24-06-2026 ore 20:38 | Politica - Crema
di Gloria Giavaldi

Asst Crema. Il dg Cominelli: 'l'azienda è ottima e dinamica, ecco il piano di sviluppo da 64 milioni'

“Nessun disastro annunciato”, piuttosto “un'azienda dinamica” e, per restare in tema, in salute. O meglio “un'ottima azienda”. Il direttore generale dell'Asst di Crema Alessandro Cominelli placa così il dibattito che ha preso piede in questi giorni sul turnover intervenuto nel 2025. Sull'argomento si erano espressi nei giorni scorsi gli esponenti cremaschi e cremonesi di Sinistra Italiana e Rifondazione comunista. Nell'appuntamento odierno con la stampa, accompagnato dal direttore sanitario Alessandro Malingher e quello amministrativo Giuseppe Ferrari ha spiegato che “nel 2023 l'Asst contava 1443 dipendenti, al 31 maggio 2026, 1486". Un saldo positivo, nonostante “il turnover, motivato principalmente da pensionamenti e avvicinamenti al luogo di nascita”. Al termine turnover, Cominelli preferisce “dinamicità: il cambiamento non deve essere affrontato con paura, piuttosto come opportunità. A differenza di quanto avveniva negli anni '80, oggi le persone non vogliono più fare carriera in una sola azienda: dobbiamo essere bravi a soddisfare le attese. C'è chi va e chi viene. E poi magari torna”.

 

'Un'azienda dinamica'

Smentisce l'esistenza di blocchi assunzionali da parte dei vertici regionali. “Regione Lombardia ha, di recente, autorizzato l'assunzione di 58 nuove persone”. La dirigenza medica e sanitaria è passata da 265 unità del 2023 a 281 unità del 2026. Il comparto da 1165 unità a 1193. Si registrano difficoltà nel reperimento di medici per alcune specialità. I medici presenti a maggio 2026 sono 238 di cui 11 specializzandi. Evidente, dunque, un  incremento rispetto ai presenti nel 2023, quando i medici erano 234 ed un lieve decremento rispetto al 2025, quando i medici erano 242. Confermata la carenza di infermieri: questi ultimi sono passati da 578 del 2023 a 540 nel 2025 a 545 nel 2026. Il numero comprende anche gli infermieri di famiglia e di comunità. "Per attrarre nuovo personale infermieristico stiamo lavorando per rafforzare la presenza sul territorio del corso di laurea in infermieristica, che oggi conta 61 iscritti sulle tre annualità, e stiamo collaborando con le scuole superiori. La carenza, diffusa a livello nazionale e regionale, è preoccupante: una situazione non semplice, che stiamo comunque gestendo”. Presidiata, al momento, dopo le criticità affrontate nel 2025, è anche la situazione del laboratorio analisi, grazie all'integrazione dei tecnici di laboratorio con altre figure professionali, tra cui i biologi. Al momento, infatti, è confermata la carenza di tecnici sanitari. Nel 2023 quelli presenti erano 67, nel 2025 58, nel 2026 57. 

 

Convenzioni e liberi professionisti

Confermate le dimissioni di quattro primari: Maddalena Leone della pediatria, Luigi Caputi della neurologia, Marco Ambrosetti della riabilitazione cardiologica, Sergio Defendi delle cure palliative: “alcuni si avvicinano a casa, altri hanno altre aspettative di carriera. Non se ne vanno per dissenso, ci hanno informato per tempo.  Auguriamo loro il meglio”. In questi anni sono stati nominati altri 10 direttori di struttura complessa e le procedure per le posizioni vacanti sono in corso”. In linea generale, l'emissione di concorsi ed avvisi per il reclutamento di personale è continua. "Quando non riusciamo a trovare professionisti adeguati alle posizioni aperte, ricorriamo alle convenzioni con altre strutture del sistema sanitario pubblico". Il ricorso ai liberi professionisti è l'ultima spiaggia. 

