24-07-2022 ore 12:48 | Politica - Roma
di Alessia Silvani

Congresso Psi, i socialisti cremaschi apprezzano, ma serve 'una nuova cultura politica'

“Per noi il termine socialista identifica principi e valori tutt’altro che obsoleti nella società odierna”. Come spiega Virginio Venturelli della Comunità socialista cremasca, all'esito del congresso del Partito socialista italiano che si è tenuto a Roma nei giorni scorsi, “esprimiamo apprezzamento per il dibattito le risoluzioni finali. Abbiamo condiviso i pericoli ambientali in corso, nonché i correttivi proposti nel sistema produttivo per il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050-2060, i timori per le ulteriori disuguaglianze che deriveranno dall’incremento della digitalizzazione tra i Paesi, considerando che ancora circa 3,7 miliardi di persone non hanno ancora accesso a internet, infine le preoccupazioni sulla sostenibilità dello stato sociale a fronte dell’invecchiamento della popolazione, di una sempre più ridotta quota di lavoratori, e l’incremento delle risorse necessarie per i servizi e le cure assistenziali” . Particolare attenzione anche ai temi del lavoro, dell'istruzione, della sanità regionale.

 

'Serve cultura politica'

Qualche perplessità è derivata “dall'indirizzo assunto dal Psi “di mantenere a livello politico uno stretto rapporto di collaborazione con le forze appartenenti al socialismo europeo (Partito democratico e Articolo Uno), aperto, ove praticabile, alla costituzione di alleanze unitarie tra le forze liberali, riformiste, ambientaliste e radicali, ( Più Europa, Azione, Italia Viva ) purché saldamente collocate nel centro sinistra. Due prospettive oggettivamente un po’ diverse, bisognose entrambi di ulteriori verifiche rispetto alla salvaguardia del ruolo autonomo del PSI e del suo agire politico, rivendicato in tutti gli interventi ascoltati”. Declinando i suggerimenti venuti dal nazionale al locale, per la Comunità socialista cremasca è necessario: “un confronto sullo stato della collaborazione tra i piccoli comuni, sulle priorità infrastrutturali, sul sistema socio sanitario locale, sull’ambiente e la sicurezza dei cittadini. L’esaltazione del civismo alternativo ai partiti può anche portare alla elezione di buoni sindaci, ma le esigenze del nostro territorio oggi esigono più cultura politica collettiva, non meno”.

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