23-02-2021 ore 09:36 | Politica - Crema
di Andrea Galvani

Crema. Maggioranza: ‘bilancio lungimirante’. Il centrodestra: ‘no, piatto e senza strategia’

Il consiglio comunale odierno, in presenza, con mascherina d’ordinanza e distanziamento spinto (ovvero con membri di giunta al posto della stampa e stampa confinata nelle ultime due file della sala degli Ostaggi) è stato interamente dedicato alla discussione sul bilancio 2021 del comune di Crema. La seduta si è aperta col ricordo e un minuto di silenzio in memoria dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vincenzo Iacovacci: uccisi oggi insieme all'autista del mezzo Onu Mustapha Milambo mentre si stavano recando a Goma (in Congo) a visitare il programma di distribuzione di cibo nelle scuole del World food programme. Tornando al dibattito, gli interventi della minoranza si sono allargati “al decennio di amministrazione Bonaldi”, traendone una sintesi tutt’altro che edificante. Di tutt’altro avviso gli esponenti di maggioranza, da Bassi a Lopopolo, passando per Vailati, Pedrini e Della Frera, per i quali l’operato dell’amministrazione è da valutare positivamente, “per la lungimiranza che va oltre il mandato in scadenza a metà del prossimo anno e lascerà una tangibile eredità”.

 

Assenza di strategia”

Per il capogruppo di Forza Italia, Antonio Agazzi, “il bilancio non denota solo la solita assenza di strategia dell’amministrazione Bonaldi”, ma anche “un po’ di stanchezza”. Viene esibita “una disarmante povertà di progetti, eccezion fatta per il superamento della barriera ferroviaria, su cui si punta tutto per far dimenticare il deserto”. Eppure (quello del sottopasso) è un risultato “ottenuto dopo lunghi anni, grazie soprattutto a regione Lombardia e Ferrovie italiane”. Si chiude insomma un decennio amministrativo “ispirato a traccheggiare più che ad amministrare”. Del resto, citando il “compianto (da Agazzi) senatore Andreotti”, è pur sempre “meglio tirare a campare che tirare le cuoia”. Inutile, ha concluso l’esponente d’opposizione, “tentare di nascondere i tanti appalti non andati a buon fine”. Stesso discorso “per gli altrettanti progetti passati dagli onori delle cronache al dimenticatoio; uno per tutti il palazzetto dello sport”. Per Forza Italia, in definitiva, fa scalpore “il silenzio sugli Stalloni” e “soprattutto sulla piscina”, per tacere “dell’ex immobile del tribunale”.

 

Svegliatevi!”

In un intervento di grande impeto oratorio, Manuel Draghetti ha totalmente bocciato l’azione politica della giunta Bonaldi: “siete deboli”, con una scarsa “capacità di amministrare”. Dall’università “abbandonata” al ponte di via Cadorna, passando per la “manutenzione delle strade”. Il capogruppo del Movimento 5 stelle non ha apprezzato che “si accendano mutui per la ristrutturazione del ponte, indebitando la città dopo anni di totale disinteresse e assenza di manutenzione”. Andrebbero al contrario utilizzati “gli avanzi di amministrazione”. L’azione politica dell’amministrazione Bonaldi, “sull’ambiente è un disastro totale”. Insomma, la giunta si è distinta per “immobilità” e per “aver galleggiato senza nemmeno mettere a frutto le enormi potenzialità di Crema e dei cremaschi”. Complessivamente, “senza una chiara visione né un orizzonte, ma andando avanti a tentoni con conseguenze negative per la città”. Per concludere, il bilancio 2021 “è un copia e incolla di quelli precedenti. La principale azione della giunta è riassumibile in ‘sopire’. Un consiglio: svegliatevi!”.

