetti e servizi, in un contesto di maggiore coesione e unione. L'obiettivo è quello di rafforzare la provincia di Cremona, creando sinergie e un dialogo costruttivo fra gli enti locali e gli altri livelli istituzionali, in primo luogo l'area vasta e Regione Lombardia. L'attenzione viene posta sui servizi, specialmente per i piccoli comuni, che faticano a reggere il passo per croniche carenze di risorse umane, strumentali e finanziarie, e sull'opportunità di strutturare progetti condivisi, come il distretto del cibo, settore primario importante per la produzione e la trasformazione dei prodotti del territorio.
Le prospettive future
Il presidente ha chiuso il suo applaudito intervento sottolineando che il prossimo passo è ottenere che l'Area omogenea cremasca diventi un organismo riconosciuto dalla Regione: “E' necessario creare un sistema di irrobustimento degli enti locali. Sono fiducioso che questa modalità politica e amministrativa di gestione associata delle funzioni sia l'unica possibile strada da sperimentare come modello, a fronte di unioni che si sciolgono e fusioni che non decollano. Quindi, ha sentenziato che gli amministratori locali debbano essere “convinti, non costretti”
Servizi ai cittadini, competenze ai comuni
La parola è passata a Bruno Garatti, amministratore delegato della società Consorzio.it, da lui definita punto di approdo della storia delle municipalizzate del cremasco: “Quand'ero presidente di Scs, gestivamo i rifiuti, l'acqua. Ora cerchiamo di cogliere e dare risposte alle reali esigenze dei comuni, a fronte di croniche carenze di organico, turnover bloccati per la scarsa attrattività della pubblica amministrazione, mancanza di competenze nei pochi neoassunti, concorsi da riformare, stipendi non adeguati”. Consorzio.it genera un'economia di scala e al suo interno cerca di efficientare i processi, gestendo per esempio gli sportelli unici per le attività produttive o le centrali uniche di committenza per conto dei comuni in difficoltà. Garatti annuncia con soddisfazione la progettazione del reticolo cremasco delle ciclabili: con poco più di un milione e mezzo sono state disegnate 99 tratte, che vanno a raccordare i tratti di ciclabili realizzati dai vari comuni. Inoltre, sono state create 9 comunità energetiche, che difficilmente si sarebbero potute realizzate in assenza di sinergie tra enti.
Cremonese e casalasco?
Luciano Toscani, vicepresidente della provincia di Cremona, ha esordito affermando che “la locomotiva della provincia è il cremasco. Il modello cremasco è stato studiato per esportarlo. Solo nel cremasco l'area omogenea è riuscita a configurarsi e partire, ma le stesse esigenze e difficoltà si rappresentano anche nel cremonese e nel casalasco. A settembre queste due aree saranno formalizzate, ora siamo solo all'inizio”. Sarà fondamentale il ruolo dei capoluoghi: se Casalmaggiore e Cremona crederanno nelle aree omogenee, la possibilità si concretizzerà, i centri più grandi devono diventare proattivi. “Casalasca Servizi, che opera solo nell'ambito dell' igiene ambientale è già una realtà importante, che potrebbe crescere. Aem di proprietà del Comune di Cremona potrebbe aprirsi al territorio”. Toscani ha chiuso il suo intervento con un invito ai sindaci a vincere il campanilismo e a passare alla condivisione politica.
Fatti, non parole
Cinzia Fontana, vicesindaco del Comune di Crema, ha ricordato i motivi che hanno portato all'elezione di Gianni Rossoni, quale presidente dell'Area e i numerosi temo affrontati dalla giunta dell'Area omogenea, che si è riunita almeno una volta al mese. “Perché ha funzionato e continua a funzionare? - si è chiesta a voce alta, fornendo anche la sua personale risposta - Perché la politica ci crede e infatti il primo dibattito qui alla festa del PD parla di questo argomento. Prima abbiamo costruito reti idriche e materiali, ma oggi c'è la necessità di reti immateriali”. L'assessore ha poi affermato che uguaglianza e opportunità sono da garantire a tutti i comuni, insieme a efficienza, efficacia ed economicità dei servizi. "La politica deve far accadere le cose. Gli amministratori devono creare gli strumenti di gestione della politica territoriale nel rispetto delle norme: Consorzio.it, Comunità Sociale, Reindustria esprimono questa direzione”. Fontana ha concluso affermando che l'attuale amministrazione comunale ha l'ambizione di diventare la sperimentazione di un modello innovativo di pianificazione del territorio: “Il PGT di Crema dovrà tenere conto delle complesse relazioni con il territorio”.
Dall'area omogenea alla comunità di pianura
Giovanni Malanchini, presidente della Commissione regionale autonomie locali, ha ricordato che la Lombardia ha 1504 comuni, di cui 1302 sotto i 5000 abitanti. Ha poi illustrato il successo dell'istituzione delle comunità montane, grazie alla legge n. 19 del 2008. La sua proposta è arrivare all'istituzione delle comunità politiche di pianura, che hanno precise identità storiche, culturali, economiche: “Il principio di sussidiarietà deve essere ripreso e sottolineato, bisogna riconoscere a livello normativo queste comunità, dandole una forma istituzionale che abbia personalità giuridica e autonomia finanziaria ed amministrativa. E' possibile creare un modello valido per tutto il territorio lombardo”.
Il patto del tortello
In conclusione di serata, tra applausi e soddisfazione dei presenti per gli argomenti trattati e l'esaustività degli interventi, i saluti e i ringraziamenti sono stati affidati al consigliere regionale del PD Matteo Piloni, che è intervenuto con l'arguta verve e la determinazione che gli sono proprie: “Bella serata, ricca di merito, sul tavolo tanta ciccia. Stasera abbiamo sancito il patto di Ombrianello o patto del tortello: la comunità di pianura è ufficialmente obiettivo di Regione Lombardia. Parte dal Cremasco e dalla provincia di Cremona, ma non fermiamoci”.