
Complici le alte temperature esterne, il consiglio comunale si è acceso sui ristori del ponte di via Cadorna, chiamato a votare, quale atto di recepimento, le “prime misure” previste dalla giunta a sostegno delle attività economiche dei quartieri di san Bernardino e Castelnuovo. Il provvedimento prevede la sospensione della Tari, del canone unico per la diffusione dei messaggi pubblicitari e del canone patrimoniale per l’occupazione di suolo pubblico dal 15 giugno al 15 ottobre. Come ha spiegato nel dettaglio il sindaco Fabio Bergamaschi: “la sospensione che abbiamo previsto è solo un primo passo. Verranno previsti ristori incrementali in base all'effettivo danno subito. L'amministrazione sta dialogando con singoli esercenti dei due quartieri colpiti dalla chiusura e con le associazioni di categoria”. Oggi è in programma una riunione del distretto urbano del commercio per una “prima condivisione" e giovedì è in calendario un altro incontro con i commercianti dei quartieri. Il sindaco ha spiegato che il provvedimento urgente si è reso necessario per bloccare l'emissione delle cartelle della Tari per le scadenze di luglio “in attesa di definire altri ristori”. L'obiettivo è approntare una strategia più ampia, che “non si limiti ai soli ristori economici, ma consenta un ripensamento nella viabilità e contribuisca alla vitalità dei quartieri”.
L'emendamento
Dura la reazione del centrodestra. Laura Zanibelli ha presentato un emendamento alle misure, al fine di vincolare il sindaco e la giunta ad un impegno politico: quello di “individuare ulteriori risorse per trasformare la sospensione dei tributi in vere e proprie esenzioni, realizzare un ponte provvisorio, garantire navette gratuite e mettere in campo ogni altra forma di sostegno economico e logistico a favore del territorio”. La proposta ha portato ad una sospensione della seduta e ad una trattativa fra le parti. Alla fine l'emendamento è stato approvato a maggioranza, dopo l'integrazione alla delibera proposta dal presidente del consiglio comunale Attilio Galmozzi: “Galmozzi – è il commento del centrodestra - ha raccolto le richieste da noi avanzate e si è fatto garante affinché il sindaco e la giunta perseguano concretamente questi obiettivi, che i gruppi di centrodestra sostengono da anni”.
'La Caporetto della giunta'
Il ponte ha spaccato in due il consiglio comunale. Laura Zanibelli di Forza Italia ha definito la giunta “non all'altezza della situazione perché non risponde efficacemente ai bisogni dei cittadini. Non è una vostra responsabilità l'ammaloramento del ponte, ma è vostra responsabilità esservi fatti trovare impreparati in questa situazione”. Per De Grazia la chiusura del ponte di via Cadorna rappresenta "la Caporetto della giunta Bergamaschi: non torno a chiedere le dimissioni del sindaco, torno a chiedere una presa di responsabilità, avete per anni riposto il problema sotto il tappeto”. Il capogruppo di Fratelli d'Italia ha chiuso l'intervento consegnando al sindaco il regalo di una residente: “un set di attrezzi per bambini, magari può aiutarvi”.
'Modo di operare semplicistico'
Bergamaschini, per la Lega ha ironicamente fatto notare l'assenza dell'assessore ai lavori pubblici Giorgio Pagliari, “proprio quando si parla del ponte: è il riassunto perfetto del modo di operare semplicistico di questa giunta comunale. Lo sappiamo che difficilmente questo ponte verrà riaperto a stretto giro e ad oggi non abbiamo né alternative, né soluzioni: stiamo subendo l'incapacità politica e l'inadempienza amministrativa di questa giunta”. Dalla maggioranza Pederzani ha chiesto “più coerenza e collaborazione. Oggi siamo giunti ad una soluzione condivisa e mi pare un buon esito, domani come agirete? Siete abituati a parlare sui giornali, ma serve una coerenza dentro e fuori sala degli Ostaggi”.
'Collaborare solo ora?'
Simone Beretta di Noi Moderati ha stimato che la chiusura del ponte costerà tra mille e i 1500 euro ad ogni residente: "non voglio quantificare l'impatto sulle attività economiche, che sicuramente sarà molto maggiore. Potete anche pensare che la minoranza stia usando la questione per fini elettorali - ha sottolineato Beretta - nella realtà delle cose questa vicenda dimostra che la giunta non è stata in grado di offrire una soluzione ad una problematica che si protrae da sette anni”. L'ultima stoccata è stata per i colleghi di maggioranza: “ora, dopo che non avete ascoltato le nostre proposte per tutto questo tempo, davanti ad un simile disastro avete anche il coraggio di non assumervi le vostre responsabilità e chiedete alla minoranza di collaborare?”.