 

Scelte non condivise

“Nel bilancio di previsione è possibile cogliere le scelte politiche del presente e del passato: se la decisione di rinviare il carnevale è stata positiva, quella di dare un contributo di 150 mila euro a Sport management per riaprire la piscina no”. Ciò che il capogruppo della Lega non ha gradito è stata la “continua esternalizzazione di servizi”, troppo spesso non accompagnata dalla dovuta dose di attenzione e approfondimento sui futuri gestori. Illustrando l’emendamento dedicato alla richiesta di introduzione di una Baby card, per Andrea Agazzi “Crema sta inevitabilmente invecchiando, e questo deve indurci a compiere delle scelte e delle visioni differenti”. Il capogruppo della Lega ha chiesto chiarimenti sul “futuro di Lgh” (dato l’impatto che potrebbe avere sul bilancio comunale) e soprattutto sull’impianto di Castelleone, destinato ad accogliere un incremento di fanghi di depurazione. Partita sulla quale l’amministrazione di Crema sembra sia stata lasciata in disparte da Cremona. Al contrario, ha aggiunto Agazzi, “Crema ed il territorio cremasco vogliono partecipare”. Il comparto del commercio “lascia preoccupati”. Gli investimenti sui territori del Recovery plan saranno presentati dalle regioni: “non sappiamo quanto spazio di manovra ci sarà. Siamo a disposizione per capire come saranno allocate le risorse. Non possiamo perdere questo treno solo perché qualcuno esercita nello sport quotidiano di attaccare la regione Lombardia la sua ragione di vita”.

 

Guidare la digitalizzazione

Nel suo intervento, Enrico Zucchi ha riscontrato “una continuità logica del bilancio amministrativo e nei rilievi” della minoranza, ponendo però l’accento su due tematiche, “per cercare di immaginare il nostro tessuto sociale alla fine della pandemia”. Dato per assodato che “anche a Crema la digitalizzazione sarà il cardine portante” sul quale poggerà il mondo del lavoro, il capogruppo del Patto civico vorrebbe che il “comune svolgesse un ruolo guida”, agevolando il commercio e il mondo dell’impresa, che al contrario “stanno subendo la trasformazione”. I corpi intermedi “andrebbero valorizzati”, per aumentare “la garanzia di occupabilità dei ragazzi, che si trovano decisamente in difficoltà per trovare un posto di lavoro”. Al contrario, Zucchi ha riscontrato una scarsa attenzione sul tema, seppur si sia detto d’accordo “con la maggior parte degli investimenti previsti”. Sul Voltini: “sono sobbalzato quando ho visto l’investimento sulle luci. Favorevole sul contenuto, d’accordo con Bassi che Crema debba avere strutture per svolgere attività professionistiche e qualificanti, ma oggi spiegare alla gente che apriamo un mutuo per le luci al Voltini quando più di uno arriva la sera e si trova davanti ad un frigo vuoto può metterci davanti alle critiche”. Per Andrea Bergami il comune pecca di ‘visione’, anche se apprezza “come viene portata avanti la gestione ordinaria”. Le lacune sono evidenti nell’assenza di “scelte straordinarie imposte dalla crisi” e nella “carenza di contributi” al mondo del lavoro. In particolare per il settore produttivo.

 

Stanco bilancio”

Per Emanuele Coti Zelati il bilancio “avrebbe dovuto avere un segno di discontinuità”. Al contrario “c’è la riconferma delle impostazioni precedenti. È uno stanco bilancio che si trascina a fine mandato. Mi sarei aspettato non solo più gentilezza, ma anche più coraggio”. Stando al capogruppo della Sinistra, “tutto è cambiato; si può sperare di stare in piedi solo attraverso l’innovazione, del tutto assente in questo bilancio”. Ad un anno dal lockdown, “poco o niente è stato fatto in ambito ambientale o energetico. Nemmeno a livello scolastico”. Il lavoro del comune, “a parte le dichiarazioni dell’assessore Bergamaschi, è carente sul piano dell’abbattimento delle barriere architettoniche”. Al contrario, “spendere 500 mila euro per le luci del Voltini è moralmente inaccettabile, soprattutto pensando al possibile sblocco dei licenziamenti. Non si poteva usare per aiutare le attività economiche?”.

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