23-10-2021 ore 20:33 | Politica - Crema
di Andrea Galvani

Degli Angeli: elezioni e politica regionale, area omogenea e futuro sindaco di Crema

“Il dato che preoccupa maggiormente è quello dell’astensione”. Commentando i risultati elettorali, il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Marco Degli Angeli sottolinea come “più della metà dei cittadini non si siano recati al voto ed il fatto che nemmeno l’elezione del proprio sindaco li abbia convinti a recarsi alle urne deve farci riflettere sulla distanza sempre maggiore che c’è tra le istituzioni ed i cittadini. Credo che le persone siano stanche delle polemiche fini a se stesse e del gioco delle parti dei vari rappresentanti politici. Servono idee, competenza, trasparenza e coraggio di fare scelte a misura di cittadino e non fare solo annunci e marketing politico”.

 

Ora cosa si aspetta che accada. Quali sono le priorità?

“Mi auguro che le forze politiche tornino a mettere al centro i programmi e le ricette che intendono seguire per risolvere i problemi delle persone. Servono ammortizzatori sociali efficaci ed equi, salari dignitosi (va affrontato il tema del salario minimo), e va data più attenzione al mondo dei giovani e della loro formazione ed inserimento lavorativo. Altro aspetto prioritario dovrà essere il rafforzamento della rete sanitaria territoriale. Ci sono liste di attesa di mesi per poter accedere alle prestazioni sanitarie; serve uno sforzo straordinario per tornare a dare assistenza ai malati cronici e per chi soffre di patologie oncologiche”.

 

Sta per concludersi il mandato di Stefania Bonaldi a Crema: dopo 10 anni che città lascia? Qual è la situazione dell’area omogenea cremasca?

“Crema, rispetto a 10 anni fa, ha perso terreno in modo evidente rispetto a Cremona. Abbiamo perso l’università, il tribunale, abbiamo rischiato di perdere la piscina. Le aree inutilizzate 10 anni fa lo sono ancora ancora oggi; faccio ovviamente riferimento alla scuola di Cl e all’ex Pierina, agli Stalloni, anche se qui paghiamo anche l’inerzia regionale. Cremona è riuscita a catalizzare su di sé molti investimenti di riqualificazione urbana e infrastrutturale. Mi auguro che il bando Cariplo per l’ex università e il completamento del sottopasso di santa Maria possano rappresentare una svolta. Abbiamo perso anche il controllo sui servizi di pubblica utilità. Non rientro nella polemica A2a/Lgh, ma è evidente che la partita con Scrp è stata giocata molto male e con una approssimazione inaccettabile e che ancora pesa sulle spalle di noi contribuenti a causa dei vari procedimenti giudiziari ancora aperti. In una cosa Crema non è stata meno del capoluogo: siamo la città dei supermercati e l’attenzione all’ambiente è di facciata. I 10 anni del sindaco Bonaldi si stanno per chiudere con tinte chiare e scure. Positivo il tema dei diritti civili, decisamente negativa la capacità di programmare progetti al passo con gli obiettivi nazionali di una innovazione etica, accessibile e sostenibile in campo sociale e urbanistico. La mancanza di progetti ci ha fatto perdere il treno di molti bandi ministeriali. Si è navigato a vista senza una visione territoriale. L’area omogenea Cremasca purtroppo esiste solo geograficamente ma non politicamente. Purtroppo Crema non è stata in grado di essere capofila di un territorio che poteva essere più forte ed attrattivo se fosse riuscito a trovare vera coesione su progetti e visione di sviluppo equo e sostenibile”.

 

Quali caratteristiche deve avere il prossimo o la prossima candidata? Con quale modalità sceglierete?

“Prima del candidato deve esserci l’idea e il progetto di città in una prospettiva di 10 anni. La proposta e gli obiettivi devono essere chiari, precisi, soprattutto realizzabili. Il candidato dovrà essere in grado di dialogare con tutte le anime del consiglio comunale e con i sindaci di tutto il territorio cremasco e soprattutto non dovrà fare promesse irrealizzabili. Meglio una promessa in meno, ma un fatto concreto in più. Per noi saranno centrali, nel solco dell’etica pubblica, i temi dell’ambiente, della rigenerazione urbana, dell’innovazione e dell’attenzione alla formazione dei giovani e supporto alle fasce più bisognose. Il Movimento 5 Stelle, come ha sempre fatto, condividerà con tutti gli attivisti e con chi vorrà partecipare il proprio programma. Arriviamo da 10 anni di presenza attiva in consiglio comunale e questa esperienza la vogliamo mettere a disposizione di chi vorrà aprirsi al dialogo e al confronto sui temi e obiettivi comuni. Abbiamo lanciato poche settimane la campagna di adesione al gruppo territoriale cremasco e siamo soddisfatti dalle prime risposte. Dopo un periodo di standby organizzativo, la figura di Giuseppe Conte ha sicuramente rinvigorito il gruppo e l’appeal della nostra proposta politica”.

 

Quanto è distante il Pirellone dal Cremasco? Cosa si può fare per avvicinare il governo regionale alle istanze locali?

“Purtroppo la politica regionale, nonostante la continua propaganda, è molto lontana dai territori. C’è poco coinvolgimento delle assemblee dei sindaci e una sorta di scaricabarile sulle Province su tutte le scelte di programmazione territoriale, economica ed energetica. Il consiglio regionale è sempre più schiacciato dalle scelte della giunta regionale, anche a causa del silenzio e dell’inerzia dei consiglieri di maggioranza che accettano la situazione per quieto vivere o per non rischiare la ricandidatura. Questa subalternità danneggia i territori e indebolisce il ruolo dei cittadini, che tramite i consiglieri eletti possono portare le istanze nelle aule del Pirellone. Dopo la debacle sanitaria, il fallimento sui trasporti pubblici e una situazione ambientale sempre più compromessa, è sempre più evidente che il mito del buon governo del centrodestra lombardo sia giunto al capolinea”.

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