
C'è da immaginarsi la scena. Data la passione cinematografica del protagonista della vicenda che ci accingiamo a raccontare, la memoria non può che tornare a Jerry Maguire e alla sua memorabile battuta. Quale? Un pizzico di pazienza. “Caro presidente, con la presente, rassegno le dimissioni da membro della giunta dell’Area omogenea cremasca”. Si apre così la lettera inviata da Antonio Grassi, sindaco di Casale Cremasco, ai colleghi sindaci, al presidente e ai componenti della giunta. Un'esperienza amministrativa che Grassi ha definito “molto importante sotto il profilo umano e amministrativo”, nonostante “le difficoltà derivanti da molteplici fattori”.
La piccola comunità
Il sindaco di Casale Cremasco e Vidolasco deve far fronte a “impegni personali” che tolgono il tempo necessario a svolgere “con la stessa costanza e attenzione il ruolo” che gli è stato affidato dal presidente dell'Area omogenea, nonché sindaco di Offanengo, ovvero Gianni Rossoni. Nella missiva, pacata, Grassi spiega di aver cercato di “coniugare ed armonizzare gli interessi della piccola comunità con quelli dell’intera area omogenea”. Un compito “non agevole” che ha richiesto di oltrepassare “i propri particolarismi territoriali”. Allargando il campo delle riflessioni a Consorzio.it, Grassi ritiene che debba diventare “l'effettivo braccio esecutore” dell'area omogenea cremasca. Un ruolo che “per ora svolge con eccessiva autonomia”.
La doccia fredda
Politicamente parlando, una doccia fredda. Contattati telefonicamente, al momento i protagonisti hanno preferito glissare sull'argomento. Dalla fine all'inizio. Parafrasiamo il film di Cameron Crowe. Immaginiamoci la scena, col regista che indugia sui primi piani. La bollente estate cremasca fa da contorno. Non me ne vogliano gli appassionati di Guadagnino, ma di fronte a Jerry Maguire (questo è un grosso rammarico), non c'è però Renée Zellweger. Seduto ad un tavolo, di fronte a lui il vertice dell'Area omogenea cremasca. Dopo aver presentato le dimissioni arriva la battuta: “Chi viene con me?”