 

Servizi di qualità

Cominelli spazia poi sulle attestazioni di qualità dei servizi erogati: “siamo una piccola azienda, un Dea di primo livello, che sta rispettando tutti i parametri previsti dal dm 70/2015 ed anche gli indicatori del nuovo sistema di garanzia sono in netto miglioramento”. Migliorano anche i tempi di attesa “per le prestazioni ambulatoriali, nel 2026 risultano rispettati nell' 82.5 per cento dei casi (contro una percentuale dell'80.9 del 2025). Per gli interventi non oncologici si è passati dal 66 per cento del 2025 al 70 per cento di aprile 2026, per gli oncologici dal 77 per cento al 89.5 per cento del 2026. Detto questo, ammette Malingher, “i tempi di attesa restano una criticità da affrontare”.

 

Medicina di prossimità e cure primarie

L'attenzione si sposta sulla medicina di prossimità: “molto è stato fatto. Molto resta da fare” riprende Cominelli. “Il primo ad aprire è stato l'ospedale di comunità di Soncino che dal 2023 si è preso cura di 613 pazienti. L'ospedale di comunità di Rivolta d'Adda, attivo da dicembre 2025, ha accolto 71 pazienti. Le case di comunità di Crema e Rivolta sono attive nel pieno rispetto dei target e dei tempi previsti. Stiamo lavorando perchè si possa realizzare anche la casa di comunità spoke a Castelleone. A Rivolta d'Adda da poco è in funzione un nuovo presidio di continuità assistenziale”. Sulle cure primarie, il dg è incisivo: “nel territorio non ci sono assistiti senza medico. Capita che in estate alcuni medici accorpino e quindi l'ambulatorio sia disponibile in un comune diverso da quello di residenza. É il caso di Moscazzano”. Alle persone non deambulanti e con criticità è comunque garantita la visita domiciliare. “Dobbiamo lavorare affinchè ogni paese sia dotato di un proprio ambulatorio presidiato”. A tal proposito, nei prossimi giorni sarà annunciata la copertura sanitaria di alcuni comuni che, negli scorsi mesi, avevano perso la presenza dell’ambulatorio medico. 

 

Investimenti strutturali

Relativamente agli investimenti strutturali, ha ricordato la conclusione dei lavori al pronto soccorso per la differenziazione dei percorsi in base al rischio infettivologico e l'avvio degli interventi all'Unità di terapia intensiva respiratoria (Utir) e alla medicina d'emergenza e urgenza (Meu). Passi in avanti sono stati annunciati anche per la realizzazione della nuova palazzina dedicata alla salute mentale: “a breve indiremo la gara”. Infine, una notizia che lascia svanire il fantasma dello spauracchio autonomia, che periodicamente torna a Crema: “abbiamo presentato in regione un piano di sviluppo da 64 mlioni di euro”. All'interno sono previste azioni di welfare per il personale e l'utilizzo e la valorizzazione degli spazi dell'ex tribunale: “abbiamo proposto di intensificare la vocazione formativa e creare una foresteria per i dipendenti”. Questa misura risponderebbe alle istanze avanzate da tutte le sigle sindacali per contrastare il turnover. O meglio “la dinamicità” degli ingressi e delle uscite.

 

'Lavoriamo insieme'

"Tuttavia il tema dell’abitare non può essere affrontato esclusivamente dall’azienda sanitaria. Per rendere il territorio realmente competitivo e attrattivo, è necessario costruire una collaborazione strutturata con i comuni e con tutti gli enti locali, promuovendo soluzioni abitative a canone calmierato e ulteriori misure di sostegno rivolte ai lavoratori. La capacità di attrarre e trattenere professionisti, infatti, dipende non solo dalla qualità dell’ambiente di lavoro, rispetto alla quale Asst Crema sta predisponendo un questionario sul benessere organizzativo, ma anche dalle condizioni che il territorio è in grado di offrire a chi sceglie di trasferirsi. Un ruolo importante è svolto anche dalla viabilità da e verso Crema, che incide significativamente sulla gestione del tempo delle persone. Per questo è indispensabile un impegno condiviso tra Asst, amministrazioni comunali e istituzioni del territorio, nella consapevolezza che la sfida dell’attrattività e del reclutamento richiede una strategia comune e una responsabilità diffusa e condivisa. In chiusura, un appello alle istituzioni: “lavoriamo insieme per rendere ancora più attrattivo il territorio ed il nostro ospedale".